14. I cittadini e la tutela ambientale

 

 

Environmental Monitor 1997:

La ricerca, a livello mondiale condotta per analizzare l'orientamento dell'opinione pubblica di 24 paesi del mondo (60% della popolazione mondiale) verso le questioni ambientali ha pubblicato interessanti dati.

In Italia la ricerca è curata dall'Eurisko

L'analisi presentata è stata realizzata attraverso interviste - da gennaio ad aprile 1997 su un campione statisticamente rappresentativo di 1000 cittadini in ciascuno dei 24 paesi coinvolti, sottoposti a 32 domande standard relative alla loro percezione e preoccupazione verso i doversi problemi ambientali (L'articolo presentato è pubblicato in La Nuova Ecologia, anno XVIII, n°2 febbr. 1998, la rivista di legambiente)

I quesiti proposti riguardano:

Dall'analisi dell'Environmental Monitor 1997 risulta :

  1. Tutti i paesi hanno dimostrato forte e crescente attenzione ai problemi ambientali;
  2. Crescente preoccupazione per gli effetti del degrado ambientale sulla salute della presente e futura generazione ("quasi una sorta di istinto di sopravvivenza della specie");
  3. Significative differenze tra Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo riguardo la percezione ed il comportamento. Tuttavia le crescenti preoccupazioni ambientali e sanitarie nei paesi più poveri hanno ridotto di molto tali differenze.
  4. i cittacini sono disposti a scambiare i benefici economici con progressi in campo ambientale - tranne che nei Paesi dell'Europa orientale - : protezione ambientale e progresso economico devono rappresentare la strategia attuale di sviluppo.

Tali indicazioni trovano conferma anche nell'Indagine promossa da EurisKo per Legambiente nell'ambito del programma "Progettiamo il Futuro". Per l'ITALIA si rivela che :

1) Droga

2) Criminalità organizzata

3) Disoccupazione

4) AMBIENTE

segue - in fortissimo cambiamento rispetto al passato:

5) Immigrazione

6) Crisi economica

7) Violenza giovanile

8) Debito Pubblico

a) Le esigenze delle future generazioni prevalgono sugli interessi dell'attuale.

Quasi tutti i Paesi tranne Corea e Giappone, ancora sensibile all'oggi, chiedono equilibrio tra presente e futuro. In Italia lo è il 59% . L'eredità che lasceremo al futuro è una chiave importante a favore dell'impegno sentito dalla maggior parte di salvare il nostro pianeta.
Sia paesi industrializzati che quelli in via di sviluppo - in particolare l'India (pur non essendo la preoccupazione maggiore) - vedono l'inquinamento ambientale al maggiore minaccia per le future generazioni. Il degrado ambientale è riconosciuto - soprattutto tra gli abitanti delle aree urbane e quelli con livelli di elevata istruzione e reddito - quale uno dei problemi che richiedono soluzione più immediate.

Il campione esaminato dichiara

  1. abbastanza preoccupato = quasi l'unanimità
  2. 1/3 = molto preoccupato
  3. ½ = in Perù ed India molto preoccupato

Tali percezioni si riscontrano tra le persone più istruite e che vivono in centri urbani.

Dal 1992 ad oggi la preoccupazione ambientale è rimasta costante o è lievemente cresciuta nonostante il 1992 ha visto tutti i media del mondo attenti a far notizia sul vertice di Rio de Janeiro.

Il problema più grande è rappresentato dall'inquinamento:

atmosferico = per i paesi industrializzati

idrico = paesi in via di sviluppo (preoccupati della disponibilità di acqua potabile)

nucleare = Germania e Ucraina

In Italia il 76% dichiara - in linea con gli altri paesi industrializzati - la propia preoccupazione sulla dimensione globale del problema ambiente. Nei paesi poveri naturalmente la preoccupazione ambientale è più legata alla percezione della minaccia dell'inquinamento per la propria salute e non tanto per il futuro.

c) Allarme salute

Negli ultimi cinque anni (dal 1992: Rio de Janeiro) la percezione che il problema ambientale avrà un'impatto negativo sulla slaute dei propi figli e nipoti.
Nei paesi in via di sviluppo tale aspetto è percepito quale minaccia personale immediata; nei paesi industrializzati il timore è riversato sulle future generazioni.

In Italia :
43% preoccupato per la salute attuale
76% per la salute dei figli e nipoti

Voto ai governi

Ciò significa che ci si rende conto che per trovere soluzione ai problemi ambientali non si devono addossare colpe agli altri ma trovare soluzioni nella propria nazione

e) suddivisione in sei categorie: identikit dei cittadini

  1. Ambientalisti convinti (22%)
    Affermano la gravità del problema ambiente , chiedono azioni immediate per la sua tutela, anche se si deve pagare un prezzo economico. Vivono nei centri urbani, sono istruiti ed hanno comportamenti coerenti con quanto afferamano. Presenti in tutti i Paesi analizzati.

  2. Ambientalisti moderati (22%)
    Approccio meno forte ma abbastanza sensibili al rapporto ambiente/ economia. Sono orientati verso la dimensione globale e le future generazioni, ma meno propensi a ritenere l'ambiente preoccupante per la propria salute. Sono più presenti nei paesi industrializzati, sopprattutto in UK. Ne fanno parte più le donne e i cittadini tra i 25 e i 44 anni.

  3. Ambientalisti cinici (15%)
    Sono preoccupati per l'attuale degrado ambientale ma più a livello locale ed in particolare temono la minaccia per la loro salute. Pensano più ai propri immediati bisogni economici che non a quelli futuri. Abbiamo esclusivamente cittadini che vivono nei centri urbani, dei Paesi poveri e in via di sviluppo e dell'Europa orientale.

  4. Ambientalisti ottimisti (16%)
    Il problema ambiente è solo intellettuale e teorico, con pochi effetti sulla propria salute. Hanno fiducia nelle istituzioni, che sicuramente saranno in grado di salvaguardare il Pianeta. Sono cittadini benestanti dei Paesi industrializzati e di elevata istruzione che hanno fatto propri alcuni valiori della cultura ambientale.

  5. Ambientalisti scettici (14%)
    Preoccupati per il degrado ambientale - in ambito locale - solo per gli effetti negativi sull'economia per le misure intraprese dalle istituzioni, soprattutto se toccano il loro reddito e meno preoccupati per gli effetti sulla salute. Cittadini con basso livello di istruzione, che vive in prevalenza nei Paesi ex-sovietici in transizione ed in quelli emergenti come Corea e Messico.

  6. Anti -Ambientalisti (11%)
    Sono fortemente preoccupati per i problemi economici e non per quelli ambientali. Cittadini: uomini di otre 65 anni, con basso livello di istruzione e che vivono in aree rurali, in particolare di Paesi europei industrializzati dove i conflitti ambientali sono spesso presenti.

L'Environmental Monitor 1997 conclude, nel complesso, positivamente ritenendo importante e significativa la crescente attenzione che i cittadini hanno dimostrato negli ultimi 5 anni per la salute del Pianeta, ed in particolare per la tutela delle future generazioni.

15. Notizie: 1992-1998

1992: da questo anno, 1/4 dei bambini italiani ha un albero custode. Circa 550 querce, faggi, abeti o eucalipti sono stati piantati grazie all'iniziativa "Un albero per un neonato". Tanti nuovi boschi, dunque (Nuova normativa): una giovane pianta deve essere piantata entro 12 gg dalla registrazione anagrafica in Comune. Ma solo il 25% degli 8000 Comuni hanno aderito. Unica la Lombardia, con 32.000 e il Lazio.

Identikit del riciclatore modello: è donna, single, giovane laureata. (dati Istituto di ricerca Romano: Format). Il 30% degli intervistati pratica la raccolta differenziata; il 50% ritiene che le amministrazioni (a cui si delega sempre tutto!) attivano pochi interventi per smaltire rifiuti; le donne acquistano prodotti riciclati (62%), più del 50% è disposto a spendere di più pur di non danneggiare l'ambiente

Legambiente e NSF (Nathan Swartz Foundation: costituita nel 1995 - Repubblica S. Marino - per aiutare chi ha bisogno) con l'aiuto di Omnitel e Timberland = giovani tra gli 8 e i 25 anni per la cura, la manutenzione di Parco Sempione a Milano per poter offrire un luogo ameno a bimbi e anziani soli e abbandonati. Un team che ogni volta sceglie un quartiere diverso e coinvolgendo servizi, parrocchie e cittadini , lottano contro il degrado ambientale e ... umano;

7/8 MARZO 1998: iniziativa nelle scuole - Assemblea Nazionale degli insegnanti per l'ambiente e per la scuola" per tracciare i nuovi legami tra scuola e territorio, per lo sviluppo sostenibile del Paese, per la difesa del patrimonio artistico- ambientale. Si lega ai progetti educativi "Lavori in corso", "alimentazione sana- Natura amica", Progettiamo il futuro". Sfida alla scuola del futuro.

Un contratto antidegrado: nuovi finanziamneti per 200 miliardi di lire e un obiettivo importante: cambiare volto ai quartieri più degradati e invivibili. I Comuni hanno 4 mesi per la presentazione del progetto (CER: comitato edilizia residenziale). Il 1998 può essere l'anno giusto per avviare un processo di rinascita delle città. Qualità e partecipazione collettiva.

"Ci sono bravi ricercatori (Istituto Enea), ma l' Italia non ha un programma sul clima globale": politica e studio scientifico corrono troppo spesso su binari diversi" (Vincenzo Ferrara, responsabile Problematiche Globali, Enea).

"Clean up the World": adesione, per il 4° anno, al progetto patrocinato dall'UNEP (Union Nations Environment project: 120 Stati ) di 1200 Comuni per pulire boschi, centri urbani, parchi, vie e piazze: il patrimonio artistico e naturalistico di alcuni luoghi d'Italia sotto lo stimolo e l'entusiasmo di migliaia di persone, di associazioni, di Forze dell'ordine (che hanno messo a disposizione un Numero Verde) EE.LL.

1998: piano del Governo a favore di opere di ristrutturazione di abitazioni e vecchie dimore ad uso privato. Si richiede la messa a norma delle strutture nel rispetto delle recenti norme di sicurezza: barriere architettoniche abbattute, giardini, parcheggi e aree circostanti nuovi, contro ogni forma di degrado e abbandono a tutela dell'ambiente urbano o limitrofo. Si possono ottenere finanziamenti per acquisto materiale e progettazione fino al 41% (detraibili dalle tasse).

10.000 i bambini di Chernobyl ospitati negli ultimi 4 anni dall'Italia, in un progetto di grande solidarietà umana e lotta al degrado ambientale.

L'Ecologia addosso: "vestiti di verde". Iniziativa del 1997 per orientare consumatori nella scelta degli acquisti (industra tessile e qualità ambientale in un accordo d'intesa tra Legambiente e Filtea-Cgil.

16. Le iniziative di Legambiente ed enti locali (1995)

(Sintesi dell'intervento di Fulvia Fazio, Segretaria Nazionale di Legambiente)

"Agire localmente, pensare globalmente" questo lo slogan dell'Associazione Legambiente, che da anni svolge funzioni di stimolo e proposta ai cittadini e gli Enti Locali.

Alcune iniziative:

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