giante:

 i consumi ristagnano e la concorrenza dei Paesi con costi di produzione inferiori è sem - pre più pressante . Federceramica aveva individuato con il Governo e con i sindacati, ormai quattro anni or sono, una serie di iniziative di sostegno al settore che sono rimaste praticamente inattuate: interventi sul costo del lavoro, consorzi per l’acquisto di energia, age - volazioni fiscali, misure anti - dumping e recipro - cità di dazi con i Paesi concorrenti, un programma straordinario di promozione del made in Italy, isti - tuzione del marchio di qualità della ceramica . La Cina è uno dei principali esportatori di pro - dotti ceramici nei Paesi dell’Unione Europea, senza dubbio il primo dal punto di vista dei volumi . Ma la Cina rimane per molti aspetti ancora un sistema di economia pianificata: la presenza del governo permea molti settori del - l’economia alterando la libera concorrenza . Nel 1994, per limitare gli effetti negativi di questo fatto, la Comunità europea ha fissato dei con - tingenti quantitativi per alcune categorie di pro - dotti “sensibili”, tra i quali la stoviglieria in cera - mica e porcellana, originari della Cina . A seguito dell’adesione della Cina all’Organizzazione Mon - diale del Commercio (WTO), il gennaio 2005 tali contingenti saranno aboliti . Analogamente a quello che ci si appresta a fare per il settore tessile, dal momento che la situazione di chiu - sura al mercato dell’economia cinese non è sostanzialmente cambiata, è necessario attivare i meccanismi di salvaguardia delle produzioni europee previsti dal Regolamento 2003/427 . Come se non bastasse, il mercato cinese è pro - tetto da un dazio sulle importazioni del 45% . Le importazioni a basso costo dalla Cina sono aumentate in maniera massiccia (+54% nel 2003 nella stoviglieria in porcellana), erodendo ulte - riori quote di mercato ai produttori italiani ed europei e determinando un eccesso di capacità produttiva che potrebbe avere, se confermato, gravi conseguenze sul piano occupazionale . Ricordiamo che si sono già persi molti posti di lavoro nell’industria della stoviglieria e il numero degli addetti è calato in Italia, negli ultimi sei anni, dell’11% (2000 posti di lavoro in meno) . Il 2003 è stato l’anno del doppio sbilancio: le importazioni in volume hanno superato le espor - tazioni e i consumi hanno superato la produ - zione . Le importazioni di porcellana e ceramica per uso domestico e ornamentale dalla Cina negli ultimi 10 anni sono quadruplicate in volume (da 14 a 53mila tonnellate) e più che raddoppiate in valore (da 30 a 70 milioni di euro) . La quota di import cinese è passata dal 24 al 47% del totale (dal 13 al 30% in valore) . Il prezzo medio delle importazioni dalla Cina è crollato del 65%: da 2,04 euro per kg nel 1993 a 1,32 euro per kg nel 2003 . Il secondo, doloroso aspetto del problema cinese è rappresentato dalle contraffazioni . La contraf - fazione da parte dei produttori cinesi ha conse - guenze disastrose per i produttori italiani ed euro - pei in quanto i prodotti cinesi assomigliano a un “catalogo aggiornato” della produzione europea . I distributori europei e i consumatori finali sono responsabili di gran parte di queste contraffazioni . Infatti, i produttori cinesi vengono in molti casi spinti a copiare da clienti “occidentali”, che con - tribuiscono in questo modo a distruggere il loro (e nostro) tessuto economico e produttivo . Ana - logamente a quanto è stato realizzato per il set - tore del mobile, è necessario stipulare un accordo con l’Agenzia delle dogane per prevenire e con - trastare i traffici di prodotti contraffatti . In tale contesto, si segnalano come rilevanti sul piano normativo il Regolamento 2003/1383 sul ruolo delle dogane a tutela della proprietà industriale, il Regolamento 2002/6 sul deposito dei disegni e dei modelli comunitari e la Direttiva adottata alla fine di aprile 2004 sul rispetto dei diritti di pro - prietà intellettuale . Abrasivi Nel mercato degli abrasivi tradizionali (abrasivi rigidi e abrasivi flessibili, con esclusione dei Supe - rabrasivi) operano in Italia 65 imprese, per la mag - gior parte PMI, con 1900 addetti . Il valore della produzione è stato pari a circa 253 milioni di euro nel 2003; esportazioni e importazioni pratica - mente si equivalgono (132 e 135 milioni di euro), anche a seguito dell’aumento delle operazioni intercompany da parte delle imprese multinazio - nali operanti nel settore verificatosi in questi anni . I consumi italiani di prodotti abrasivi nel 2003 sono stati pertanto superiori a 256 milioni di euro . Questo dato rappresenta un incremento, a valori correnti, del 55% rispetto al 1993 e di oltre il 21% in termini reali . In termini reali, cioè al netto dell’inflazione inter - venuta nel decennio 1993 - 2003 (+28 . 3%), l’in - cremento più significativo è stato realizzato dagli 108 La chimica e i suoi settori Seconda Parte

              

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