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Inchiostri distruttivi

Gli inchiostri usati dagli scrittori di manoscritti per centinaia di anni
hanno contribuito a distruggere capolavori d’arte. Gli inchiostri
considerati, a base di una soluzione di acido gallico, derivato dalle
querce, e di solfato ferroso, sono stati la causa ad esempio della
distruzione del manoscritto di Bach “Book of Koll” e di disegni di
Leonardo da Vinci. Si sta ora sviluppando una particolare tecnica
per recuperare questi preziosi manufatti storici.
Gli inchiostri sono acidi e il processo ossidativo del metallo distrugge
la superficie su cui sono scritti. Mediante l’emissione di protoni
si è scoperto che in questi inchiostri vi è anche molto rame e
parecchi altri metalli, alcuni dei quali più corrosivi del ferro. È stato
preparato un opportuno antiossidante costituito da una soluzione
non polare di alogenuro alchilico in eptano e si è notato che la vita
del manoscritto aumenta di 10 volte.
È necessario provvedere in tempi brevi a questo enorme danno,
considerando che vi sono chilometri di scaffali con manoscritti che
si stanno lentamente distruggendo.


K. Sanderson, Chemistry World, ottobre 2005, 6.

 

 

Diretta dal prof. Ferruccio Trifirò, La Chimica e l'Industria offre al lettore numerose rubriche di grande interesse. Riprendiamo in questa sezione di Minerva le notizie scelte dal prof. Lamberto Malatesta, e pubblicate nella rubrica "Flash dalle Riviste".

 

 

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