I Prodotti Chimici e la Casa

Giuliana Sartori

I.T.S.A.S. “Pietro Scalcerle”- Padova

(Parte IV)

Indice della documentazione sui prodotti chimici e la casa

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3 – INFORMAZIONI DI BASE SUL PERICOLO PER L’UOMO

3. 1 – Detergenti, candeggianti, prodotti acidi o basici

DETERGENTI

Tensioattivi anionici : i tensioattivi anionici possono entrare a contatto per inalazione delle polveri, per contatto o per ingestione.  Provocano o rinforzano le allergie, attaccano la parte grassa e protettiva della pelle, tolgono lo strato di grasso e la corrodono, producendo dermatiti.  Per ingestione provocano vomito, nausea, diarrea, dolori allo stomaco e all’addome.  Risulta pericolosa l’ingestione di dosi superiori a 1 g per kg di peso corporeo, per i tensioattivi anionici, mentre i non ionici sono meno tossici.  I saponi invece sono considerati non tossici, anche se anch’essi hanno effetto irritante sulle mucose digestive.  E’ da tenere presente anche il rischio di inalazione della schiuma nei polmoni, con possibilità di soffocamento. In particolare i detersivi per lavastoviglie hanno una tossicità molto maggiore di quella dei detersivi a mano, anche per la forte alcalinità.  Se viene ingerita anche una piccola quantità di prodotto possono aversi danni seri, come gravi lesioni emorragiche, mentre anche per contatto con la cute si possono avere lesioni gravi. 

Tensioattivi cationici: il più importante, il benzalconio cloruro, presenta un certo grado di tossicità.  Si ritiene che concentrazioni tra 0,1 e 0,5% siano in grado di dare irritazione delle mucose oculari, mentre a livello cutaneo sono irritanti concentrazioni di 10%.  A più gravi casi determina collasso, paralisi muscolari, alterazioni epatiche e renali. 

Enzimi: purtroppo anche questi non sono innocui.  Per la loro capacità di attaccare lo sporco di natura proteica, possono attaccare anche la pelle o penetrare nei polmoni.  Gli enzimi impediscono una rapida guarigione della pelle screpolata e possono creare allergie. 

Ammorbidenti: Oltre che alla presenza dei tensioattivi cationici, di cui si è già parlato, questi prodotti contengono anche alcol, in particolare alcol isopropilico (5%).  Questo alcol è più tossico dell’alcol etilico, ma la sua pericolosità si osserva per ingestione di almeno 200 ml in un bambino e 2 litri nell’adulto, cosa abbastanza improbabile.  Ha comunque un effetto irritante sulla mucosa dello stomaco e maggiore effetto depressivo sul SNC dell’alcol etilico. 

I detergenti per metalli, specie per l’argento, oltre a tensioattivi, contengono tiourea e acido cloridrico, che, togliendo lo strato di solfuro, asportano anche un sottile strato di metallo .  Queste creme sono tossiche.  La tiourea è valutata sospetta di cancerogeneità. 

Prodotti per pulizia forni: l’uso di questi prodotti provoca tosse ed infiammazione della pelle e delle mucose. 

Candeggianti 

Nel caso del perborato sodico, in caso di ingestione il boro viene rapidamente assorbito, e anche se non è ancora ben noto il meccanismo di azione, si sa che vengono colpiti l’apparato digerente, con vomito e diarrea, il SNC con cefalea, agitazione , il rene con nefropatia, la cute con lesioni ed eritemi.  Nel bambino la dose tossica dell’acido borico è di 0,2 g per kg di peso corporeo, quella letale di 0,4 g per kg. Ipoclorito di sodio :è irritante per contatto, la sua dose letale per ingestione è per un bambino di pochi ml.  Attualmente è ancora più pericoloso perché i prodotti commerciali in cui si trova contengono sostanze profumate, per togliere lo sgradevole odore.  Così manca un elemento utile di allarme, con maggiore rischio per contatto o inalazione accidentale. Al contatto dell’ipoclorito con sostanze acide si sviluppa gas cloro, che è uno dei più potenti tossici. Il cloro è una delle sostanze più pericolose per la facilità con cui distrugge il tessuto polmonare portando ad edema.  Il suo odore acuto può essere percepito anche a basse concentrazioni, con bruciore agli occhi, al naso.  Per maggiori concentrazioni si ha sensazione di soffocamento, secrezioni anche emorragiche, fino allo spasmo e alla morte per edema polmonare. E nelle case le sostanze acide sono molto frequenti.  Al contatto dell’ipoclorito con ammoniaca si può sviluppare clorammina, gas molto irritante, che in alte concentrazioni può portare dalla faringite alla polmonite chimica. 

Acidi e basi

Gli acidi provocano danni ai tessuti, denaturando localmente le proteine.  In seguito ad ingestione di acido si verifica un intenso danno corrosivo alla mucosa orale ed esofagea, ma il danno più significativo è al livello dello stomaco.  L’inalazione di acidi concentrati, come l’acido cloridrico, provoca irritazione alle vie respiratorie, riniti, corrosione dei denti, polmoniti ed alla fine edema polmonare. Le basi, o alcali, sono sostanze corrosive per la pelle perché reagiscono con lo strato lipidico distruggendo le sostanze idrofile dello strato corneo.  Ricordiamo che il pH della pelle è 5,5. Per ingestione di alcali il danno tissutale è invece una forma di ‘ necrosi liquescente’, che distrugge l’epitelio di superficie e l’intero strato della tunica con perforazione dell’esofago, che solitamente si verifica dopo 5-12 giorni dall’assunzione. Un discorso simile si può fare per l’ammoniaca, gas di odore pungente, molto solubile in acqua, le cui soluzioni diluite (5-6%) sono molto usate per detergere superfici, vetri e specchi.  L’inalazione di basse concentrazioni di ammoniaca provoca irritazione alle vie aeree ed agli occhi, con possibili lesioni alle cornee, e l’ingestione provoca ustioni ed emorragie del tratto gastrointestinale superiore. E’ stata ricordata già la tossicità dei detersivi per lavastoviglie, molto maggiore di quella dei detersivi a mano, proprio per la forte alcalinità.  Se viene ingerita anche una piccola quantità di prodotto possono aversi danni seri, come gravi lesioni emorragiche, mentre anche per contatto con la cute si possono avere lesioni gravi. 

3. 2 – Solventi, vernici, pigmenti

SOLVENTI

La pericolosità di questi prodotti è dovuta soprattutto alla loro alta volatilità, che provoca un’alta concentrazione di vapori nell’ambiente.  A ciò si aggiungono i danni provenienti anche da ingestione e da contatto. Si può osservare che le esposizioni agli inquinanti all’interno sono più elevate di quelle all’esterno. I soggetti più sensibili agli effetti degli inquinanti gassosi sono i bambini, in quanto le loro vie aeree hanno diametri minori rispetto a quelli dell’adulto, e ciò può dar luogo a ostruzione delle vie respiratorie.  Inoltre i bambini, avendo maggiore bisogno di ossigeno, respirano più rapidamente e perciò inalano più inquinanti. Tra questi, gli aromatici e i cloroidrocarburi sono i più pericolosi perché alcuni sono cancerogeni, anche se in basse concentrazioni. Alcune caratteristiche dei più importanti solventi:

Olio di trementina: è un solvente distillato da materie prime naturali, e in teoria abbastanza innocuo: durante la distillazione si può formare del toluene, che non sempre viene eliminato, perciò anche questo prodotto non si può considerare del tutto accettabile

Trementina sintetica: contiene benzina, toluene, xilene.  E’ cancerogeno, oltre ad avere i soliti effetti di irritazione, danni al SNC e ai polmoni. 

Petrolio: per inalazione provoca vomito, soffocamento.  Gli avvelenamenti acuti portano ad allucinazioni, distruzione dei tessuti del SNC e dei polmoni, coma. 

Alcoli: I vapori provocano emicrania, irritazione della cute, mucose, vie respiratorie.  Una prolungata inalazione provoca disturbi respiratori, inoltre l’alcol metilico porta ad avvelenamento, cecità, fino alla morte.  Al precedente paragrafo si è anche parlato dell’alcol isopropilico, usato negli ammorbidenti 

Glicoli : La loro pericolosità è legata anche al loro sapore dolciastro che può facilitare l’ingestione accidentale di quantità rilevanti , specie nel caso di bambini.  La tossicità dei glicoli si manifesta a livello del SNC, del fegato e dei reni.  Per il glicole etilenico si considera tossica una dose di 0,3 g per kg di peso corporeo, oltre la quale si può avere dose mortale, che significa, per una soluzione al 10%, l’ingestione da parte di un bambino di 10 kg una quantità di 100ml.  Sembra inoltre che tali sostanze provochino malformazione nell’embrione e disturbi sanguigni. 

Chetoni: eccitano le mucose , provocano emicrania e agiscono come narcotici, con effetti simili a quelli degli alcoli.  Il contatto di acetone con gli occhi può portare a lesioni della cornea.  Se ingerito , porta a gravi danni epatici e renali. 

Idrocarburi aromatici: tra essi citiamo il benzene, il toluene, lo xilene.  L’esposizione prolungata ad essi, anche a bassi livelli, provoca disturbi a livello del SNC, con euforia, vertigini, cefalea, nausea, mentre concentrazioni più alte provocano alterazioni nel midollo osseo.  Per contatto cutaneo provocano irritazioni e dermatiti.  Il benzene è anche sicuramente cancerogeno .  Tra soggetti esposti a benzene è stato confermato un incremento dei casi di leucemia.  Per questo è stato proibito nelle formulazioni di prodotti solventi, se non come impurezza. 

Idrocarburi clorurati: danneggiano il SNC.  Tra essi citiamo:

            Cloroformio: è un fluido molto volatile, di effetto narcotizzante, a dosi elevate provoca paralisi cerebrale, respiratoria e cardiaca; è anche cancerogeno e danneggia fegato e reni.  Anche per contatto provoca infiammazione della cute.  Nelle acque di scarico è fortemente inquinante per l’ambiente. 

            Tetracloroetilene e tricloroetilene (trielina): sono riconosciuti come cancerogeni, sono narcotici e dannosi al fegato e reni. 

            Tetraclorometano (tetracloruro di carbonio): è un potente veleno per il SNC, ha azione sulla cute per contatto, provocando eczemi e dermatiti, ha azione cancerogena e si accumula nell’ambiente. 

I più pericolosi sono i solventi classificati come VOC ( volatile organic compounds) dall’OMS, anche perché non è possibile individuare un unico colpevole, essendo l’uso di questi composti indiscriminato ( se ne sono rilevati fino a 300 VOC differenti, in un unico ambiente): così gli effetti si fanno sentire anche se ogni componente è in concentrazione bassa.  C’è anche da osservare che l’organismo si adatta al prolungarsi dell’esposizione, per un meccanismo per il quale cerca di annullare le situazioni sgradevoli.  Questo pone l’organismo in una situazione di stress ambientale che porta all’insorgenza della cefalea. L’esposizione a vari solventi provoca irritazione agli occhi, naso e gola, emicrania, nausea, vertigini.  Essendo lipofili, interagiscono con la struttura del SNC e periferico con effetto depressivo, provocando lesioni a volte irreversibili.  La sintomatologia è a due fasi: prima si ha ebbrezza, poi una fase di depressione, con sonnolenza, narcosi, fino al coma.  A livello epatico si hanno alterazioni causate sia dalla loro tossicità, sia dalla a volte maggiore tossicità dei composti che si formano durante il metabolismo.  A livello cardiaco si hanno effetti di aritmie cardiache.  Sono stati definiti dei livelli di esposizione cui correlare l’insorgenza di sintomi (Mohlave):sotto il limite inferiore non ci si aspetta alcun effetto. sopra il limite superiore c’è qualche effetto . tra questi due valori sta il ‘range multifattoriale di esposizione’, nel quale gli effetti possono evidenziarsi a seconda dell’interazione con altri fattori ambientali. Casi di ingestione: la dose tossica della trielina è di 0,2 ml/kg di peso corporeo, quella mortale di 3-5 ml per kg, che corrisponde all’ingestione di 30 ml per un bambino di 10kg. Sembra inoltre che tali sostanze costituiscano la principale causa della cosiddetta ‘sindrome del Palazzo Malato’, Sick Building Syndrome descritta dall’OMS, con secchezza alle mucose, eritema e arrossamento di cute e occhi, raucedine ed asma, nausea e vertigini, irritabilità, facilità ad infezioni alle vie respiratorie. 

Idrocarburi fluorurati : usati nel trattamento pelli: la loro inalazione provoca tosse e nausea. 

VERNICI: essendo composte in gran parte di solventi, la loro tossicità è strettamente legata alla tossicità di questi ultimi.  Influiscono negativamente sull’organismo, sul SNC e l’apparato respiratorio. Ricordiamo anche il pentaclorofenolo (PCP), usato per la protezione del legno da funghi parassiti.  Può causare cirrosi epatica, atrofia del midollo osseo e disturbi al SNC.  In alcuni paesi è proibito, ma in altri è anche negli imballaggi per alimenti. 

PIGMENTI : i più pericolosi sono il piombo ed il cromo usati in genere come ossidi.  Il piombo si accumula nelle ossa e nei denti, provocando danni alla composizione sanguigna e al sistema immunitario.  Il cromo è cancerogeno, e le polveri sono pericolose per i polmoni, se inalate.  Anche il biossido di titanio è molto usato come pigmento bianco: è sospetto cancerogeno. 

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