sviluppo compatibile della chimica italiana . Esse hanno sottolineato l'opportunità che tale strada continui ad essere perseguita . È stato in particolare auspicato un maggiore coordinamento in materia tra Ministero delle attività produttive e Ministero dell'ambiente . Per qua nto concerne i rapporti tra normativa nazionale e normativa comunitaria in materia, il Ministro ha osservato l'opportunità di seguire l'attuazione del Libro bianco della Commissione sulle sostanze chimiche, considerando che esso si inserisce nel più ampiocontesto delle politiche comunitarie per uno sviluppo sostenibile . Federchimica ha dal canto suo paventato, facendo riferimento al maggiore impegno normativo a livello comunitario e dei singoli Stati sulla materia, il pericolo di dumping ambientale derivante dalle normative meno vincolanti presenti in altre aree del mondo .   Nella nota FULC, depositata in Commissione nel corso dell'audizione delle rappresentanze sindacali, si propone, in particolare, che il rispetto rigoroso delle normative nazionali e comunitarie in tema di sostenibilità ambientale non comporti procedure complesse e tortuose nonché conflitti di competenza tra enti pubblici di difficile soluzione ed incidenti proprio sugli interventi finalizzati alla riduzione dell'impatto ambientale . Si propone che la normativa in materia sia sempre più ispirata a criteri di semplicità, trasparenza e responsabilità e si auspica un impegno coerente sugli accordi di programma conclusi in materia .   È stata inoltre avanzata l'opportunità, da parte del rappresentante FILCEA CGIL, alla luce delle vicende di Gela e Porto Marghera, di una iniziativa legislativa che affronti il nodo della depenalizzazione dei reati sul fronte delle politiche ambientali .   A livello delle rappresentanze sindacali è stato infine proposto, da parte del segretario   Pag . 118 nazionale UILCEM, di avviare una riflessione circa l'eventuale introduzione di misure comportanti maggiori oneri a carico delle imprese che, per motivi di ristrutturazione del mercato, prendano decisioni sulla cessazione degli impianti, e che, in tal modo, determinino gravi disagi sul territorio .   4 . La fase di trasformazione dell'industria chimica italiana . La vicenda dell'Enichem .   Alla Commissione è stata rappresentata la fase di trasformazione che l'industria chimica italiana sta attraversando da più di un decennio a questa parte . Protagoniste di tale fase sono le tre maggiori imprese chimiche italiane, che hanno proceduto ad un progressivo disimpegno nel settore . In particolare, il Gruppo SNIA e il Gruppo Montedison hanno effettuato sin dagli anni '90 delle scelte strategiche aziendali dirette alla specializzazione, rispettivamente, nel biomedicale e nell'energia . L'Enichem ha invece avviato un deciso ridimensionamento delle sue attività chimiche, con l'obiettivo del risanamento economico e finanziario, ed il Ministro per le attività produttive ha definito come quasi imminente il completamento di tale processo di abbandono della chimica .   È stato inoltre messa in rilievo la presenza in Italia di imprese estere, che, secondo i dati ministeriali, è aumentata nell'ultimo quinquennio del 30% in termini di produzione . I dati forniti da Federchimica nel documento depositato in commissione nel corso dell'audizione, parlano del 40% di produzione chimica in Italia ormai realizzata da impianti di imprese estere . Secondo questa fonte, la presenza delle imprese estere è cresciuta non solo grazie alle acquisizioni, ma anche a seguito di un crescente orientamento all'estero delle produzioni realizzate in Italia .   Sono stati altresì llustrati alla Commissione alcuni dati del settore a livello internazionale . Il Ministro Marzano ha affermato che, nel 1992, tra le prime 10 multinazionali della chimica, 8 erano di base, 2 di chimica fine e della salute . Nel 1999, il rapporto era di 5 a 5 .   In particolare, le imprese mondiali, nel corso dell'ultimo decennio, hanno complessivamente seguito una strategia di separazione della chimica di base dalla chimica fine e della salute, di sviluppo nei due settori da ultimo citati, di concentrazione delle strutture della chimica di base (alleanze e operazioni azionarie), e di uscita dalla stessa chimica di base .   Secondo i dati forniti da Federchimica, l'industria chimica in tutto il mondo sta vivendo una fase di forti cambiamenti per rispondere ai mutamenti in atto nella domanda e per continuare ad avere un ruolo dinamico .   Sul tema delle strategie industriali possibili alla luce dei nuovi scenari internazionali, ha svolto alcune considerazioni il Presidente dell'ENI . A suo avviso, la nuova svolta epocale è rappresentata dall'ingresso nelle prime produzioni dei paesi produttori di materie prime (petrolio e soprattutto gas), che determina un fortissimo incremento della scala degli impianti e costi molto più bassi . Di fronte a tale fenomeno vi sarebbero tre tipi di

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