Ma siamo sempre dei ciechi, anche nel caso migliore, cioé che la struttu-ra sia semplice e stabile: ciechi, e non abbiamo quelle pinzette che soven-te ci capita di sognare di notte, come uno che ha sete sogna le sorgenti, eche ci permetterebbero di prendere un segmento, di tenerlo ben stretto ediritto, e di incollarlo nel verso giusto sul segmento che è già montato. Sequelle pinzette le avessimo (e non è detto che un giorno non le avremo)saremmo già riusciti a fare delle cose graziose che fin adesso le ha fattesolo il Padreterno, per esempio montare non dico un ranocchio o una li-bellula, ma almeno un microbo o il semino di una muffa.P. Levi, La chiave a stella, Einaudi, Torino, 1978, p. 151Un congegno è un oggetto inventato e costruito per uno sco-po preciso e una macchina è una combinazione, sempliceo complessa, di meccanismi per utilizzare, modificare, applicareo trasmettere energia [1]. Nella vita di tutti i giorni si fa largo usodi congegni e macchine macroscopiche, che, in generale, pos-sono essere definiti come insiemi di componenti assemblati inmodo da poter svolgere una specifica funzione. Ciascun com-ponente del sistema compie un atto semplice, mentre lintero si-stema compie una funzione utile più complessa, caratteristicadi quel particolare congegno o macchina. Per esempio, la fun-zione compiuta da un asciugacapelli (produzione di aria calda)è il risultato di atti compiuti da un interruttore, una resistenza eun ventilatore, connessi da fili elettrici e assemblati in un telaioappropriato. Il concetto di congegno e macchina del mondomacroscopico può essere esteso direttamente al mondo dellemolecole [2]. Per analogia con la definizione di congegno ma-croscopico, un congegno a livello molecolare può essere defini-to come un insieme organizzato di un numero discreto di com-ponenti molecolari (cioè, una struttura supramolecolare, vide in-fra) ideato per ottenere una funzione specifica. Ciascun compo-nente molecolare compie un singolo atto, mentre lintero siste-ma supramolecolare compie una funzione più complessa, cherisulta dalla cooperazione dei vari componenti. Una macchina alivello molecolare è un particolare tipo di congegno in cui i com-ponenti molecolari possono muoversi luno rispetto allaltro co-me risultato dellazione di uno stimolo esterno [3]. Congegni emacchine a livello molecolare operano mediante riarrangiamen-ti elettronici e/o nucleari e, come i congegni e le macchine ma-croscopiche, hanno bisogno di energia per funzionare e devonodisporre di segnali per comunicare con loperatore. Lestensio-ne a livello molecolare del concetto di congegno e macchina èdi interesse non solo per la ricerca di base, ma anche per losviluppo della nanoscienza e della nanotecnologia [3-8].La corsa verso la miniaturizzazioneIl progresso della civilizzazione è inevitabilmente legato allapossibilità di costruire nuovi congegni e nuove macchine. Adesempio, leccezionale sviluppo della tecnologia dellinformazio-ne degli ultimi cinquantanni, che ha aumentato enormemente ladisponibilità di congegni e macchine per raccogliere, elaborareed immagazzinare informazioni, si deve fondamentalmente aiprogressi che sono stati fatti nel campo della miniaturizzazione.Basta pensare che il primo computer elettronico aveva 18.000valvole, pesava 30 tonnellate, occupava una stanza intera e do-Chimica e Materiali85 - La Chimica e lIndustria - 55SeguenteIl concetto di congegno e di macchina del mondomacroscopico può essere esteso al mondo dellemolecole; in questo caso si parla di congegni e macchinea livello molecolare, per la cui costruzione si sfrutta ilcosiddetto approccio dal basso (bottom up). Lacostruzione dal basso atomo per atomo non è realisticadal punto di vista chimico, mentre è possibile unacostruzione dal basso molecola per molecola,realizzabile seguendo le indicazioni della chimicasupramolecolare. Lestensione del concetto di congegnoe di macchina a livello molecolare è interessante nonsolo dal punto di vista della ricerca di base, ma ancheper lo sviluppo della nanoscienza e della nanotecnologia.di Vincenzo Balzani, Alberto Credi,Margherita VenturiV. Balzani, A. Credi, M. Venturi, Dipartimento di Chimica G. Ciamician,Università di Bologna. vbalzani@ciam.unibo.it. Larticolo è una liberatraduzione, effettuata dagli autori, della prima parte dellarticolo TheBottom-up Approach to Molecular-Level Devices and Machines di V.Balzani, A. Credi, M. Venturi, pubblicato sulla rivista Chemistry A Euro-pean Journal, 2002, 8, 5525, a sua volta ripreso dal primo capitolo dellibro: V. Balzani, A. Credi, M. Venturi, Molecular-level Devices and Ma-chines - A Journey into the Nano World, Wiley-VCH, Weinheim, 2003.Congegni e macchine a livello molecolareParte prima: lapproccio dal basso