Le Citazioni e gli Aforismi di Minerva

Gli Autori


Tommaso Campanella


 

 

 

 


Le immagini, dall'alto verso il basso:

Ritratto di Tommaso Campanella nel 1947

Edizione latina Civitas solis della Città del sole di Tommaso Campanella. Stampata a Francoforte nel 1623

La monarchia del Messia, stampata a Jesi nel 1633 dal tipografo Arnazzini. Questa opera di Campanella si è salvata grazie al suo possessore Giuseppe Pianetti che aveva un permesso del papa di leggere i libri proibiti.

Una bella edizione economica della Città del sole. La scritta sulla copertina si ispira ai versi di Campanella:

Io nacqui a debellar tre mali estremi;
tirannide, sofismi, ipocrisia ...

(T.Campanella, da Delle radici de' gran mali del mondo)


 

 

Nota biografica di Maria Agostinelli


Nato a Stilo, in Calabria, nel 1568, Tommaso Campanella entrò nell'ordine dei domenicani quando era ancora molto giovane, ma, a causa delle sue idee in fatto di religione, si ritrovò ben presto nel mirino degli inquisitori, dai quali fu accusato di eresia e rinchiuso in carcere a Roma, nello stesso periodo di Giordano Bruno.

Nel 1599 tornò in Calabria, dove tentò di organizzare un'insurrezione contro il dominio spagnolo e di gettare le basi per una profonda riforma religiosa.

Anche in questa occasione fu arrestato e condannato, ma riuscì a salvarsi dalle torture fingendosi pazzo. Il suo presunto stato mentale non poté, però evitargli il carcere: rimase rinchiuso per 27 anni, durante i quali trovò la forza per continuare a scrivere, specialmente di filosofia. Fu proprio durante la prigionia che compose un'opera dedicata a Galileo, del quale apprezzava incondizionatamente (e pericolosamente) il lavoro ed il pensiero.

Nel 1626 riacquistò una parziale libertà: uscì dal carcere ma rimase a Roma, sotto il controllo del Sant'Uffizio. Grazie alla benevolenza di papa Urbano VIII, anche questo vincolo venne in seguito eliminato ma, nel 1633, Campanella venne nuovamente accusato di eresia e di propaganda antispagnola, così, prima che la situazione precipitasse, decise di rifugiarsi a Parigi, sotto la protezione di Richelieu, e di dedicarsi alla pubblicazione dei suoi scritti.

Morì nella capitale francese nel 1639. Insieme con Giordano Bruno e Bernardino Telesio, Tommaso Campanella fu uno dei principali anticipatori di alcuni importanti argomenti della filosofia moderna e il suo pensiero testimoniò di questo passaggio tra Medioevo e modernità oscillando tra la trascendenza tradizionale del cattolicesimo e l'immanentismo del naturalismo rinascimentale.


Opere principali


-- Philosofophia sensibus demostrata (1591)
-- Philosophiae realis libri quattrorum (1637)
-- Methaphysicarum rerum iuxta propria dogmata  (1603 e 1609-1611)
-- Monarchia di Spagna (1598)
-- Città del Sole (1602)
-- Monarchia di Francia (1635)
-- Theologicorum libri XXX (1624)
-- Monarchia Messiae (1633)
-- Atheismus triumphatus (1636)
-- Del senso delle cose e della magia (1603)

-- Poetica (1596, 1612)
-- Poesie filosofiche (1622)

 

Una citazione di Luigi Firpo, Tommaso Campanella, l'uomo e il suo tempo:

“Al cadere del 1593, accusato di aver disputato con un Israelita convertito e tornato poi all'ebraismo, omettendo di denunciarlo senza indugio all'Inquisizione, viene chiuso con due correi nel carcere del Sant'Uffizio. Ne nacque un grosso processo, aggravato da un tentativo di effrazione e di fuga, complicato da sempre nuovi capi d'imputazione (pratiche divinatorie, credenze materialistiche, linguaggio irriverente), inasprito da reiterate torture e avocato infine, attraverso una misteriosa estradizione clandestina, davanti al tribunale romano. In quel grave frangente Campanella rivela una vitalità incoercibile: scrive memoriali a propria difesa, libri da inviare a protettori potenti, si guadagna fra gli stessi giudici profonde simpatie per la sua giovinezza infelice e splendente d'ingegno, ma non può alla fine evitare una condanna alla abiura per grave sospetto di eresia”

 

 


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