AVVERTIMENTO DEGLI SCIENZIATI
DEL MONDO ALLUMANITÀ
Il 18 novembre 1992 veniva pubblicato questo Avvertimento all'umanità
con il titolo World Scientists' Warning to Humanity. L'Avvertimento era
stato scritto dal fisico e premio Nobel Henry Kendall,
presidente della Union of Concerned Scientists, e vi si legge: "Si richiede una nuova
etica una nuova attitudine verso il riconoscere la nostra responsabilità nel
prenderci cura di noi stessi e della Terra". L'appello fu firmato da 1.700 scienziati
di tutto il mondo.
Gli esseri umani e il mondo naturale sono in
rotta di
collisione. Le attività umane infliggono danni aspri e spesso irreversibili
allambiente e a risorse essenziali. Se non controllate, molte delle pratiche
correnti mettono in serio pericolo il futuro che desideriamo per la società umana e i
regni vegetali ed animali, e possono alterare il mondo vivente in modo tale da renderlo
inadatto a sostenere la vita così come la conosciamo. Sono urgenti cambiamenti
fondamentali se vogliamo evitare la collisione a cui porterà la nostra rotta attuale.
Lambiente sta soffrendo uno stress
cruciale
Atmosfera Limpoverimento dellozono stratosferico ci minaccia con radiazioni
ultraviolette potenziate sulla superficie della Terra, che possono essere dannose o letali
per molte forme di vita. Linquinamento dellaria al livello del suolo e le
piogge acide stanno già causando diffusi danni agli esseri umani, alle foreste ed
allagricoltura.
Risorse idriche Lo sfruttamento disattento delle acque sotterranee esauribili minaccia la produzione
alimentare e altri sistemi essenziali per luomo. Le forti richieste delle acque di
superficie nel mondo hanno portato a serie carenze in 80 Paesi, corrispondenti al 40%
della popolazione mondiale. Linquinamento dei fiumi, dei laghi e delle acque
sotterranee limita ulteriormente la disponibilità dacqua.
Oceani La pressione distruttiva sugli oceani è grave, particolarmente nelle zone costiere
che producono la maggior parte del pesce del mondo. Le catture marine totali corrispondono
attualmente al livello massimo di prelievo sostenibile stimato o lo hanno superato. Alcune
zone di pesca hanno già evidenziato segni di collasso. I fiumi, che portano al mare
pesanti carichi di suolo eroso, portano anche scarichi industriali, civili, agricoli e da
allevamento alcuni dei quali tossici.
Suolo La perdita della produttività del suolo, che sta provocando estesi abbandoni di
terreni, è un sottoprodotto diffuso delle pratiche agricole e di allevamento correnti.
Dal 1945, l11% della superficie della Terra coperta da vegetazione è stata
degradata unarea più grande dellIndia e della Cina messe insieme
e la produzione pro-capite di cibo si va riducendo in molte parte del mondo.
Foreste Le foreste pluviali tropicali, così come le foreste delle zone tropicali e temperate,
vengono distrutte rapidamente. Alla velocità attuale, alcuni tipi di foresta molto
importanti saranno persi entro pochi anni e la maggior parte della foresta pluviale
tropicale sarà persa prima della fine del prossimo secolo. Con esse saranno perse una
grande quantità di specie vegetali ed animali.
Specie viventi La perdita irreversibile delle specie, che entro il 2100 potrebbe raggiungere un terzo
di tutte le specie attualmente viventi, è particolarmente preoccupante. Stiamo perdendo
il potenziale del quale esse sono portatrici nel fornire medicinali ed altri vantaggi, e
il contributo che la diversità genetica delle forme di vita porta alla resistenza dei
sistemi biologici nel mondo nonché alla stupefacente bellezza della Terra stessa.
Gran parte di questo danno è irreversibile su scala secolare o permanentemente. Altri
processi sembrano imporre ulteriori minacce. I sempre più elevati livelli atmosferici dei
gas derivanti dalle attività umane, inclusa lanidride carbonica rilasciata dalla
combustione dei combustibili fossili e dalla deforestazione, possono alterare il clima su
scala globale. Le previsioni di riscaldamento globale sono ancora incerte con
effetti che variano da tollerabili a molto gravi ma i rischi potenziali sono molto
grandi.
La nostra massiccia ingerenza nella rete interdipendente della vita accoppiata al
danno ambientale inflitto dalla deforestazione, dalla perdita di specie e dai cambiamenti
climatici potrebbe innescare effetti dannosi, compresi imprevedibili collassi di
sistemi biologici cruciali dei quali comprendiamo solo in modo imperfetto le interazioni e
la dinamica.
Lincertezza circa il peso di questi effetti non può scusare la compiacenza o il
ritardo nel fornteggiare la minaccia.
Popolazione
La Terra è limitata. La sua capacità di assorbire gli scarichi e le emissioni
distruttivi è pure limitata. La sua capacità di fornire cibo ed energia è limitata. La
sua abilità di prendersi cura di quantità crescenti di persone è finita. E ci stiamo
velocemente avvicinando a molti dei limiti della Terra. Le pratiche economiche correnti
che danneggiano lambiente, tanto nelle nazioni sviluppate quanto in quelle
sottosviluppate, non possono essere portate avanti senza il rischio che i sistemi vitali
globali vengano danneggiati oltre le possibilità di recupero.
Le pressioni che derivano dalla crescita incontrollata della popolazione impongono
richieste al mondo naturale che possono sopraffare qualsiasi sforzo per raggiungere un
futuro sostenibile. Se vogliamo fermare la distruzione del nostro ambiente, dobbiamo
accettare dei limiti a quella crescita. Una stima della Banca Mondiale indica che la
popolazione mondiale non si stabilizzerà su meno di 12,4 miliardi di abitanti, mentre le
Nazioni Unite concludono che il totale definitivo potrebbe raggiungere i 14 miliardi, un
prossimo triplicamento degli odierni 5,4 miliardi [larticolo è del 1992; nel
2004 la popolazione globale raggiunge già i 6.500.000.000 di persone circa - N.d.T.].
Ma anche in questo momento una persona su cinque vive in assoluta povertà senza
abbastanza da mangiare e una su dieci soffre di severa malnutrizione.
Non rimangono più di uno o pochi decenni prima che la possibilità di allontanare le
minacce con le quali ci confrontiamo ora sia perduta e le prospettive per lumanità
incommensurabilmente ridotte.
Avvertimento
Noi sottoscritti, membri anziani della comunità scientifica
mondiale, con questo avvisiamo lumanità tutta di ciò che si trova davanti a noi.
È richiesto un grande cambiamento nella nostra gestione della Terra e della vita su di
essa, se vogliamo evitare una immensa miseria umana e se non vogliamo mutilare
irreparabilmente la nostra dimora globale su questo pianeta.
Cosa dobbiamo fare
Devono essere affrontate simultaneamente cinque aree di
intervento inestricabilmente connesse:
Dobbiamo porre sotto controllo le attività dannose dal punto di
vista ambientale per ristabilire e proteggere lintegrità dei sistemi della Terra
dai quali dipendiamo.
Dobbiamo, per esempio, abbandonare i combustibili fossili per fonti di energia più
benigne e inesauribili, allo scopo di tagliare le emissioni di gas-serra e
linquinamento dellaria e dellacqua. Deve essere data la precedenza allo
sviluppo di fonti energetiche adatte alle necessità del terzo mondo su piccola
scala e relativamente semplici da gestire.
Dobbiamo fermare la deforestazione, il danneggiamento e la
perdita di terreno agricolo e la perdita di specie vegetali ed animali tanto terrestri
quanto marine.
Dobbiamo gestire più efficacemente le risorse cruciali per il
benessere umano.
Dobbiame conferire alta priorità ad un uso efficiente dellenergia, dellacqua
e degli atri materiali, comprendendo lincremento del risparmio e del riciclaggio.
Dobbiamo stabilizzare la popolazione [mi permetto di dire che
dovremmo ridurla - N.d.T.]. Questo sarà possibile solo se tutte le nazioni
riconosceranno che il processo richiede un miglioramento delle condizioni economiche e
sociali [non tutti concordano su questo punto: vedi Ottimismo e sovrappopolazione -
N.d.T.] e ladozione di una efficace e volontaria pianificazione familiare.
Dobbiamo ridurre ed eventualmente eliminare la povertà.
Dobbiamo assicurare la parità sessuale e garantire il controllo delle donne sulle loro
proprie decisioni riproduttive [in unottica di vera parità, sarebbe opportuno
garantire anche quello degli uomini - N.d.T.].
Le nazioni sviluppate sono oggi i maggiori inquinatori del
mondo. Essi devono ridurre grandemente i propri consumi in eccesso, se vogliamo ridurre la
pressione sulle risorse e sullambiente globale. Le nazioni sviluppate hanno
lobbligo di fornire aiuto e supporto alle nazioni in via di sviluppo, poiché solo
le nazioni sviluppate hanno le risorse finanziarie e le abilità tecniche per questi
compiti.
Riconoscere questa necessità non è altruismo, ma interesse
illuminato verso se stessi: industrializzati o meno, abbiamo una sola scialuppa. Nessuna
nazione può sfuggire al danno quando i sistemi biologici globali vengono danneggiati.
Nessuna nazione può sfuggire ai conflitti dovuti alla sempre maggiore scarsità delle
risorse. Inoltre, linstabilità ambientale ed economica provocherà migrazioni di
massa con conseguenze incalcolabili tanto per le nazioni sviluppate quanto per quelle non
sviluppate.
Le nazioni in via di sviluppo devono rendersi conto che il
danno ambientale è una delle maggiori tra le minacce che si trovano di fronte, e che i
tentativi di attenuarla saranno sopraffatti se la loro popolazione avanza incontrollata.
Il maggiore pericolo consiste nel venire intrappolati in una spirale di declino
ambientale, povertà e agitazioni che portino a un collasso sociale, economico ed
ambientale.
Il successo in questo sforzo globale richiederà una grande
riduzione della violenza e della guerra. Le risorse ora destinate alla preparazione ed
alla conduzione della guerra che ammontano a oltre 1.000 miliardi di dollari
allanno saranno molto necessarie per i nuovi compiti e dovrebbero essere
reindirizzate sulle nuove sfide.
Si richiede una nuova etica una nuova attitudine verso
il riconoscere la nostra responsabilità nel prenderci cura di noi stessi e della Terra.
Dobbiamo riconoscere le limitate capacità che la Terra ha di provvedere a noi. Dobbiamo
riconoscere la sua fragilità. Non dobbiamo più consentire che venga devastata. Questa
etica deve motivare un grande movimento, convincere i dirigenti riluttanti e i governi
riluttanti e le stesse genti riluttanti a mettere in atto i necessari cambiamenti.
Gli scienziati che lanciano questo avvertimento sperano che il
loro messaggio raggiungerà e influenzerà la gente in ogni dove.
Abbiamo bisogno laiuto di molti.
Chiediamo laiuto della comunità mondiale degli scienziati
naturali, sociali, economici e politici.
Chiediamo laiuto dei dirigenti delleconomia e
dellindustria del mondo.
Chiediamo laiuto dei dirigenti religiosi del mondo e
Chiediamo laiuto delle genti del mondo.
Invitiamo tutti ad unirsi a noi in questo compito.
Principali personalità tra gli oltre 1.500
firmatari
Anatole Abragam, Physicist; Fmr. Member,
Pontifical Academy of Sciences; France
Carlos Aguirre President, Academy of Sciences, Bolivia
Walter Alvarez Geologist, National Academy of Sciences, USA
Viqar Uddin Ammad, Chemist, Pakistani & Third World Academies,
Pakistan
Claude Allegre, Geophysicist, Crafoord Prize, France
Michael Alpers Epidemiologist, Inst. of Med. Research, Papua New
Guinea
Anne Anastasi, Psychologist, National Medal of Science, USA
Zhao Zhong-xian, Physicist, Chinese & Third World Academies,
China
Zhou Guang-zhao, Physicist; President, Chinese Academy of Sciences;,
China
Solly ZuckerInan, Zoologist, Royal Society, Great Britain
Oltre 1.500 membri di accademie scientifiche
nazionali, regionali e internazionali hanno firmato questo avvertimento. Sono
rappresentate sessantanove nazioni da ogni parte della Terra, incluse ciascuna delle
dodici più popolose nazioni e le diciannove maggiori potenze economiche. La lista
completa comprende una maggioranza dei premi Nobel per le scienze. Riconoscimenti e
affiliazioni istituzionali sono elencati a solo scopo identificativo. Il premio Nobel per
la medicina è per fisiologia o medicina.
Il testo italiano qui riportato è tratto dal sito
http://www.oilcrash.com. Il testo elettronico risiedeva fisicamente su un calcolatore in
Nuova Zelanda. Traduzione di Carpanix