I Prodotti Chimici e la Casa

Giuliana Sartori

I.T.S.A.S. “Pietro Scalcerle”- Padova

(Parte V)

Indice della documentazione sui prodotti chimici e la casa

Ritorna alla home pageRitorna a Introduzione alla storia della chimica

 

 

3. 3 – Disinfettanti , cosmetici

DISINFETTANTI

Per il benzalconio cloruro rimandiamo al cap. 3. 1 . Citiamo ancora, tra i più usati, la formaldeide: è un gas con un caratteristico odore pungente, ed irritante per le mucose; agisce in modo subdolo, liberandosi rapidamente all’inizio, poi lentamente e a lungo.  Ha un tempo di dimezzamento di 6 anni( la sua concentrazione dimezza dopo 6 anni). La formaldeide, come è stato accertato, è sospetta cancerogena ed allergogena, provoca asma ed eczemi cutanei.  Se inalata provoca già a concentrazioni molto basse (0,5-0,9 ppm) irritazione agli occhi, se si superano i 10 ppm si manifestano tosse insistente e difficoltà respiratoria, a valori di 50 ppm insorgono gravi lesioni polmonari.  Essendo usata anche come conservante nei prodotti cosmetici, sono state fissate le percentuali massime ammissibili, dallo 0,1 al 0,2% nei prodotti a contatto della pelle, e del 5% nelle lacche per le unghie.  La formaldeide viene liberata anche dal fumo di sigaretta: in una stanza di medie dimensioni con 4-5 fumatori si trova una quantità di formaldeide superiore al limite di legge. Tra gli altri componenti dei disinfettanti i fenoli e clorofenoli che sono i disinfettanti più velenosi, sospetti di cancerogeneità. 

COSMETICI

Tinture per capelli Il componente principale è spesso l’anilina, sostanza sospettata di provocare il cancro.  In Italia non è permessa, al suo posto è usata una sostanza simile, la benzenammina, classificata come allergogena. Vengono anche usati coloranti all’antrachinone, azoderivati della benzidina, tutti sospetti cancerogeni.  Particolarmente pericoloso è il pretrattamento con ammoniaca, corrosiva per pelle e mucose. Solo la pianta dell’henné , le cui foglie danno al capello una colorazione rossa, si può per il momento considerare innocua. 

Lacche per capelli Contengono in soluzione in genere alcolica filmogeni come le resine formaldeidiche, insieme a profumi e conservanti, nocivi per il sistema respiratorio, occhi, orecchi, pelle. Inoltre essendo in genere tutte confezioni spray, e contenendo CFC, sono nocive per l’ozono, anche se attualmente si usano in alternativa propano, butano, anidride carbonica. 

Prodotti per make up: rossetti, ombretti, mascara, matite per occhi I metalli pesanti sono i maggiormente presenti: piombo e arsenico nei rossetti , in aggiunta cadmio e mercurio nei make up per occhi: è stata dimostrata la cancerogeneità per tutti.  Un’ ordinanza EU del 1978 fissa un limite di 20mg Pb e 5 mg As ogni kg di prodotto - il cadmio deve essere assente.  Ma da diverse prove eseguite anche dopo questa data si sono spesso riscontrate quantità molto superiore al permesso.  Nelle ciprie è spesso presente bianco titanio, anch’esso tossico. 

3. 4 –Insetticidi, pesticidi, diserbanti

INSETTICIDI

piretro, insetticida naturale proveniente dai fiori di crisantemo.  Ha una tossicità molto inferiore agli insetticidi di sintesi.  Ciò è dovuto alla struttura di queste sostanze, facilmente demolibili dagli enzimi esterasi dell’uomo, ma non dagli insetti.  Gli effetti per l’uomo sono solo di tipo irritativo, ma di immediata scomparsa appena allontanato il piretro. 

neopiramina, resmetrina, tetrametrina per mosche, formiche , zanzare: sono derivati del piretro ed hanno sull’uomo effetti simili. 

prodotti antitarme: naftalina, canfora, permetrina, p-diclorobenzene: La naftalina è un idrocarburo aromatico con alta capacità di sublimazione.  La dose letale per l’uomo in caso di ingestione è 5-15 g , per il bambino di 1-2g. I sintomi sono: vomito, diarrea, cefalea, e nei casi gravi si arriva ad anemia e nefropatia. E’ tossica anche per inalazione e per contatto. La canfora è un prodotto naturale derivato dalla distillazione del legno dell’albero della canfora.  Ha un odore piacevole, ed è assorbita con facilità sia per inalazione che per contatto o ingestione.  Induce irritazione delle vie respiratorie, agitazione, allucinazioni, seguite da una depressione del S. N. C.  In caso di ingestione si possono avere lesioni a livello epatico e renale. L’ingestione di 1g per il bambino, di 2 g per l’uomo può essere mortale. Il p-diclorobenzene è un derivato del benzene, con odore simile alla canfora.  Per l’ingestione, è il meno tossico tra i prodotti antitarme, per quanto riguarda gli effetti sul SNC, ma è sospetto di cancerogeneità. 

PESTICIDI

Più di 5000 prodotti commerciali hanno 1500 principi attivi, e la loro tossicità varia da 1(non tossico), 2 (bassa tossicità), 3 (media tossicità), 4 (alta tossicità).  La maggioranza dei prodotti in commercio sono di classe 3 e sono composti organici del fosforo. E’ certo che l’uso delle sostanze deve essere razionale, accurato , per ridurre i rischi al minimo.  E’ stato stimato che in un anno una persona assume 5 litri di pesticidi consumando frutta e verdura. Ecco alcuni composti di sintesi:

Insetticidi di 1^ classe: Storicamente gli insetticidi altamente clorurati hanno avuto il predominio e l’esempio più importante e classico è il DDT (diclorodifeniltricloroetano).  Esso resiste alla forza distruttiva dell’ambiente, e può esistere per molti mesi ed anni non solo nel suolo e nell’acqua, ma anche incorporato nelle piante ed animali.  E’ stato proibito dal 1964.  Un prodotto simile ma meno tossico è il metossiclor. Altri prodotti ad alta percentuale di cloro sono : aldrin, dieldrin, clordano, lindano. 

Insetticidi di 2^ classe sono gli organofosfati, cioè esteri dell’acido fosforico contenenti o meno anche zolfo, di più rapida distruzione.  Composti di questo tipo sono il malathion e parathion.  Questi composti sono particolarmente nocivi anche per l’uomo perché agiscono sull’enzima acetilcolinesterasi, bloccando il sito attivo dell’enzima, che è comune a mammiferi ed insetti. 

Insetticidi di 3^ classe sono i carbammati cioè derivati dell’acido carbammico (NH2COOH).  Essi sono usati ampiamente perché alcuni sono più biodegradabili degli organoclorurati ed hanno minori tossicità per i mammiferi degli organofosfati.  Gli effetti tossici per gli animali sono dovuti all’inibizione dell’enzima acetilcolinesterasi. 

DISERBANTI

Sono molto tossici anche i diserbanti, che vengono molto usati nei giardini.  Tra essi i più noti sono l’atrazina, il Paraquat, il 2-4D (acido diclorofenossiacetico). E’ stata rivelata la correlazione tra tumori e uso di pesticidi.  L’uso di pesticidi contenenti acido fenossiacetico porta un aumento di cancro del sistema immunitario.  Sono gravi anche le intossicazioni.  Secondo l’OMS ad ogni minuto si verifica un caso di avvelenamento da pesticidi nel Terzo Mondo. Vista la pericolosità di tali composti, molti Paesi hanno stabilito i ‘limiti di tolleranza’, cioè le quantità massime di residui di pesticidi consentiti negli alimenti.  E’ previsto inoltre un ‘intervallo di sicurezza’, che è il periodo di tempo che deve trascorrere tra l’ultimo trattamento fitoterapico e la raccolta per il consumo del prodotto trattato, per permettere la completa degradazione del pesticida. La ricerca chimica si orienta verso la selettività dei prodotti, e la sperimentazione ha lo scopo di diminuire il potenziale di pericolosità per l’uomo, ma rimane il fatto che si tratta di composti particolarmente dannosi, la maggior parte come sospetti cancerogeni.  Inoltre alcuni prodotti sono proibiti in alcuni paesi e non in altri.  Così ad esempio sono ancora permessi in molti paesi europei il Lindano, l’Atrazina, il 2-4-D, mentre sono proibiti in U. S. A. Un’attività collegata al giardinaggio è l’abitudine di bruciare i rifiuti del giardino.  Il fumo prodotto dal fuoco degli sterpi contiene in grandi concentrazioni ( più di 100 volte quello contenuto nel fumo di una sigaretta) una sostanza molto dannosa e cancerogena, il benzopirene.  Questo composto non è di per sé cancerogeno, ma viene metabolizzato dall’organismo producendo composti altamente cancerogeni.  E’ allora consigliabile il compost

4 – INFORMAZIONI DI BASE SUL PERICOLO PER L’AMBIENTE

4. 1 - Detersivi

Esclusi i saponi, tutti i tensioattivi non sono del tutto biodegradabili, per la presenza del gruppo aromatico.  Con la legge EU è richiesta la biodegradabilità per il 90% in 19 giorni, ma la richiesta non è valida per i tensioattivi anfoteri. Tutti i tensioattivi cationici sono molto tossici per gli organismi di fiumi e mari. Tripolifosfati :la loro presenza può danneggiare l’ambiente causando eutrofizzazione di laghi, fiumi, mari. 

4. 2 - Solventi, vernici

Molti solventi tra gli idrocarburi alogenati ( diclorometano, diclorodifluorometano) vengono usati come propellenti per aerosol, con effetti ambientali sul ‘buco dell’ozono’

4. 3 - Insetticidi, disinfettanti, pesticidi

Ricordiamo che i pesticidi sono tra le tre cause maggiori, assieme agli alometani ed ai metalli tossici, dell’inquinamento delle acque.  La loro pericolosità è dovuta alla difficoltà di biodegradabilità per la loro struttura chimica che non trova riscontro in natura.  Solo una parte dei pesticidi raggiunge lo scopo, l’altra cade sul terreno e per dilavamento finisce nelle acque sotterranee.  Inoltre questi composti, specie i composti organoclorurati per la loro scarsa biodegradabilità, tendono a concentrarsi negli organismi viventi. 

4. 4 - Fertilizzanti

Dei fertilizzanti al fosforo può essere utilizzata dalle piante solo una frazione.  Per effetto di continue concimazioni spesso si accumulano eccedenze di fosfato che costituiscono una riserva che può riversarsi in falda freatica con effetto eutrofizzante. Lo stesso si può dire per l’azoto: la terra viene caricata sempre più di nitrati, finché , sotto l’eccedenza di questi composti, anche i batteri nitrificanti muoiono. Inoltre i fertilizzanti artificiali rendono acido il terreno, allontanano i vermi e tendono a far crescere troppo velocemente le piante.  Il loro abuso rischia di danneggiare la fertilità del suolo bloccando elementi essenziali come calcio e magnesio, inibendo l’attività di organismi naturali che fissano l’azoto dell’aria e rendono disponibili i fosfati per le piante. 

< precedente |seguente>