2. PIANI E LEGGI: DIBATTITI INTERNAZIONALI


Da decenni si susseguono incontri, convenzioni, protocolli che tracciano step by step l'attenzione verso la salute del Pianeta, sostenuti da ricerche, studi e analisi specifiche. Ambientalisti, scienziati e politici insieme per frenare l'influsso negativo dell'uomo sull'ambiente. Kyoto rappresenta il frutto importante di tutte queste azioni e soprattutto la non procrastinabilità degli interventi. Un percorso sintetico:

Da questi ultimi due incontri - Vienna e Costarica- sono stati individuati obiettivi, strategie e programmazioni per lo sviluppo delle tecnologie pulite, per tutti i Paesi del Mondo (cadono le eccezioni di Montreal). Per il triennio 1997-99 sono stati destinati circa 6000/md di dollari per eliminare la rpoduzione e l'uso di sostanze pericolose: l'Italia è il 5· donatore - dopo USA, Giappone. Germania e Francia- per il fondo per la protezione dell'ozono.

In Europa produciamo 10 tonnellate di rifiuti pro capite; in Usa 864 Kg solo quelli domestici: 2 volte più dellEuropa e 16 volte più dei Paesi sottosviluppati. Italia: 301

Una ricerca di Bonn propedeutica all'incontro ha spiegato che una riduzione entro il 2010 del 10% delle emissioni di CO2 rispetto al 1990 consentirebbe, nel settore energetico, la creazione di 800 mila nuovi posti di lavoro. Il primo Ministro giapponese Hashimoto si è fatto sarà portavoce dellobiettivo di ridurre i gas di serra entro il 2010.

con una tappa intermedia nel 2005:

Il costo di tale impegno, secondo la Commissione, è tra i 15 e i 30 Miliardi di ECU (o.2% - 0.4% del PIL dell'Ue del 2010: questo l'obiettivo degli ambientalisti e dell'Ue. Kyoto ha avuto la funzione, dunque, di orientare le strategie industriali delle superpotenze in nome della sostenibilità e della tutela del Pianeta.

Fondamentale la posizione e l'atteggiamento dell'Europa all'appuntamento con Kyoto.

Il vertice si è concluso con un compromesso per alcuni non molto soddisfacente. L'Unione Europea e il Giappone sostengono la cosiddetta ipotesi dei "due panieri": concentrando il negoziato sui gas principalmente responsabili dell'effetto serra (anidride carbonica, metano, ossido di azoto) e rimandando ad un prossimo incontro la regolamentazione degli altri gas nocivi come idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruri). Sia Italia che Unione Europea dovranno comunque confermare il ruolo di leadership assunto in Giappone, anche adottando iniziative unilaterali.

Nei prossimi mesi il Governo ha assunto l'impegno di definire in dettaglio gli strumenti che consentono di raggiungere i traguardi indicati nel breve e medio periodo, in concorso con l'Autorità dell'Energia e degli Enti Locali.

Due tappe importanti nella politica ambientale dell'Unione Europea:

1) 1986: adozione dell'Atto unico europeo

2) adozione del trattato di Maastricht

Il Libro verde dell'Ue indica un raddoppio di energie pulite entro il 2021. Per l'Italia significa: da 7.000 a 10.000 MW addizionali al sole, vento, biomassa, geotermia, ed idroelettricità, con 3 milioni di metri q di collettori solari e di una produzione di 2 milioni di tonnellate di biocombustibili (subordinati ad una coerente politica europea). Per il risparmio elettrico la Comunicazione ha un programma di 45 Miliardi di kWh/anno 2010 (incremento impianti termoelettrici efficienti, più metano, più fonti rinnovabili). Il costo degli interventi di risparmio (in media 40 lire/kWh, molto inferiore al costo di produzione di elettricità) consente di pagare il maggior investimento iniziale delle fonti rinnovabili.

Alcune proposte per superare ostacoli alla realizzazione degli obiettivi contenuti nella Carta di Aalborg e nella Carta della Città.

  1. Informazione su politiche e strumenti adottati dall'Unione Europea;
  2. Promozione di iniziative nazionali per lo sviluppo sostenibile;
  3. Miglioramento della cultura amministrativa e delle strutture organizzative locali;
  4. Investire nelle infrastrutture ambientali di base, nelle tecnologie e nei nuovi sistemi di gestione ambientale;
  5. Investire in risorse chiave quali formazione, informazione, ricerca innovazione di processo, di prodotto, di gestione dei servizi;
  6. Riformare i meccanismi di spesa, i sistemi fiscali e le procedure amministrative;
  7. Ottimizzare esperienze pilota e creare reti di lavoro tra diversi soggetti.


Per ricordare:

Aalborg : città della Danimarca ove dal 24 al 27 Maggio 1994 si è tenuta una conferenza cui hanno partecipato rappresentati degli Stati Europei sotto il patrocinio della Commissione Europea e della città di Aalborg. La Conferenza è stata organizzata dal Consiglio Internazionale per le iniziative ambientali locali (ICLEI). La Carta di Alborg è un progetto elaborato dall'ICLEI e dal Ministero per lo sviluppo urbano e i trasporti dello Stato federale della Renania del Nord- Westfalia, RFG. E' stato firmato da 80 amministrazioni internazionali, governi nazionali, istituti scientifici, consulenti e singoli cittadini.

Obiettivo: elaborare piani d'azione a lungo termine per lo sviluppo sostenibile delle città europee, risolvendo problemi attraverso:

  1. soluzioni negoziate;
  2. equità sociale per un modello urbano sostenibile;
  3. responsabilità riguardanti il clima a livello planetario;
  4. ruolo fondamentale dei cittadini;
  5. coinvolgimento della Comunità;
  6. prevenzione inquinamento degli ecosistemi ...

(La campagna delle città europee sostenibili - Bruxelles)

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