La New Age

L'immagine della New Age vista dai giovani

 

Uno studio di Camarda, Corona, De Poli, Iannuzzo, Galano
Istituto Tecnico Commerciale "Blaise Pascal", Giaveno, Torino

 

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Un buon numero dei nuovi movimenti religiosi è sorto e si è sviluppato negli Stati Uniti verso la fine degli anni sessanta, sullo sfondo della cosiddetta "rivoluzione dei fiori" e della collegata controcultura giovanile, quest'ultima inizialmente mossa da interessi politici e sociali, ha ben presto dato vita a movimenti di ispirazione religiosa, cristiana ed orientale. Su questo sfondo, nel corso degli anni settanta si sono affermati nuovi gruppi religiosi, come gli Hare Krishna e la Chiesa dell'Unificazione del reverendo Moon. Questi movimenti, nonostante le notevoli differenze di origine, di natura e di scopi, hanno comunque alcune caratteristiche comuni: innanzi tutto si tratta di movimenti laici, che rifiutano cioè in genere in modo esplicito la concezione tradizionale di delegare ad una casta sacerdotale il monopolio del sacro. Al centro del loro interesse vi è inoltre la ricerca di esperienze autentiche e coinvolgenti l'intera personalità. Dominante è poi uno sfondo apocalittico, la concezione cioè dell'imminenza della fine dell'ordine presente, destinato ben presto a crollare (secondo un tipico scenario catastrofico), per dar luogo al trionfo del nuovo ordine annunciato. Anche se di origine locale, come la Chiesa dell'Unificazione, nata in Corea, o alcune nuove religioni giapponesi esportate in occidente, questi gruppi religiosi sono caratterizzati da una tendenza missionaria e universalistica, unitamente alla centralità assegnata alle scelte individuali. Questi ed altri tratti comuni spiegano il relativo successo che tali movimenti hanno avuto, nonostante le loro differenze di dottrina, di pratiche e di scopi, anche quando ben presto dagli Stati Uniti sono stati esportati in Europa.

La seconda metà degli anni settanta ha visto la progressiva ed inarrestabile messa in crisi di questi movimenti, molti dei quali sono oggi scomparsi o in via di estinzione. Infatti, la maggior parte di essi aveva trovato il suo terreno di cultura in una base sociale incline a formazione di tipo settario, bisognose cioè di ritrovare nel nuovo movimento religioso quel tipo di relazioni "calde" proprie delle comunità emozionali che le chiese parevano non essere in grado di offrire. I cambiamenti strutturali intercorsi nel frattempo avevano creato un terreno sociologico più favorevole ad un tipo di religiosità più fluido e magmatico: questo tipo di nuova religiosità, che è venuto emergendo nel corso dei primi anni ottanta e che ha dominato la scena del decennio successivo, si identifica in sostanza con la New Age, esempio tangibile dell'ultima "nouvelle vague" indotta dal mutamento tipico della modernità.

Da un certo punto di vista "New Age" è solo un'etichetta, in buona parte inventata, per facilitare la comunicazione attraverso i mass-media. Tale espressione comprende contenuti a prima vista eterogenei: la comunicazione con spiriti e maestri superiori; la rilettura al passo coi tempi dello spiritismo ottocentesco; varie arti della guarigione unite all'idea tradizionale che la malattia ha un'origine spirituale, anzi psicologica nella mente del singolo (è cioè la conseguenza del suo ignorare i veri poteri che la sua mente possiede); una sorta di "filosofia naturale", che è in polemica con il meccanicismo della scienza tradizionale e appoggiandosi sia a certe visione dell'astrofisica, sia al sapere tradizionale, tende a riproporre una concezione evidente ed organica del cosmo in una prospettiva onnicomprensiva; infine, un neopaganesimo, variamente articolato, alla ricerca del mistero, e intriso di succhi magici: Ciò che unisce questo mondo religioso variegato è in realtà una visione tipicamente gnostica nota. I caratteri strutturali di questa visione, che si ritrovano in genere nei testi rappresentativi delle correnti sopra ricordate, possono essere ricondotti a quattro elementi fondamentali: uno sfondo panteistico, una concezione polistica, cioè onnicomprensiva, una prospettiva evoluzionistica e una psicologizzazione della religione, che coincide con una sacralizzazione della psicologia. Questi quattro elementi sono inseriti, come ricorda il nome stesso del movimento in una prospettiva altamente millenaristica e apocalittica, rappresentata dall'attesa di una nuova età, quella dell'Acquario, che succederà a quella dei Pesci, nella quale siamo vissuti finora, contraddistinta dal predominio di una fede cristiana di tipo monoteistico. La New Age preannuncia l'avvento di una nuova epoca post-cristiana, caratterizzata da una fede non più ruotante intorno ad un Dio personale ed esclusivo, proprio della tradizione giudaico-cristiana. Mentre in una prima fase sembra dominare il cosiddetto "premillenarismo passivo", cioè l'attesa passiva dell'evento catastrofico che preannuncia l'avvento del millennio, nella seconda fase, che si spinge fino ai giorni nostri, si passa al cosidetto post-millenarismo, nel senso che ora diventa decisivo l'impegno di ogni singolo New-Ager a trasformare la propria coscienza in preparazione alla trasformazione della coscienza generale.

Il primo degli elementi costitutivi delle New Age è dato da un certo da un certo panteismo di fondo, che si traduce in un rigetto più o meno esplicito della fede in un dio creatore, personale e trascendente, a favore di una realtà ultima variamente denominata che si configura comunque come mente, energia e vita. Ne consegue un atteggiamento tendenzialmente ottimistico e positivo verso questo mondo, considerato il migliore dei mondi possibili; perciò non vi è posto, come in ogni panteismo che si rispetti, per l'esistenza del male: esso, infatti, coincide in sostanza con l'ignoranza che avvolge la nostra mente riguardo alla nostra vera natura, che è di origine divina, una mente che di conseguenza, riunendosi con l'energia e la vita da cui promana, è in grado di superare gli ostacoli che la avvolgono. L'antropologia della New Age è dunque tendenzialmente dicotomica, nel senso che da un lato troviamo l'ego o la persona come risultato della formazione biologica e dei condizionamenti socioculturali, dall'altro il sé come fondamento divino, anche se nei differenti autori è possibile trovare posizione variamente articolate, legate per esempio alla dottrina della reincarnazione e alla teoria dei vari corpi celesti. Resta comunque essenziale il fatto che ciò che definisce l'uomo non è la sua dimensione personale, intesa come involucro con cui la società (una società verso cui la New Age è critica) imprigiona la vera realtà del singolo, ma appunto il sé, la mente, la coscienza, intesi come il fondamento ultimo ed irriducibile, di natura divina del singolo.

Il secondo elemento fondamentale che pervade tutto il movimento della New Age è l'olismo, il quale si oppone al dualismo ed al riduzionismo, ritenuti tratti distintivi del paradigma culturale dominante, e pervade i vari rami del movimento, dalle differenti forme di arte della guarigione, tenute insieme appunto da una concezione olistica della salute, alla ricerca di una coscienza globale unitaria della realtà e alla consapevolezza ecologiaca che l'uomo, la società, gli organismi viventi, il mondo e l'universo costituiscono un complesso organico interconnesso in tutte le sue parti. Questo olismo ha alcune implicazioni, che possono manifestarsi vari modi: la possibilità implicita, derivante dalla prospettiva panteistica, di ridurre la complessità del reale e delle sue manifestazioni ad una fonte ultima; l'idea che esiste una "simpatia", cioè una rete di relazioni tra tutti gli elementi che compongono il cosmo, animati e non (l'universo è, infatti, ritenuto un organismo vivente in tutte le sue parti che non sono soltanto regolate da leggi meccanicistiche).

Il terzo elemento è costituito dall'evoluzione che si può definire creatrice nel senso che la realtà del cosmo non è ceca ed irrazionale finalisticamente orientata, per cui il compito del singolo consiste appunto nell'entrare in sintonia con questa energia infinita, elevandosi attraverso una progressiva presa di coscienza. I miti cosmogonici (cioè relativi alle origini dell'universo) che compaiono qua e là, sono basati su di un'idea di fondo variamente articolata: essi descrivono come, all'interno di un'originaria unità, il fondamento del cosmo, emerga, come conseguenza di una sorta di Big Bang iniziale, una dualità, una rottura, che mette in modo, come in una reazione a catena, la molteplicità dell'esistente. Questo tipico processo di emanazione e di diversificazione dall'uno ai molti lascia d'altro canto intatta l'essenziale integrità dell'universo: vi sono cioè polarità ma mai un vero e proprio dualismo, il quale è considerato un'illusione della mente umana. In altri termini, la caduta è di natura psicologica, non cosmologica.

Siamo così giunti al quarto ed ultimo elemento, riassumibile nel tema della trasformazione della religione e di una sacralizzazione della psicologia. Per un verso, infatti, il mondo religioso s'interiorizza in modo radicale. Da questo punto di vista la New Age esprime al meglio la religiosità dell'era dell'individualismo: il singolo è invitato a realizzare nel tempo particolare del proprio io il processo decisivo di trasformazione della propria coscienza, che coincide con un tipico processo di gnosi (scoprire cioè il proprio sé corrispondente con la possibilità di creare la propria verità).Soggiacente a ciò vi è l'idea che ogni cosa è significativa, che ciò che conta è ciò che facciamo e che occorre reagire ad un tipo di vita priva di senso e frantumata, diventando completamente responsabili della propria vita, dal momento che non esistono poteri misteriosi all'infuori di noi, imparando di conseguenza a superare tutti quei blocchi, legati fondamentalmente all'ignoranza, che impediscono di realizzarci autonomamente. Per questo il processo salvifico è necessariamente un processo psicologico, un viaggio interiore nei meandri della propria psiche. Per un altro verso, però, quella alla quale si assiste è una sacralizzazione della psicologia, si tratta, infatti, di un processo che aspira ad una gnosi perfetta e redentrice, in grado di liberarci definitivamente dal velo delle illusioni e dall'oblio dell'ignoranza. Ognuno è dunque invitato a divenire terapista di se stesso, liberandosi da ogni forma di dipendenza, dapprima riconoscendo e smantellando le false credenze e i blocchi da cui è ostruita la mente, per poter poi, grazie a queste nuove esperienze, in una sorta di autodeterminazione totale giungere all'illuminazione salvatrice. Soltanto in questo modo sarà possibile contribuire al generale processo evolutivo; in altri termini diventare Dio, creare la propria realtà e svegliare la propria coscienza coincidono con il più generale processo di crescita della coscienza cosmica e contribuiscono al più ampio fenomeno di riunificazione della realtà divisa.

Si tratta in conclusione di un tipo di religiosità in profonda sintonia con le trasformazioni in atto nella nostra società. La New Age, infatti, mira a fornire al singolo individuo un sistema di credenze fondato sulla consapevolezza della sua originaria natura divina, coincidente con il suo sé, che gli permetta di "navigare" nel mondo virtuale in cui sempre più viviamo.

Chi entra nella New Age, fa il suo ingresso in una rete in grado di collegarlo immediatamente, in tempo reale, con gli altri utenti di questo particolare sistema d'interconnessioni spirituali. Si tratta di un fenomeno che è nel contempo popolare, nel senso che è accessibile a tutti, ed elitario, perché soltanto all'élite decisa ad approfondire i vari collegamenti (ad esempio a comprendere che cosa si celi veramente dietro alla bella musica che si ascolta) sarà possibile avere accesso ai "siti" che contano, ovviamente dal punto di vista del proprio viaggio spirituale. Si può dunque fare del "bricolage", nel senso di mettere insieme pratiche e credenze a prima vista incompatibili, ma questa è solo la superficie. Ciò che conta è che attraverso questo gioco dell'io, che può essere anche impacciato da ricadute narcisistiche, è possibile accedere ad un livello più profondo di realtà. Quest'ultimo coincide con la scoperta del sé, come fondamento divino ed incrollabile, dell'ego personale, socialmente determinato, e dei collegamenti possibili nel tempo senza tempo della coscienza cosmica, sia con gli altri sé dispersi nella rete del cosmo e della società, sia soprattutto con il fondamento ultimo, una realtà immanente, che può anche essere definita "dio", ma che si configura come la negazione del Dio cristiano, essendo coscienza cosmica, energia e vita in continua evoluzione.

In conclusione, merita sottolineare le conseguenze pratiche e la particolare etica che conseguono da ciò. Chi è in grado di "navigare" veramente nella New Age diventa capace di creare da sé la propria realtà, senza bisogno di alcuna mediazione istituzionale, tutt'al più ispirato da qualche voce interiore. Questa sorta di neo-idealismo a sfondo panteistico sorprende per la sua radicalità che semplifica complessi problemi filosofici, riprendendo antiche ricette tradizionali, come "viaggi" interiori e visualizzazioni creatrici riadattate ai bisogni di una nuova religiosità modulare e flessibile, non legata a tempi e luoghi particolari, portatile al pari del computer, disancorata dal peso di memorie ingombranti, galleggiante come la pubblicità, in un ottimismo di maniera, pericolosamente privo di confini. Il male non esiste: esso è semplicemente l'effetto dell'ignoranza che avvolge la mente dell'ego, socialmente condizionato. Grazie alla gnosi particolare che fornisce la scoperta del sé, sarà possibile rientrare in possesso della propria vera natura, ignara del tradizionale dualismo tra male e bene, sintonizzandosi con i propri simili e vivendo finalmente in armonia con il cosmo.

Una religione senza Dio e senza Chiesa è infine una religione senza Aldilà e dunque senza giudizio. Inutilmente si cercherebbero nei testi della New Age termini ed esperienze un tempo familiari come peccato, senso di colpa, espiazione, redenzione e grazia. Nessuno può essere ritenuto responsabile per il male fatto ad altri, dal momento che il male in realtà non esiste.

NOTA: la gnosi è una forma di conoscenza del divino superiore alla fede, proposta da una serie di movimenti di pensiero di ispirazione più o meno direttamente religiosa, per la salvezza dell'anima. Essa ebbe una larga diffusione nei primi secoli della nostra era, intrecciandosi o contrapponendosi al cristianesimo primitivo. Il vocabolo deriva dal greco gnosis, che significa appunto conoscenza.

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