ALLEGATO   Indagine conoscitiva sull'industria chimica in Italia Documento conclusivo approvato dalla Commissione   1 . Contenuto e finalità dell'indagine conoscitiva .   L'indagine conoscitiva sull'Industria chimica in Italia è stata deliberata dalla Commissione Attività produttive della Camera il 15 gennaio 2002 e ha preso avvio il 13 febbraio 2002 . Obiettivo dell'indagine, da svolgersi in tempi brevi ed attraverso un numero contenuto di audizioni, era l'approfondimento delle condizioni di difficoltà in cui versa la chimica italiana al fine di individuare le condizioni per una ripresa del settore e le iniziative che in tale ambito potevano essere assunte dal Governo e dal Parlamento . A tal fine si riteneva necessario evidenziare i fattori che influenzano il grado di competitività dell'industria chimica e verificare l'idoneità del comparto a svolgere una funzione di stimolo dell'innovazione e della ricerca nonché ad attrarre nuovi investimenti esteri .   Nel corso dell'indagine sono state affrontate le principalitematiche attinenti alla situazione ed alle prospettive del settore industriale chimico italiano . La Commissione ha proceduto alle seguenti audizioni:   il 13 febbraio 2002, audizione di rappresentanti di Federchimica, nella persona di Giorgio SQUINZI, presidente Federchimica , Narciso SALVO, direttore centrale rapporti istituzionali Federchimica, Claudio BENEDETTI, direttore generale Federchimica e Vittorio MAGLIA, direttore centrale studi ed analisi economiche Federchimica;   il 21 febbraio 2002, audizione di rappresentanti delle associazioni sindacali CGIL, CISL, UILCEM e UGL, Eduardo GUARINO, segretario generale Filcea CGIL nazionale , Alfredo BELLI, funzionario UIL, Augusto PASCUCCI, segretario nazionale UILCEM, Marco FABRIZIO, dirigente nazionale UGL e Maurizio CRISANTI, rappresentante FEMCA - CISL ;   l'8 marzo 2002, audizione del Ministro delle Attività produttive, Antonio MARZANO; l'11 marzo 2002, audizione di Gian Maria GROS - PIETRO, Presidente di ENI Spa e Vittorio MINCATO, Amministratore delegato di ENI Spa .   2 . L'industria chimica e gli altri settori produttivi nazionali .   La chimica italiana conta, secondo le stime fornite dal Ministro delle attività produttive e da Federchimica, circa 190 mila addetti diretti (cifra che deve essere più che raddoppiata se si considerano anche i lavoratori indiretti), con un fatturato che nel 2000 è risultato pari a 54 miliardi di euro . I soggetti sentiti dalla Commissione hanno messo in rilievo il ruolo svolto nel settore chimico dalle piccole e medie imprese . Un'alta percentuale della produzione chimica italiana proviene, oggi, dalle piccole e medie aziende con focus specialistici in vari settori e un export molto elevato .   In particolare, secondo quanto risulta dai dati forniti dal Ministro Marzano, in Italia il numero di PMI (20 - 199 addetti) presenti nella chimica è molto elevato e contribuisce all'occupazione del settore con una quota pari a ben il 32% . Il peso delle PMI chimiche è aumentato negli ultimi 20 anni in termini di numero di Pag . 116 imprese, passando dal 50% nel 1980 all'84% nel 2000 . La percentuale di imprese innovative nelle PMI chimiche è pari a più del doppio della percentuale relativa all'industria nel suo complesso . Inoltre, facendo un raffronto per classi dimensionali tra imprese esportatrici, chimiche e non, si trova che le piccole chimiche sono più esportatrici delle piccole manifatturiere non chimiche . Secondo i dati forniti da Federchimica, per quanto riguarda l'Italia, le PMI sono diventate gli attori principali del settore, determinando più del 50% della produzione e dell'occupazione della chimica italiana . Il ruolo delle PMI nel settore chimico è stato anche evidenziato nella nota FULC depositata presso la commissione attività produttive dai rappresentanti delle associazioni sindacali .   Le altre due componenti di rilievo del comparto sono le grandi industrie petrolchimiche, peraltro in via di forte ridimensionamento, e le multinazionali con produzioni in Italia . Secondo dati dell'Osservatorio per il settore chimico costituito presso il Ministero delle attività produttive, l'apporto di tali componenti alla produzione chimica nazionale è pari rispettivamente al 16 ed al 32 per cento .

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