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Le immagini, dall'alto
verso il basso:
Hemingway nel 1917
Hemingway durante la Grande Guerra
Hemingway nel 1937, durante la guerra civile
spagnola
La prima edizione di
Per chi suona la campana
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La vita
Ernest Miller Hemingway nasce a Oak Park,
nell’Illinois, il 21 luglio del 1899. Suo padre, Clarence Edmonds
Hemingway, era un medico, un giovane di ventotto anni, collezionista di
monete, francobolli, cimeli indiani, animali impagliati, appassionato di
caccia e pesca ed eccellente cuoco. Sua madre, invece, Grace Hall, era un
contralto che, abbandonata la carriera operistica a causa di alcuni
disturbi alla vista, si era dedicata alle lezioni di musica a domicilio e,
più tardi, alla pittura. La famiglia di Hemingway era agiata, di religione
protestante. I rapporti tra i genitori non furono mai buoni: il padre era
un uomo fragile e severo, mentre la madre mostrava un carattere ambizioso
e dominatore. Hemingway e i suoi cinque fratelli, di cui era il
secondogenito, vissero la loro infanzia fra i continui litigi dei genitori
sull’educazione dei figli e la gestione del patrimonio familiare.
Hemingway si diplomò nel 1917 alla Oak Park High School, dove la sua
inclinazione e il suo talento per le lettere vennero presto notati e
incoraggiati da alcuni insegnanti. Mentre sua madre, Grace, avrebbe voluto
per il figlio una carriera da violoncellista, il giovane Hemingway si
mostrava incline alle stesse passioni che il padre gli aveva trasmesso:
l’amore per la caccia, la pesca e la vita all’aria aperta. Lasciò
l'università per la scuola di giornalismo.
Nell’ottobre del 1917 venne assunto come cronista dal «Kansas City Star»,
ma l’intervento degli Stati Uniti nella prima guerra mondiale lo
stimolarono a offrirsi volontario per combattere in Europa. Verrà tuttavia
riformato a causa di un difetto alla vista e, lasciato lo «Star», nel 1918
si arruolerà, insieme con un amico, come autista di ambulanze della Croce
Rossa. Quella stessa estate, dopo la traversata dell’Atlantico e brevi
soste a Parigi e Milano, si era trovato sul fronte italiano. A Fossalta di
Piave, in particolare, dopo essere stato colpito e ferito dalle schegge di
un proiettile, finì in un ospedale milanese dove rimase per tre mesi
subendo numerose operazioni alla gamba. Qui si innamorò di Agnes Hannah
von Kurowsky, un’infermiera americana di origine tedesca. La ragazza,
tuttavia, respinse la domanda di matrimonio di Hemingway il quale,
ritiratosi dalla Croce Rossa, decise di ritornare a combattere
nell’esercito italiano fino all’armistizio.
Riattraversato l’oceano e nel 1919 sbarcò negli Stati Uniti dove venne
trionfalmente accolto dalla stampa ed elogiato per il suo coraggio e la
resistenza al dolore. Tuttavia, così come molti altri reduci, anche
Hemingway, dopo la guerra, aveva stentato a riadattarsi alla vita civile.
Per questo motivo, sembra che avesse prese a soffrire di insonnia e a bere
per combatterla. Leggeva moltissimo e di tutto. Proprio durante quell’estate,
tra gite ed escursioni nei boschi del Michigan, riprese a scrivere
racconti. Sua madre, però, scontenta di questa passione, tentò a più
riprese di osteggiarla finché, su invito di un amico del padre, lo
scrittore non accettò di stabilirsi a Toronto. Dal 1920 diventò un
collaboratore del «Toronto Star», scrivendo una dozzina di articoli in tre
mesi. Stabilitosi a Chicago, collaborò con una rivista di settore, che poi
decise di abbandonare dopo aver conosciuto e sposato, il 3 settembre del
1921, Elizabeth Hadley Richardson, una ragazza di St. Louis, orfana di
entrambi i genitori e più grande di lui di otto anni.
Con l’aiuto economico della moglie e alcune lettere di presentazione di
Sherwood Anderson a Gertrude Stein, Lewis Galantiére, Sylvia Beach ed Ezra
Pound, Hemingway partì per l’Europa e, nel febbraio del 1922, riprense a
collaborare con il «Toronto Star». Per questo giornale seguì grandi eventi
internazionali: la guerra greco-turca e la pace di Losanna. Quando, poi,
invitò la moglie a raggiungerlo, accade un avvenimento assai strano:
Elizabeth smarrì, o le furono rubati, tutti i manoscritti del marito.
Nel 1923 a Parigi uscì il primo libro di Hemingway, Three Stories e Two
Poems. Il 10 ottobre dello stesso anno nacque il suo primo figlio, John
Hadley Nicanor, soprannominato Bumby. A Parigi, in questo periodo, ebbe
modo di scrivere racconti e pubblicare poesie su una rivista tedesca.
All’inizio del 1925 l’editore americano Horace Liveright accettò di
stampare il suo secondo libro dal titolo In Our Time. Nell’ottobre del
1926 uscì Fiesta dopo che, con la pubblicazione di Torrenti di Primavera,
Hemingway aveva interrotto i rapporti con Liveright, per poter passare ad
un altro editore. Nel 1927 vennero pubblicati i racconti che diedero
conferma delle doti letterarie di Hemingway: Men without woman. Durante lo
stesso anno lo scrittore aveva divorziato da Elizabeth Hadley per sposare
una ricca amica della moglie che lavora nella redazione parigina di «Vogue»:
Pauline Pfeiffer.
Dal 1928 al 1939, dopo essere tornato negli Stati Uniti insieme alla
moglie, passò il suo tempo scrivendo, pescando e cacciando in Florida. Lo
stesso anno, dopo la nascita del suo secondogenito, Patrick, che aveva
messo a repentaglio la vita di Pauline, suo padre morì suicida sparandosi
un colpo alla testa. Nel 1929 uscì Addio alle armi. Nel 1931 nacque il
terzo figlio di Hemingway, Gregory Hancock, mentre lo scrittore stava
preparando Morte nel pomeriggio, Winner Take Nothing e Verdi colline
d’Africa, che uscirono rispettivamente nel 1932, 1933 e 1935. Nel 1936
scoppiò la guerra di Spagna. Hemingway partì nel 1937 come corrispondente
di guerra della «North American Newspaper Alliance», dopo aver compiuto il
suo Avere e non avere, che venne poi pubblicato l’anno seguente, insieme a
The Fifth Column and the First Forty Nine Stories. È in Spagna che
Hemingway iniziò una relazione con Martha Gellhorn, giornalista e
romanziera che nel 1940, dopo il divorzio da Pauline (per abbandono del
tetto coniugale), divenne la sua terza moglie.
L’autore si stabilì a Cuba con Martha e scrisse Per chi suona la campana,
che uscì nel 1940. La seconda guerra mondiale lo vide dapprima in Estremo
Oriente, insieme a Martha, come corrispondente di guerra, poi al comando
del suo Pilar, un panfilo trasformato in battello antisommergibili e,
infine, in Europa, al seguito dell’esercito americano. Finita la guerra e
ottenuto il divorzio da Martha Gellhorn, Hemigway, sposò una giornalista
americana, Mary Welsh, e tornò anche alla sua attività di scrittore. Nel
1950 uscì Di là dal fiume e tra gli alberi e nel ’52 Il vecchio e il mare.
L’anno dopo Hemingway vinse il Premio Pulitzer e, nel 1954, dopo un
incidente aereo nel quale fu ritenuto morto, il Nobel per la letteratura.
Nonostante i vari riconoscimenti e successi, per Hemingway cominciarono
anni di crisi esistenziale. Per questo interruppe la stesura delle sue
memorie, il postumo Festa mobile, e la revisione di un romanzo cominciato
nel 1946, Il giardino dell’Eden, per fare il suo ultimo viaggio in Europa,
dal quale scaturì anche un libro intitolato Un’estate pericolosa.
Nel 1960 Hemingway venne ricoverato in una clinica del Minnesota. I suoi
disturbi nervosi erano sempre più gravi, tanto che i medici si decisero a
ricorrere all’elettrochock, che gli causò una perdita di memoria, vera
tragedia per lo scrittore. Guastatisi i suoi rapporti con la Cuba di Fidel
Castro, l’autore tornò a stabilirsi a Ketchum, nell’Idaho, dove la moglie
riuscì a sventare un primo tentativo di suicidio dello scrittore. Poco più
tardi in una bella domenica di sole del 2 luglio 1961, quasi
sessantaduenne, Hemigway si alzò di buon mattino e, afferrato uno dei suoi
fucili da caccia, si sparò in bocca.
[Testo tratto da: http://www.zam.it/home.php?id_autore=263]
Bibliografia. Traduzioni in italiano
* Torrenti di primavera, Einaudi, Torino, 1951,
trad. di B. Fonzi
* Il ritorno del soldato Krebs, tr. di C. Linati, Monaca e Messicani, tr.
di E. Vittorini. Vita felice di Francis Macomber, per poco, tr. di E.
Vittorini, in America, a cura di E. Vittorini, Bompiani, 1942
* L'invincibile (cinque racconti), pref. di S. Surace, Jandi-Sapi, 1944
* E il sole sorge ancora, tr. di R. Dandolo, Jandi-Sapi, 1944; Fiesta,
Einaudi, Torino 1946, trad. G. Trevisan
* Un addio alle armi , tr. di B. Fonzi, Jandi-Sapi, 1945; Addio alle armi,
tr. di G. Ferrara, P. Russo, D. Isella, Mondadori, 1946; Addio alle armi,
tr. di Fernanda Pivano, Mondadori, 1949
* Per chi suona la campana, tr. di M. Napolitano Martore, Mondadori, 1946
* La quinta colonna, tr. di G. Trevisani, Einaudi, 1946
* Verdi colline d'Africa, tr. di G. Carancini, Jandi-Sapi, 1946; tr. di A.
Bertolucci e A. Rossi, Einaudi, 1948
* Uomini senza donne, tr. di A. Salomone, Elios, 1946
* Chi ha e chi non ha, Jandi-Sapi 1945, trad. B. Fonzi; Avere e non avere,
Einaudi, Torino 1946, trad. G. Monicelli
* Morte nel pomeriggio, tr. di F. Pivano, Einaudi, 1947
* I quarantanove racconti, tr. di G. Trevisani, Einaudi, 1947
* Il vecchio e il mare, tr. di F. Pivano, Mondadori, 1952
* Di là dal fiume e tra gli alberi, tr. di F. Pivano, Mondadori, 1965
* Lettere 1917-1961, intr. di Carlos Baker, tr. di F. Franconeri,
Mondadori, 1986
* " Festa Mobile " è inserito nel volume fotografico in b/n: " Parigi
senza tempo " di Franco Furoncoli.Idea-libri 1999. pref. di F. Pivano.il
testo accompagna le immagini...
* Ventuno racconti (parte I e II), tr. di E. Capriolo e B. Oddera,
Mondadori, 1986
* Il giardino dell'Eden, tr. di M. D'Amico, Mondadori, 1987
* Nella collezione "I classici contemporanei stranieri" sono usciti in due
volumi le Opere di Ernest Hemingway, Mondadori, Milano, 1962
* Nei "Meridiani" Mondadori è uscito Romanzi e racconti, a cura di F.
Pivano, 1974
* Nella serie "Gli Oscar Mondadori" sono disponibili numerosi romanzi con
apparato critico e bibliografico.
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