Le Citazioni e gli Aforismi di Minerva

Gli Autori


Blaise Pascal


 

Ritratto di Blaise Pascal

 

 


Le immagini, dall'alto verso il basso:

Ritratto di Blaise Pascal dipinto da Francois Quesnel nel 1691 ca.

Frontespizio del Traité du triangle arithmétique

La versione di Pascal del 'triangolo aritmetico', la cui scoperta è dovuta a Niccolò Fontana da Brescia (1499?-1557), detto Tartaglia

La seconda edizione dei Pensées (1670)


 

La vita

 
Nato a Clermont-Ferrand, nell'Auvergne, il 19 giugno 1623, Pascal perse la madre, Antoinette Begon, all'età di 3 anni, quando essa non si riprese dal parto della figlia Jacqueline Pascal (1625 - 1662). A causa di questo il padre, Étienne Pascal (1588 - 1651), magistrato e matematico, si occupò personalmente della sua educazione. Il giovane Blaise si rivelò assai precoce nello studio e nella comprensione della matematica e della fisica, tanto che fu ammesso alle riunioni scientifiche del circolo intorno a Marin Mersenne, che era in corrispondenza con i più grandi ricercatori del tempo, tra cui Girard Desargues, Galileo Galilei, Pierre de Fermat, René Descartes ed Evangelista Torricelli.

Dal 1639 al 1647 fu a Rouen, dove suo padre aveva avuto un incarico da parte del cardinale Richelieu. Qui, nel 1640, Blaise Pascal compose la sua prima opera scientifica "Sulle sezioni coniche" (Essai pour les coniques), basata sul lavoro di Desargues, e nel 1644 costruì la sua prima macchina calcolatrice, la Pascalina. Nel 1646, inoltre, suo padre, che si era ferito in una caduta, fu curato da due gentiluomini della setta di Giansenio, che in breve convinsero sia lui che i figli ad abbracciare le idee religiose e morali gianseniste.

Nel 1650, a causa della sua salute cagionevole, Pascal si ritirò dallo studio della matematica. Comunque nel 1653, quando la salute migliorò, scrisse il Traité du triangle arithmétique, nel quale descrisse il triangolo aritmetico che porta appunto il suo nome.

A seguito di un incidente avvenuto nel 1654 sul ponte di Neuilly, nel quale i cavalli finirono oltre il parapetto ma la carrozza si salvò miracolosamente, Pascal abbandonò definitivamente lo studio della matematica e della fisica per dedicarsi alla filosofia e alla teologia. Da quel momento, Pascal entrò a far parte dei "solitari" dell'abbazia di Port-Royal, fra i quali vi era già sua sorella, e qui diventò membro della setta dei giansenisti, fondata e guidata dal vescovo Giansenio. Proprio in quel periodo si era accesa un'aspra controversia tra i giansenisti e i teologi dell'Università della Sorbona di Parigi, ed egli intervenne in tale disputa in difesa del Giansenismo.

Il 23 gennaio 1656 pubblicò le sue prime lettere, con lo pseudonimo di Louis de Montalte, scritte da un provinciale ad uno dei suoi amici, sulle dispute della Sorbona. A queste seguirono altre 17 lettere (l'ultima è datata 24 marzo 1657). Nel 1660, il re Luigi XIV ordinò però la distruzione delle Lettere provinciali di Pascal, scritte in difesa del giansenista Antoine Arnauld.

Comunque, proprio mentre pubblicava le sue Lettere, Pascal aveva concepito l'intenzione di scrivere una grande opera apologetica del cristianesimo (oltre che del giansenismo). La sua salute già malferma, era divenuta ancor più fragile: morì il 19 agosto 1662, a soli trentanove anni.

Opere

* Essai sur les coniques (Saggio sulle coniche), 1642
* Expériences nouvelles touchant le vide (Nuove esperienze riguardanti il vuoto), 1647
* Mémorial (Memoriale), 1654
* Traité du triangle arithmétique (Trattato del triangolo aritmetico), 1654
* Les lettres provinciales (Le lettere provinciali), 1656-1657
* De l'esprit géométrique (Dello spirito di geometria), 1657
* Élément de géométrie (Elementi di geometria), 1657
* L'art de persuader (L'arte di persuadere), 1657
* De l'équilibre des liqueurs (Dell'equilibrio dei liquidi), 1663
* De la pesanteur de l'air (Della pesantezza dell'aria), 1663
* Les pensées (Pensieri), 1670 (postuma)
 

 


 

 

 


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