Daniela Eutizi 


La crisi del rapporto uomo-ambiente

Contributo a EDUVINET, 1998


 

"La storia non è altro che una continua serie di interrogativi
rivolti al passato in nome dei problemi, delle curiosità, delle inquietudini
che ci circonda e assedia" (Louis Braudel)


SOMMARIO

 

1. LA CRISI DEL RAPPORTO UOMO- NATURA

2. PIANI E LEGGI: DIBATTITI INTERNAZIONALI

3. RIFERIMENTI INTERNAZIONALI

3. Bis RIFERIMENTI NAZIONALI

4. LA LEGISLAZIONE A TUTELA DELL'AMBIENTE

5. PROGRAMMA DELLA COMMISSIONE PER IL 1997

6. LA SITUAZIONE ITALIANA

Problemi e prospettive

  1. I ritardi nelle aree urbane
  2. Rifiuti urbani
  3. Discariche
  4. Acqua: inquinamento e depurazione
  5. Energia, effetto serra: situazione
  6. Assottigliamento strato di ozono
  7. Il sistema di imballaggio

7. L'ITALIA E L'ENERGIA

8. ITALIA: VERSO LA MODERNITÀ

9. SVILUPPO SOSTENIBILE, POLITICHE AMBIENTALI E OCCUPAZIONE

10. LE ECO- INDUSTRIE

11. LA CITTÀ IN ITALIA

  1. L'ambiente urbano e le città sostenibili
  2. I cambiamenti negli acquisti delle famiglie italiane e l'ambiente
  3. Modello di urbanizzazione
  4. Mobilita e problemi ambientali
  5. "Scusi, dottore, mi fa male la citta"
  6. Rifiuti in città e negli ospedali
  7. il ciclo dei rifiuti: le ecomafie
  8. Smog e rumore: binomio dannoso alla salute
  9. Una città a misura di bambino
  10. Inquinamento acustico in città

12. UNA NUOVA POLITICA PER ALCUNI COMUNI D'ITALIA

13. CASI ITALIANI: SEVESO E ACNA DI CENGIO

Casi specifici:

Il ruolo dei mass media

14. I CITTADINI E LA TUTELA AMBIENTALE

15. NOTIZIE: 1992-1998

16. LE INIZIATIVE DI LEGAMBIENTE ED ENTI LOCALI. (1995)

BIBLIOGRAFIA

 

 

1. La crisi del rapporto Uomo-Natura


Il rapporto Uomo -Ambiente è per sua natura complesso e bidirezionale: si tratta di due sistemi interattivi in costante relazione dinamica. Lo stesso "ambiente" è definizione culturale, il risultato dell'azione filtrante operata dalle categorie conoscitive.

I problemi inerenti l'ambiente riguardano sostanzialmente il modo con cui la società umana amministra i processi produttivi, le risorse rinnovabili e non, i beni culturali, i meccanismi di regolazione e di previsione dei fenomeni naturali. Le modificazioni di questo rapporto sono dunque di natura storica. Tutto questo si inscrive nei fenomeni di globalizzazione dell'economia e nel rapporto Nord- Sud del mondo. L'attuale scorcio di secolo sigla la fine del paradigma produttivo industriale e l'imporsi di una nuova organizzazione del mercato e del ciclo economico: si passa ad un modello di impresa-rete dislocata su scala mondiale e decentrata nei suoi comparti funzionali (dalla progettazione alla commercializzazione).

Alcune conseguenze macroscopiche di questa trasformazione sono:

Di qui si origina l'esigenza di una ridefinizione dei modelli organizzativi dei soggetti economici, ora esposte ad un contesto globale che è insieme una minaccia e uno stimolo alla crescita e allo sviluppo. L'incremento della popolazione, l'uso crescente e incontrollato di energia e risorse, l'aumento della produzione di rifiuti solidi, liquidi e gassosi, la distruzione delle risorse naturali, l'estinzione di specie rare di animali rendono al nostro pianeta sempre più difficile il compito di tollerarci.

Oggi circa il 20% della popolazione mondiale utilizza più dell'80% delle risorse naturali. Nel 1986 l'umanità - "una specie tra milioni di altre "(W. Rees) - si è appropriata del 40% del prodotto netto della fotosintesi terrestre. Nell'ambiente marino, del 30%. L'ansia di produrre sempre maggiore benessere materiale porta a fagocitare le risorse disponibili, presi come siamo dalla formula del tutto e subito e sordi al richiamo del ...e dopo? L'ozono e l'effetto serra sono un chiaro segnale della raggiunta capacità del pianeta di assorbimento degli scarti. La formula "usa e getta" - comoda, pratica, apparentemente economica - è diventata un gesto, un'abitudine quotidiana ormai radicata. Si usano le materie prime e si gettano le scorie tossiche o altamente inquinanti. Uranio, mercurio, rifiuti chimici hanno trovato un posto nelle terre del Sud: un business illegale che l'Occidente ha tutto l'interesse a mantenere.

La più grande contraddizione che stiamo oggi vivendo è quella che vede da un lato la protesta contro la distruzione della foresta amazzonica e dall'altro il nostro quotidiano gettare rifiuti in discariche abusive e inceneritori in modo incontrollato e irrazionale. Nella maggior parte dei casi senza renderci conto delle conseguenze di quel gesto.

L'effetto serra è una chiara conseguenza della capacità -satura- di assimilazione del nostro Pianeta. Lo studio che segue affronta, in modo sintetico e generico, la risposta dell'Italia all'indirizzo di ripensamento, pianificazione, sperimentazione e uso di tecnologie pulite evidenziato dai dibattiti internazionali sul futuro e la tutela del nostro meraviglioso Pianeta.

Erosione del suolo, deforestazione, impoverimento dello strato di ozono, inquinamento di terra, aria, acqua, piogge acide, estinzioni di specie di animali e piante sono tutti elementi di degrado che continuano a svilupparsi in misura crescente. Adottare uno sviluppo sostenibile richiede un'economia che soddisfi i suoi bisogni presente senza depauperare il futuro.

Occorre dunque "rileggere il bilancio ecologico (locale, regionale, globale) ribaltando l'approccio tradizionale della sostenibilità: non più calcolare quanto carico umano può sorreggere un habitat definito, ma quanto territorio (terra, acqua, aria) è necessario per un certo carico umano, cioè per reggere l'impronta ecologica che una popolazione imprime sulla biosfera (carrying capacity)" (M.Wackernagel- W. Rees Come ridurre l'impatto dell'uomo sulla terra).

Le dimensioni locale e globale del problema ambiente sono ormai fortemente intrecciate.

|seguente>

Ritorna alla Home PageRitorna a Introduzione alla storia della chimicaIl sito contiene oltre 1000 pagine. Usate il motore di ricerca!