Le Citazioni e gli Aforismi di Minerva

Gli Autori


Kemal Atatürk  (prima del 1934 Mustafà Kemal)


 

Kemal Ataturk

 

Copertina di Time del 24 marzo 1923


L’atto conclusivo del genocidio armeno: fu l’incendio di Smirne, nel settembre 1922, quando i turchi di Kemal Atatürk incendiarono la città, che era abitata da greci e dove si erano rifugiati migliaia di armeni. Gli abitanti, decine di migliaia di abitanti della seconda città dell’ormai ex impero ottomano, si riversarono sulle rive, stretti dal fuoco da un lato e dal mare dall’altro. Le navi militari straniere in rada assistettero impotenti al massacro.


 

 

 

 

 

La vita

Generale e statista turco (Salonicco 1880 - Istanbul 1938). Dopo la fine della prima guerra mondiale organizzò la lotta per l'indipendenza e l'unità nazionale della Turchia. Respinta l'invasione greca (1920-22), diede il via a una serie di rivoluzionarie riforme costituzionali, quali l'abolizione del sultanato ottomano, del califfato e del diritto canonico islamico, la proclamazione della repubblica, la laicizzazione dello Stato. La sua ventennale azione di governo creò la nuova Turchia repubblicana, di cui fu il primo presidente.

Ufficiale di idee riformiste e radicali, partecipò nel 1908 al movimento del comitato Unione e Progresso. Prese poi parte alla guerra libica e balcanica, e nella prima guerra mondiale si distinse nella difesa dei Dardanelli. Nel 1919 iniziò in Anatolia la resistenza al governo di Costantinopoli disposto ad accettare le clausole del trattato di Sèvres: organizzò un nuovo esercito nazionale, indisse in Anatolia le elezioni politiche (1920) e riunì ad Ankara una Grande Assemblea Nazionale che finì col rappresentare, in contrasto col sultano, la vera volontà della nazione non fiaccata dalla disfatta. La Grande Assemblea espresse dal proprio seno un Governo nazionale (23 aprile 1920) da lui presieduto.

Posto a capo dell'esercito d'Anatolia, fronteggiò l'invasione greca nel 1920-1921, e la respinse definitivamente nell'agosto-sett. 1922, riconquistando Smirne, tutta l'Anatolia e la Tracia orientale. Tale riscossa ebbe la sanzione internazionale nel trattato di Losanna (luglio 1923). Contemporaneamente, sotto l'impulso e per volontà diretta di Kemal, s'iniziavano all'interno le grandi riforme costituzionali e rivoluzionarie: abolizione del sultanato ottomano (1922) e proclamazione della repubblica (1923), abolizione del califfato (1924), trasferimento della capitale ad Ankara, laicizzazione dello stato e abolizione del diritto canonico islamico, introduzione dell'alfabeto latino (1928), ecc.

Eletto primo presidente della nuova Repubblica nel 1923, rimase a capo dello stato da lui fondato fino alla morte (10 nov. 1938). Coraggioso e impulsivo, duro con rivali e oppositori, esercitò per vent'anni una dittatura incontrastata, che, pur con misure talora intempestive e vessatorie, e con una mentalità di illuminismo illiberale, distrusse il decrepito impero ottomano, e costituì un organismo moderno nella nuova Turchia repubblicana. Il nome di Atatürk (lett. "padre turco, gran Turco", quasi "Padre della Patria") gli fu conferito dalla Grande Assemblea Nazionale nel 1934.


Nota redazionale. Questa breve biografia è tratta dal sito http://www.treccani.it/.  Il sito appartiene alla più prestigiosa impresa culturale italiana, e la biografia di Atatürk qui riportata dimostra quanto si sia ancora lontani dal riconoscere il fatto storico che il genocidio degli armeni è stato un aspetto integrante dell'azione  politica e militare di Atatürk.

I corpi di donne, bambini e ragazzi trucidati durante il genocidio degli armeni


 

 

 


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