Le Citazioni e gli Aforismi di Minerva

Gli Autori


Cesare Beccaria


 

Cesare Beccaria

 

 

La vita

Di nobile e ricca famiglia, studiò a Parma, poi a Pavia dove si laureò nel 1758. Il suo avvicinamento all'Illuminismo avvenne dopo la lettura delle Lettere persiane di Montesquieu. Fece parte del cenacolo dei fratelli Pietro ed Alessandro Verri, collaborò alla rivista Il Caffè e contribuì a fondare l'Accademia dei Pugni nel 1762 che fu fondata secondo un suo concetto della educazione dei giovani a rispettare i suoi concetti di legalità;cesare beccaria pensava che l'uomo acculturato fosse meno spinto a commettere delitti . Dalle discussioni con gli amici Verri gli venne l'impulso a scrivere un libro che spingesse a una riforma in favore dell'umanità più sofferente. Fu stimolato in particolare da Alessandro Verri, protettore dei carcerati, ad interessarsi alla situazione della giustizia.

Dopo la pubblicazione di alcuni articoli di economia, diede alle stampe (inizialmente anonimo) nel 1764 Dei delitti e delle pene, breve scritto che ebbe enorme fortuna in tutta Europa ed in particolare in Francia, dove incontrò l'apprezzamento entusiastico dei filosofi dell'Enciclopedia e di Voltaire e dei philosophes più prestigiosi che lo tradussero (la versione francese è opera dell'abate André Morellet, con le note di Denis Diderot) e lo considerarono come un vero e proprio capolavoro. L'opera venne messa all'Indice dei libri proibiti nel 1767, a causa della distinzione tra peccato e reato. Beccaria viaggiò in Europa, venendo accolto con entusiasmo soprattutto a Parigi. Tornato a Milano, divenne professore di Scienze Camerali (economia politica), mentre cominciò a progettare una grande opera sulla convivenza umana, mai completata. Entrato nell'amministrazione austriaca, nel 1771, fu nominato membro del Supremo Consiglio dell'Economia, carica che ricoprì per oltre vent'anni, contribuendo alle riforme asburgiche, criticato per questo da amici come Pietro Verri, che gli rimproveravano di essere diventato un burocrate. Morì a Milano nel 1794 a causa di un ictus, all'età di 56 anni, e fu sepolto nel cimitero di San Gregorio. Pietro Verri deplorò il fatto che i fogli cittadini non avessero inserito nemmeno una riga di encomio in occasione della sua morte.

La figlia Giulia fu la madre di Alessandro Manzoni.

 

 Principali opere

* Dei delitti e delle pene (1763)
* Ricerche intorno alla natura dello stile (1770)
* Elementi di economia pubblica (1804)

 

 

 

 

 


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