Corso di studi in fisica

Corso di chimica

professor.gif (14435 byte)    Museo degli errori

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La forma scritta degli esami porta con sé vantaggi e svantaggi, sia per gli studenti sia per il docente. Per ogni tornata di esami tutti gli studenti sono posti in condizioni di parità quali nessun esame orale potrà garantire, inoltre la conoscenza dei testi degli esami precedenti costituisce un buon punto di partenza per la preparazione. Gli studenti hanno due svantaggi principali: in primo luogo l'esame si svolge senza le reazioni del docente (linguaggio verbale e del corpo: dilatazione delle pupille, sguardo rivolto al cielo, smorfie, schiocchi di lingua, ...), per cui quando si imbocca una strada demenziale durante uno scritto non c'è nessuno che in qualche modo avverta dell'errore; in secondo luogo ciò che è scritto rimane, visibile e computabile.

Anche per il docente la forma scritta dell'esame pone vantaggi e svantaggi. I vantaggi sono almeno due: può valutare un 'lotto' di 30-40 studenti con criteri del tutto omogenei; può imparare dagli errori commessi dagli studeni quali siano le loro 'immagini mentali' e quali siano stati i suoi (del docente) limiti nelle spiegazioni e nella stessa formulazione dei testi d'esame. Lo svantaggio principale per il docente è la quantità di tempo dedicata agli esami (preparazione dei testi, assistenza all'esame, correzione, discussione degli errori (o complimenti) al momento della registrazione del voto.

L'analisi degli errori è importante sia per il docente che per gli studenti. Nel Museo degli errori sono riportati in forma anonima e commentati gli errori più gravi o più frequenti, qui prima ancora dell'inizio dell'esposizione si segnalano alcune categorie di errore molto frequenti:

(a) Conservazione della massa e delle cariche: durante una reazione chimica non variano le specie isotopiche in gioco, e non c'è assolutamente variazione di massa. I trasferimenti di energia sotto forma di calore non incidono sulla massa più di quanto possa fare una eccitazione elettronica in un atomo, e nessuno direbbe che la massa di quell'atomo è aumentata. Ma queste sono questioni 'fini': purtroppo nella scrittura di reazioni o di semireazioni si infilano errori madornali, con un conteggio di atomi e di cariche diverso dalle due parti del segno di reazione.

(b) Unità di misura e grandezze fisiche: un (futuro) fisico dovrebbe sapere di quale natura siano i numeri che sta usando, se siano numeri puri oppure siano il risultato di una misura. In questo secondo caso devono essere sempre accompagnati dalla relativa unità di misura. Seminare nelle risposte numeri a caso è una pessima abitudine. Pessima pratica è anche il confondere le diverse grandezze fisiche, specialmente in termodinamica: energia interna ed entalpia non sono la stessa cosa.

(c) Conversione delle unità di misura: un (futuro) fisico dovrebbe essere in grado di 'passare' dai metri cubi ai decimetri cubi senza difficoltà.

(d) Ordini di grandezza: un (futuro) fisico dovrebbe rendersi conto che se il discorso verte su quantità espresse in decine di grammi un risultato espresso in tonnellate è piuttosto sospetto. Analogamente lo sviluppo di calore di una reazione chimica non può eguagliare quello di una esplosione temonucleare. In altri termini lo studente deve fare più attenzione ai dati inseriti o letti nelle perniciose macchinette usate per i calcoli.

(e) I nomi e i segni: purtroppo ossidazione e riduzione, catodo e anodo, positivo e negativo, elemento (o composto) e atomo (o molecola) non sono la stessa cosa. I pasticci linguistici si ripercuotono nelle scritture esplicite; per esempio, si dovrebbe tener conto che E°rid = - E°oss.

(e) Diagrammi cartesiani e curve: spesso le domande con risposta aperta richiedono la discussione di diagrammi cartesiani. A molti studenti sfugge il fatto fondamentale che tutti i 'dettagli' dei diagrammi sono importanti (grandezze fisiche, unità di misura, andamento delle curve).

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(z) Errori ortografici e scambio di parole: questi errori non riguardano la cultura scientifica e nemmeno quella generale dello studente (almeno si spera!), ma soltanto la sua capacità di concentrazione durante l'esame. Nel passaggio dalla 'brutta' alla 'bella' si insinuano errori disparati, ad esempio un catodo può facimente trasformarsi magicamente in un anodo.

 

 

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