Surrogati SR

I surrogati sono analiti in quantità nota di natura simile alle sostanze presenti nei campioni da analizzare, per composizione chimica e per comportamento nel processo analitico (generalmente sostanze deuterate, fluorurate o con carbonio marcato), ma non presenti nei campioni oggetto di analisi aggiunte al campione prima dell’esecuzione di processi di estrazione e clean up per verificare il corretto funzionamento dei Metodi di Prova per quanto riguarda l’efficienza dell’estrazione ed il bias ad esso associato. I surrogati sono aggiunti a tutti i campioni in analisi inclusi i campioni di controllo e i bianchi del metodo in accordo con i requisiti del metodo. I limiti di controllo sono riportati all’interno di ciascun metodo (%SR percentuale di recupero del surrogato). Ogni qualvolta il recupero di un surrogato è fuori rispetto ai limiti di controllo occorre ripreparare e rianalizzare i campioni; se l’azione correttiva si dimostra inefficiente, occorre apporre dei qualificatori a tutti gli analiti associati con i surrogati che hanno avuto problemi di recupero.

 

I surrogati sono principalmente utilizzati nei metodi per la determinazione di VOC e SVOC e servono da complemento alle informazioni derivate dai campioni di controllo MS e MSD sotto questa ottica:

 

…se i surrogati vengono adeguatamente recuperati nei campioni MS MSD (che definiscono la precisione e il bias della misura con un determinato metodo sulla matrice oggetto dell’indagine) e se vengono adeguatamente recuperati negli altri campioni associati a quella matrice allora la precisione ed il bias determinati mediante l’analisi dell’MS e MSD possono essere applicati a tutti i campioni di quella matrice.

 

Nei metodi analitici basati sulla diluizione isotopica il fatto che gli standard interni vengano posti direttamente all’inizio del procedimento analitico non è necessario l’utilizzo di surrogati per la valutazione dei recuperi.

Internal Standards IS

Gli standard interni sono analiti in quantità nota di natura simile alle sostanze presenti nei campioni da analizzare per composizione chimica e per comportamento nel processo analitico (generalmente sostanze deuterate, fluorurate o con carbonio marcato), ma non presenti nei campioni oggetto di analisi aggiunte al campione (esecuzione di analisi quantitative con IS) prima dell’esecuzione delle analisi per correggere i risultati analitici in funzione della variabilità di effetti delle condizioni fisiche di esercizio della strumentazione o, come per i metodi basati sulla diluizione isotopica, prima dell’esecuzione delle attività di preparativa per correggere i risultati in funzione della variabilità delle rese di estrazione. Gli standard interni devono essere aggiunti a tutti campioni in analisi inclusi i campioni di controllo e i bianchi in accordo con i requisiti del metodo.

Quando il valore della risposta degli IS non rientra nei limiti di accettabilità previsti dal metodo, devono essere effettuate delle azioni correttive. Dopo che i problemi di sistema sono stati risolti e il sistema di controllo è stato ristabilito, tutti i campioni analizzati mentre il sistema era fuori controllo devono essere rianalizzati e qualora l’azione correttiva adottata risulti inefficiente, deve essere applicata, a tutti i risultati dei campioni affetti da questo problema una appropriata segnalazione (Flag).

Injection Standards o Recovery standards

Gli Injection Standards o Recovery standards sono analiti in quantità nota di natura simile alle sostanze presenti nei campioni da analizzare per la valutazione del comportamento nel processo analitico degli Standard interni (recupero degli standard interni) unicamente per i metodi basati sulla diluizione isotopica.

Campione di Controllo delle interferenze ICS

L’“interference check samples” (ICS) è un campione di controllo delle interferenze che contiene gli analiti interferenti a concentrazione nota ed è usato soltanto per le analisi eseguite con tecniche al plasma ad accoppiamento indotto (ICP), onde verificare il rumore di fondo e la correttezza dei fattori di correzione inter-elemento. E’ composto di due soluzioni, denominate “A” e “B”: “A” contiene solo gli analiti interferenti, “B” sia questi che  gli analiti di interesse. Entrambe le soluzioni saranno analizzate sia all’inizio che alla fine della sequenza analitica.

Quando il campione di controllo di interferenza è fuori dai limiti di controllo stabiliti nel metodo, deve essere applicata un’azione correttiva. Se l’azione correttiva si dimostra inefficiente per tutti i campioni affetti da questo problema, occorre apporre dei qualificatori ai dati ottenuti (Flag).

Tempi di Ritenzione – Finestre di validità (Retention Time Windows) RT

Le “Retention time windows” per le analisi in cromatografia gas e liquido devono essere individuate a mezzo di ripetute iniezioni degli standard di calibrazione in diverse giornate successive come descritto nell’appropriato SOP. I tempi di ritenzione assoluti degli standard per la verifica della calibrazione all’inizio di ciascuna sequenza analitica sarà usata come linea di centro della finestra. Per ogni analita refertato come presente, il suo tempo di ritenzione dovrà ricadere all’interno di questa finestra.

Bianco dell’Equipaggiamento EB

Il bianco dell'equipaggiamento è un campione costituito da una matrice pulita (acqua grado reagente per analisi eseguite su matrici acquose) libera da analiti, versata dentro o oppure pompata attraverso lo strumento utilizzato per il prelievo, raccolta negli stessi contenitori utilizzati in funzione delle analisi richieste e trasportata al laboratorio per l’analisi. I bianchi dell’equipaggiamento sono usati per valutare l’efficacia delle procedure di decontaminazione dell’equipaggiamento usato per il campionamento. La frequenza di raccolta dei bianchi dell'equipaggiamento deve essere definita nell’FSP o dal Committente in base alle caratteristiche del progetto. I bianchi dell'equipaggiamento devono essere raccolti immediatamente dopo che l'equipaggiamento è stato decontaminato.

Il bianco deve essere analizzato per tutte le analisi di laboratorio richieste per campionamenti ambientali raccolti sul sito. Quando un analita è rilevato nel bianco dell'equipaggiamento, deve essere applicata una appropriata segnalazione (Flag) a tutti i risultati dei campioni raccolti con l'equipaggiamento contaminato.

Bianco Ambientale AB

Il bianco ambientale è un campione costituito da una matrice pulita (acqua grado reagente per analisi eseguite su matrici acquose, sabbia di Ottawa per analisi eseguite su matrici solide) libera da analiti travasata in un vial di campionamento per composti organici volatili (VOC) nel punto di campionamento (nelle vicinanze dei campionamenti associati). Esso è manipolato come un campione ambientale e trasportato al laboratorio per l’analisi. I bianchi ambientali sono utilizzati soltanto per le analisi di VOC e Idrocarburi C<12 al fine di valutare la potenziale introduzione di contaminanti ambientali nei campioni, durante le operazioni di campionamento (es. piani di scorrimento attivi, celle di prova di motori, autoveicoli in operazione, ecc.). La frequenza per la raccolta dei bianchi ambientali deve essere definita nell’FSP o dal Committente in base alle caratteristiche del progetto.

Bianco di Viaggio TB

Il bianco di viaggio è un campione costituito da una matrice pulita (acqua grado reagente per analisi eseguite su matrici acquose, sabbia di Ottawa per analisi eseguite su matrici solide) libera da analiti, travasato in laboratorio in un vial per composti organici volatili (VOC), trasportato sul luogo di campionamento, maneggiato come un campione ambientale e riportato al laboratorio per l’analisi senza mai essere aperto. I bianchi di viaggio sono preparati soltanto quando vengono campionati e analizzati i VOC e gli Idrocarburi C<12. I bianchi di viaggio sono usati per valutare la potenziale introduzione di contaminanti dovuti ai contenitori dei campioni, al trasporto o alle procedure di stoccaggio. Quando un analita è rilevato in un bianco di viaggio, deve essere applicata una appropriata segnalazione (Flag) a tutti i risultati dei campioni del contenitore refrigerato del bianco di viaggio contaminato. Un bianco di viaggio dovrà accompagnare ogni contenitore refrigerato di campioni spedito al laboratorio su cui vengano richieste analisi di VOC e Idrocarburi C<12.

Duplicati di Campo FD e FR

Un duplicato di campo è un secondo campione raccolto nello stesso punto prelievo del campione originale. I duplicati di campo sono prelevati simultaneamente o immediatamente dopo, usando le stesse tecniche di recupero, e trattandoli in una maniera identica durante il deposito, il trasporto e l’analisi. Essi devono rappresentare almeno il 10 % dei campionamento totale, od essere effettuati in numero di uno per ogni campionamento (si adotta la frequenza maggiore). Ai contenitori dei campioni sono assegnati numeri d'identificazione in campo, tali che non possono essere identificati come duplicati di campioni dal personale del laboratorio che compie l'analisi (blind duplicate). I risultati dei duplicati di campo sono utilizzati per stimare la precisione totale del metodo analitico (includendo la precisione connessa con il campionamento). Le postazioni specifiche per la raccolta dei duplicati di campo sono definite prima dell’inizio del prelievo.

Holding Time HT

Poiché l’analisi di un campione immagazzinato da lungo tempo può portare a differenze significative rispetto alla stessa analisi condotta su di un campione fresco, l’”Holding Time” è il tempo limite entro il quale deve essere completato l’accertamento analitico, comprensivo delle fase di preparativa, ad iniziare dal momento di raccolta del campione stesso. Tutte le preparative e le analisi dei campioni devono essere completate entro i tempi richiesti dal metodo. L’holding time della preparativa del campione è calcolato a partire dal campionamento fino al completamento di qualsiasi clean-up dell’estratto e/o procedura di concentrazione che sia necessaria. Se nessuna preparativa (es. estrazione) è richiesta, l’holding time dell’analisi è calcolato a partire dal giorno di campionamento fino al termine delle analisi incluse le eventuali diluizioni, conferme con seconda colonna, o qualsiasi richiesta di ripetizione dell’analisi. Gli Holding time devono sempre rientrare nei limiti fissati nel QAPP: quando essi vengano superati e le analisi vengano comunque effettuate, i risultati saranno contrassegnati mediante una appropriata segnalazione (Flag).

Conferma

La conferma quali-quantitativa di risultati al di sopra dell’RL per campioni analizzati in GC o HPLC, se richiesta, deve essere completata entro i tempi limite richiesti dal metodo (Holding Time). Per i metodi di GC, la conferma è effettuata con una seconda colonna. Per i metodi di HPLC, la conferma viene effettuata con una seconda colonna o un diverso rivelatore. Il risultato della prima colonna/rivelatore deve essere riportato come dato analitico definitivo. Se gli holding time vengono superati e le analisi vengono comunque effettuate, i risultati saranno contrassegnati mediante una appropriata segnalazione (Flag).

Per i metodi che utilizzano la Spettrometria di Massa (tipicamente, per l’analisi dei metalli) non è necessaria la conferma.

Procedure per minimizzare l’”Effetto Matrice”

Per mantenere il più basso possibile il Limite di Reporting, può essere necessario ricorrere preliminarmente all’analisi ad appropriate procedure di purificazione del campione. Esse possono comprendere – ma non essere limitate a –  metodiche di cromatografia di permeazione in gel (GPC), gel di silice, allumina, florisil, mercurio (per la rimozione dei solfuri), acido solforico e ripartizione acido-base. Method blank, MS/MSD e Campioni di Controllo del Laboratorio devono in questi casi essere assoggettati alle stesse procedure operate sui campioni, per monitorare l’efficienza delle procedure stesse. 

Diluizioni del campione

Le diluizioni del campione risulteranno in elevati limiti di reporting e possono alla fine intaccare l’utilizzabilità dei dati in relazione alle possibilità di intervento sul sito di campionamento. E’ importante minimizzare le diluizioni e mantenere il più bassi possibile i limiti di reporting. Quando l’alta concentrazione degli analiti di interesse renda necessaria una o più diluizioni, si dovrà effettuare il report di una diluizione minore per caratterizzare compiutamente il campione per ciascun analita. Il minor rapporto di diluizione dovrà essere tale da il limite di reporting più basso possibile senza effetti deleteri sulla strumentazione analitica utilizzata.

Standard analitici ed altri accessori e materiali di consumo 

Gli standard analitici devono essere di elevata purezza e tracciabilità e provenire da una sorgente approvata. La loro “vita” non deve superare la data di scadenza fissata dal produttore od 1 anno dall’acquisto, tenendo valida la prima in ordine di tempo. Le soluzioni preparate dal laboratorio dagli standard puri devono essere usati entro le date di scadenza fissate nello specifico SOP.

Tutti gli altri materiali di consumo devono essere ispezionati prima del loro utilizzo ad assicurare il rispetto delle specifiche fissate nell’appropriato SOP. Le procedure di inventario e conservazione  dovranno assicurare il loro utilizzo entro i termini di scadenza e l’immagazzinamento in condizioni appropriate.

 

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