Le Citazioni e gli Aforismi di Minerva

Gli Autori


Friedrich Nietzsche


 

 

 

 

 


Le immagini, dall'alto verso il basso:

Ritratto di Friedrich Nietzsche a 24 anni

Ritratto di Friedrich Nietzsche al tempo delle Unzeitgemässe Betrachtungen, (Considerazioni inattuali).

La prima edizione di Die Geburt der Tragödie aus dem Geiste der Musik, (La nascita della tragedia dallo spirito della musica).

La prima edizione del primo libro di Also sprach Zarathustra.  Ein Buch für Alle und Keinen (Così parlò Zaratustra. Un libro per tutti e per nessuno).

Via Carlo Alberto 6, Torino: Friedrich Nietzsche abitava qui quando 'perse la ragione'.


La vita

Friedrich Wilhelm Nietzsche, filosofo tedesco. Nato a Rökken, presso Lützen, nel 1844; morto a Weimar nel 1900.

Di famiglia protestante, rimase orfano del padre (pastore luterano) all'età di cinque anni e si trasferì con la madre a Naumburg. Frequentò poi i corsi di filologia classica nelle università di Bonn e di Lipsia, dove conobbe Erwin Rohde. Nel 1869 fu chiamato giovanissimo alla cattedra di filologia classica dell'università di Basilea. Insegnò fino al 1878, coltivando rapporti fruttuosi con colleghi eminenti, come il teologo Overbeck e lo storico Burckhardt, e approfondendo la sua amicizia con Wagner, da lui già conosciuto fin dal 1868. La salute sempre più precaria lo costrinse a lasciare la cattedra nel 1879. Visse con mezzi modesti, viaggiando molto, soprattutto in Italia: a Torino lo colse il primo attacco vistoso del male a lungo covato (fine del 1888). Il filosofo sopravvisse poi per undici anni a se stesso, immerso in una blanda follia.

Il percorso intellettuale

Alla base della personalità complessa di Nietzsche ci sono l'amore per la vita e l'ammirazione entusiastica per la vitalità creatrice. D'altra parte egli aveva forse ereditato dal cristianesimo austero dei suoi avi una sorta di ascetismo torbido e impietoso. Fin dal 1863 egli aveva inoltre scoperto con immediato consenso la filosofia di Schopenhauer. Il problema fondamentale del suo pensiero (e della sua esistenza) venne così a proporsi in questi termini: “È possibile, pur accettando la concezione del mondo di Schopenhauer, non derivare da essa la pessimistica rinuncia alla volontà di vivere?” Nietzsche vide dapprima nell'arte, concepita come esaltazione vitale e come vittoriosa idealizzazione del negativo, un modo risolutivo di superamento del male insito nella realtà. Questo tema è affrontato nella Nascita della tragedia (1872), e nelle Considerazioni inattuali (1873-1876). L'uomo greco riuscì a sopportare l'esistenza, di per sé atroce e assurda, in virtù della forza trasfiguratrice dell'arte. Questa può esprimere sia il mondo come volontà, sia il mondo come rappresentazione: nel primo caso l'arte è dionisiaca (musica), nel secondo apollinea(arti figurative, narrativa, dramma). L'opera wagneriana, sintesi delle due forme, è l'arte perfetta, con la più alta forza redentrice.

Successivamente Nietzsche cercò nel sapere coraggioso e spregiudicato una più sicura via di liberazione: l'opera Umano, troppo umano (1878) è addirittura dedicata a Voltaire e nel Viaggiatore e la sua ombra (1879) vengono proposti come eroi esemplari dell'umanità gli scienziati e i pensatori, i cercatori della verità come Lessing e Goethe, Socrate perfino, al quale nella Nascita della tragedia era stata addebitata la responsabilità di aver contribuito più di ogni altro alla repressione dello spirito dionisiaco e alla conseguente decadenza del popolo greco.

Intanto la giovanile ammirazione per Schopenhauer e per Wagner entrava in crisi: la filosofia del primo appariva a Nietzsche come una forma pervertita e decadente di cristianesimo, mentre Wagner aveva imboccato col Parsifal la via senza uscita del misticismo. Nietzsche diede battaglia al sapere come mistificazione e come puntello di pregiudizi religiosi e morali e giunse a formulare l'ideale liberatore di una “gaia scienza”. Vennero composte fra l'altro, in questo periodo di straordinaria fecondità, Aurora: pensieri sui pregiudizi morali (1881), La Gaia Scienza (1881-1887), Così parlò Zarathustra(1883-1885), Al di là del bene e del male (1886), La genealogia della morale (1887), il Crepuscolo degli idoli (1888), L'Anticristo (1888).

Le opere

* Aus meinem Leben, 1858
* Über Musik, 1858
* Napoleon III als Praesident, 1862
* Fatum und Geschichte, 1862
* Willensfreiheit und Fatum, 1862
* Kann der Neidische je wahrhaft glücklich sein?, 1863
* Über Stimmungen, 1864
* Mein Leben, (La mia vita), 1864
* Homer und die klassische Philologie, (Omero e la filologia classica), 1868
* Über die Zukunft unserer Bildungsantstalten
* Fünf Vorreden zu fünf ungeschriebenen Büchern, 1872 :
* Die Geburt der Tragödie aus dem Geiste der Musik, (La nascita della tragedia dallo spirito della musica), 1872
* Die Philosophie im tragischen Zeitalter der Griechen, (La filosofia nell'epoca tragica dei Greci), 1870-1873
* Über Wahrheit und Lüge im aussermoralischen Sinn, (Su verità e menzogna in senso extramorale), 1873
* Unzeitgemässe Betrachtungen, (Considerazioni inattuali), 1876
* Menschliches, Allzumenschliches, (Umano, troppo umano), 1878
* Morgenröte, (Aurora. Pensieri sui pregiudizi morali), 1881
* Idyllen aus Messina, (Gli Idilli di Messina), 1882
* Die fröhliche Wissenschaft, (La gaia scienza), 1882
* Also sprach Zarathustra. Ein Buch für Alle und Keinen, (Così parlò Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno), 1885
* Jenseits von Gut und Böse, (Al di là del bene e del male. Preludio di una filosofia dell'avvenire), 1886
* Zur Genealogie der Moral, (Genealogia della morale), 1887
* Der Fall Wagner, (Il caso Wagner), 1888
* Götzen-Dämmerung, (Il crepuscolo degli idoli, ovvero Come filosofare a colpi di martello), 1888
* Der Antichrist, (L'anticristo), 1888
* Ecce Homo, (Ecce Homo. Come si diventa ciò che si è), 1888
* Nietzsche contra Wagner, (Nietzsche contro Wagner. Documenti processuali di uno psicologo), 1888
* Der Wille zur Macht, (La volontà di potenza. Saggio di una trasvalutazione di tutti i valori), 1901
 

 


 

 

 


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