Legge 308/1982: Norme sul contenimento dei consumi energetici,
lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia e l'esercizio di centrali
elettriche alimentate con combustibili diversi dagli idrocarburi.
PEN 88 Piano Energetico Nazionale - Cipe 1988
DM 8/5/89 Limitazione delle emissioni nell'atmosfera di taluni
inquinanti originati dai grandi impianti di combustione
Legge 142/90 Ordinamento delle autonomie locali
Legge 9/91Norme per l'attuazione del nuovo Piano Energetico
Nazionale: aspetti istituzionali, centrali idroelettriche ed elettrodotti,
idrocarburii e geotermia, autoproduzioni e disposizioni fiscali.
Legge 10/91: norme per l'attuazione del nuovo Piano Energetico
Nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e
di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia
Provv. CIP 6/92 sui prezzi di cessione di energia elettrica (con
successive modificazioni e integrazioni )
Piano Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile in attuazione dell'Agenda
XXI - 28 dic. 1993
Legge 481/1995 Norme per la concorrenza e la regolazione dei
servizi di pubblica utilità Istituzione delle autorità di regolazione di
servizi di pubblica utilità
Pietre miliari della Comunità Europea in materia ambientale sono:
Carta Europea dell'acqua;
Carta Europea del suolo;
Carta ecologica delle regioni di montagna in Europa.
Non esiste in Italia una legge unica che affronti organicamente il problema
della protezione dell'ambiente, considerato in passato bene estetico. La nostra
stessa Costituzione solo nell'art. 9 afferma, in modo riduttivo, come principio
fondamentale per la Repubblica "la tutela del paesaggio, del patrimonio storico
ed artistico della Nazione". Solo nel 1976 la legge Merli (319/76)
definisce l'ambiente "una risorsa naturale che deve essere tutelata e conservata
nell'interesse della collettività".
La legge ha introdotto l'obbligo di depurare le acque utilizzate per il
processo industriale (scarichi di ogni tipo). Da ciò l'obbligo:
delle Regioni di elaborare Piani di risanamento delle acque
e garantire la tutela delle falde acquifere;
delle Province nel censire e controllare gli scarichi (anche
sotterranei);
dei Comuni, anche attraverso Consorzi, di gestire servizi pubblici
di acquedotti e fognature.
Nel 1966 emanata - inoperante fino al 1973 - la legge antismog. che
disciplina gli impianti di riscaldamento e il funzionamento degli autoveicoli .
Farraginosa l'applicazione.
Tra le altre normative ricordiamo:
La direttiva CEE, dopo l'incidente di Seveso, fu recepita dallo
Stato italiano solo nel 1987 (emanato il DPR 175/88): sancisce le misure di
prevenzione incendi e i principi di tutela ambientale. Le aziende devono
presentare alle autorità competenti autonotifiche.
Legge Galasso (431/85) sottopone parti del territorio nazionale a
vincolo paesaggistico e richiede alle Regioni la definizione di Pianipaesaggistici per la lro tutela e conservazione (spesso assenti per
interessi economici locali).
E' del 1982 la disciplina per lo smaltimento dei rifiuti urbani e solo
negli anni 80 entra in vigore una legislazione sui rifiuti industriali (DPR
915/82 - 78/319)
Sulla normativa vigente, si segnalano significative novità nell'anno
1996.
4 Marzo 1996: il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri) dà attuazione ad alcune disposizioni previste dalla legge 36/94
sulle risorse idriche. Si promuove un censimento delle risorse idriche su
tutto il territorio nazionale, la disciplina dell'economia idrica, la
potezione delle acque dall'inquinamento e si definiscono le metodologie
generali per la programmazione di una razionale utilizzazione delle risorse
idriche.
Febbraio 1996: emanato il secondo Programma triennale per le
aree naturali protette, relativo al periodo 1994 - 1996 (deliberato a dicembre
1995 come previsto dalla legge quadro sulle aree protette del 1991) e un
aggiornamento dell' elenco ufficiale sulle aree protette.
Entro 1997: si intende realizzare la "Carta della Natura" e
la delineazione di linee di assetto del territorio, previste dalla legge
quadro.
Il programma, in queste condizioni, si limita a fissare in circa
154 miliardi le risorse finanziarie disponibili e a ripartirle per le varie
azioni e aree protette, nonché a elencare alcune riserve marine che il
Ministero dell'Ambiente dovrà presto istituire.
30 Dicembre 1996: il Consiglio dei Ministri approva un importante
provvedimento: riordino della materia dei rifiuti.
Gennaio 1996: si approva (DPCM) lo Statuto dell'Agenzia Nazionale
per la protezione dell'Ambiente (ANPA) - istituita per legge nel 1994 - che
attribuisce ad essa anche il compito prioritario di rilanciare la politica dei
controlli ambientali. Dall'Agosto del 1996 l'Agenzia è operativa.
Istituzione ARPA (Agenzie Regionali per la Protezione
dell'Ambiente): hanno il compito di svolgere attività di monitoraggio,
controllo, pianificazione per il risanamento e la bonifica in campo
ambientale.
Dal 1994 sono state emanate con leggi regionali e provinciali le
Agenzie della Liguria, Valle d'Aosta, Trento e Bolzano che si aggiungono al
Piemonte, Toscana ed Emilia Romagna (Solo 7 le regioni autonome che hanno
provveduto a dare attuazione alla legge 61/1994 e solo due regioni - Toscana
ed Emiglia Romagna - hanno nominato i direttori generali delle Agenzie).
DPR 8 Giugno 1982: definisce standard di controllo per la
classificazione delle acque e l'individuazione di indicatori di inquinamento
per la balneazione (prevede minimo 11 campionamenti per punto di costa).
Questo compito è oggi affidato alle ARPA, strumento dunque indispensabile del
controllo dell'Ambiente.
Nel 1995: i chilometri di costa risultati non balneabile per
insufficienza o assenza di controlli è risultata pari a 1216 Km (17% del
totale). Quota maggiore: Puglia (65,6 Km di costa poco controllata); Sicilia
(439 Km = 30%); Sardegna (496 Km = 40%);
Referendum Aprile 1993: si abrogano le disposizioni sui controlli
ambientali da parte delle Aziende Asl. Nel 1996 si riorganizza tutto il
sistema di controllo.
Legge 319/76 ( legge Merli) e Legge 349/86: dichiarano le le
"aree ad elevato rischio di crisi ambientale. Si sono così create 11 zone di
crisi, su cui il governo deve intervenire:
1987: Napoli, Lambro-Seveso-Olona, Val Bormida
1988: Po di Volano e Burana
1989: area dei conoidi, Po di Polesine
1990: Portoscuso, Brindisi, Taranto. Priolo-Augusta, Gela
altre aree a rischio, non ancora istituzionalizzato: Massa, Crotone,
Valle del Sarno, Manfredonia, Genova, Livorno, Ravenna, Falconara.
art. 7 (L 349/86 denomina area ma rischio se caratterizzata da "gravi
alterazioni degli equilibri ecologici, nei corpi idrici, atmosferici o nel
suolo".
Art. 14: sancisce "diritto all'informazione".
Legge 349/86: si è istituito il MINISTERO dell'AMBIENTE per la
definizione di "aree ad elevato rischio ambientale"
Direttiva Seveso: DPR 175/88. La direttiva CEE, dopo l'incidente di
Seveso, è recepita dallo Stato italiano solo nel 1987 (DPR 175/88):
sancisce le misure di prevenzione incidenti e i principi di tutela ambientale.
Le aziende devono presentare alle autorità competenti autonotifiche.
Legge Ronchi (1997): legge organica sui rifiuti, firmata con
decreto n.22 dal Ministro dell'ambiente Edo Ronchi. Recependo le direttive
europee (Germania, Austria, Danimarca, Olanda e Svezia ) vuole introdurre
entro il 2003 il 35% di raccolta differenziata e avviare il 30% di recupero
energetico dai rifiuti; rimodulazione dei sistemi di produzione e
distribuzione merci per la riduzione dei rifiuti.
La Commissione Europea (nata nel 1995) ha fissato le grandi strategie
e scadenze per l'EUROPA. Organizzate per i cittadini tre azioni di informazione:
Costruiamo l'Europa insieme
Cittadini d'Europa
L'euro: moneta unica per l'Europa.
Tra le priorità: la crescita, l'occupazione e l'Euro; la promozione del
modello europeo di società; la presenza dell'Europa sulla scena internazionale.
Il futuro dell'Unione. In materia Ambientale, è stato riesaminato il
Quinto Programma.
Italia:
13% superficie
urbanizzata (contro 5% FR, 7% UK)
+% di percentuale
uso auto (dopo Lussemburgo)
1100 m 3/ ab
prelievo idrico (FR 665, D 742, Svezia 343)
90% dei rifiuti
in discariche ( dopo Grecia e Irlanda);
- 1/3 popolazione
no impianti di depurazione acque reflue
80% merci
viaggia su strada (con forte impatto ambientale
e contrazione sistema produttivo)
Buona la gestione delle aree protette, grazie ad una recente legge; Nel
campo delle risorse idriche, della difesa del suolo e della depurazione: si ha
esigenza di progettazione al più presto.