Il settore chimico viene concordemente configurato come il fattore dal quale dipende la capacità di altri settori produttivi nazionali (il cosiddetto »made in Italy» e i distretti industriali) di competere sul mercato globale .   Nel corso delle audizioni è stato più volte richiamato il deficit della bilancia commerciale chimica italiana, essenzialmente determinato dalla chimica di base . Secondo il documento depositato dal Ministro Marzano in commissione nel corso della sua audizione, nel corso del 2000, il saldo commerciale complessivo del settore chimico ha presentato un deficit di 9 . 523 mln di euro, di cui 8 . 273 (l'87 %) nella chimica di base . Secondo Federchimica, il deficit commerciale nel 2000 si è attestato su 8 miliardi di euro; il tasso di copertura dell'export sull'import (o il saldo normalizzato) è in significativo miglioramento e, tra i settori industriali, quello chimico è quello che ha registrato la maggiore crescita tra il 1997 - 2000, e dunque, nonostante i vincoli imposti dal cambio fisso, non ha visto erodere le sue quote di mercato nel commercio internazionale dei Paesi europei .   In tale situazione, permane comunque un export molto elevato dato dalla chimica delle specialità e delle formulazioni . Secondo i dati forniti dal Ministro Marzano, i settori con un saldo commerciale positivo sono la farmaceutica, i saponi e i detergenti .   3 . Chimica e ambiente .   La problematica delle compatibilità ambientali è stata ripetutamente affrontata dai soggetti sentiti nel corso delle audizioni . Il Ministro delle attività produttive, dopo aver richiamato l'importanza dei problemi legati alle lavorazioni inquinanti, ha osservato come, ad oggi, vi sia un maggiore consapevolezza riguardo alla necessità di «fare impresa» nel rispetto dell'ambiente . Il Ministro ha in particolare evidenziato l'affermarsi tra le imprese di una certa sensibilità ambientale, dimostrata dalle opere di ristrutturazione sistematica degli impianti, di innovazione dei processi produttivi, di adozione di tecnologie pulite e di prevenzione . Ha altresì segnalato l'innovazione e la ricerca quale strada da seguire per coniugare chimica, ambiente e competitività delle imprese, anche facendo uno specifico riferimento al bisogno di sviluppo delle innovazioni in house delle PMI del settore . Il Ministro ha altresì garantito l'impegno del suo dicastero, attraverso l'Osservatorio per il settore chimico, di supporto alle PMI del comparto, con prestazioni di assistenza tecnica e consulenza alle imprese, anche al fine di promuovere l'adesione volontaria da parte delle stesse alla certificazione ambientale e di favorire la realizzazione di progetti di innovazione e ricerca . Il Ministro ha infine segnalato che è in fase di realizzazione un progetto finalizzato alla creazione di una rete tra centri di ricerca pubblica, privata e universitaria, che permetta tra l'altro alle imprese di individuare Pag . 117 l'interlocutore cui rivolgersi per la soluzione di diversi problemi .   Anche Federchimica ha evidenziato, nel paper depositato nel corso dell'audizione, il ruolo svolto dalla prevenzione ambientale nello sviluppo dell'industria chimica negli ultimi anni, sia in termini d i impegno organizzativo che economico . A tal proposito sono stati forniti dei dati: gli investimenti e spese ambientali nel settore chimico sono ammontati nel 2000 a 800 milioni di euro, pari all'1 . 6 % del fatturato dell'industria chimica italiana . Da parte delle imprese è cresciuta l'adozione di sistemi di gestione ambientale avanzati e sempre più spesso certificati, EMAS e, in particolare, ISO 14001, l'impegno nella ricerca (cosiddetta green chemistry ) per processi e prodotti puliti e lo sviluppo di politiche di marketing a fronte di una crescente domanda di prodotti environmentally friendly . Federchimica ha altresì fornito taluni dati del Rapporto «Responsible Care 2000» . Il rapporto suddetto viene redatto annualmente nell'ambito del progetto internaziona le « responsible care » avviatosi in Canada ed estesosi nella maggior parte dei paesi industrializzati al fine di avere un'attività imprenditoriale responsabile nei confronti dell'ambiente e dell'uomo . Da tale rapporto emerge una sensibile riduzione delle emissioni e dei forti miglioramenti nella sicurezza .   Altro problema evidenziato da Federchimica è quello relativo alle bonifiche dei siti . A tale proposito, è stata sottolineata la necessità di passare da un approccio tabellare (che considera sullo stesso piano i distributori di benzina con i grandi siti chimici o petrolchimici) al più flessibile strumento della valutazione di rischio, operando una distinzione tra le contaminazioni verificatesi prima dell'entrata in vigore della legge sulle bonifiche da quelle successive, effettuando un trattamento differenziato tra siti dismessi e quelli in cui è ancora in essere la produzione, attivando la messa in sicurezza con piani di monitoraggio a lungo termine e valorizzando gli accordi volontari a livello di imprese ed aree industriali .   Le rappresentanze sindacali hanno messo in evidenza il loro ruolo nella contrattazione e nella definizione di importanti accordi per investimenti ed innovazione con l'obiettivo della salvaguardia ambientale e dello

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