riti

 a tali classi, ancora distinte per una classifi - cazione italiana differente dal dettato europeo, possono essere sommati per la loro assoluta equi - valenza sotto il profilo tecnico scientifico, si può affermare che la quota di farmaci accessibili senza obbligo di prescrizione rappresenta oggi l’11 . 2% in valore e il 20 . 1% in unità sul mercato farma - ceutico totale . I farmaci di automedicazione sono indicati nel trattamento sintomatico dei disturbi lievi, come si evince dalla divisione nelle principali catego - rie terapeutiche riportate di seguito con le quote percentuali sulle vendite nel 2003 (fonte IMS HEALTH): - Tosse, raffreddore/apparato respiratorio 23 . 9%; - Apparato digerente/intestino 22 . 2%; - Analgesici 17 . 4%; - Vitamine 9 . 8%; - Dermatologici 8 . 8%; - Oftalmici 5 . 3%; - Igiene orale 3 . 9%; - Altri 8 . 7% . La situazione normativa La Legge 24 novembre 2003, n . 326 (Istituzione dell’Agenzia Nazionale del Farmaco) ha rappre - sentato il provvedimento più importante del 2003 per il comparto farmaceutico . Con essa, è stata costituita formalmente l’Autorità che d’ora in poi rappresenterà l’organismo di riferimento in mate - ria farmaceutica; rimangono tuttavia ancora da emanare i relativi decreti di attuazione . Paralle - lamente, questa legge ha ridefinito il tetto di spesa per la farmaceutica e i meccanismi di ripiano del - l’eventuale sfondamento (di cui una quota signi - ficativa è posta a carico dell’industria) . È stato inoltre previsto un prelievo sulle attività promo - zionali dei farmaci per il finanziamento di atti - vità portate avanti dall’Agenzia . Con la Finanziaria 2004 sono state introdotte alcune modifiche alle procedure autorizzative dei farmaci ed è stato chiarito che il prelievo di cui alla Legge 326/2003 si riferisce solo alla spese promozionali rivolte a medici, operatori sanitari e farmacisti . Il 2003 è stato quindi un anno di forti cambiamenti per il settore farmaceutico, a riprova di un processo di continuo mutamento delle regole di riferimento che, da un lato, segna il susseguirsi di provvedi - menti di contenimento e razionalizzazione e, dal - l’altro, impedisce alle imprese i corretti margini di previdibilità e programmazione di scenario . L’andamento congiunturale In Italia, il mercato dei farmaci di automedica - zione non ha ancora raggiunto quei livelli di svi - luppo che caratterizzano tali farmaci nei princi - pali Paesi europei . Ciò è dovuto, da un lato alla situazione normativa che caratterizza il comparto e, dall’altro a uno sviluppo di mercati paralleli all’automedicazione, quelli cioè degli integratori alimentari e vitaminici e dei prodotti omeopatici . In particolare, l’analisi dei dati di chiusura del 2003 evidenzia un parziale recupero delle quote di mercato erose negli ultimi cinque anni, che tut - tavia non riporta il volume delle vendite nem - meno al livello del 1999 . Il settore dei medici - nali di automedicazione, a partire dal 1999, ha infatti sofferto una flessione nelle vendite dovuta a una contrazione generale di quasi tutte le cate - gorie terapeutiche . Il trend del mercato in termini di valori è legato essenzialmente all’immissione in commercio di nuovi prodotti innovativi (+3% circa) e a un recu - pero delle vendite (+3 . 6%) . Considerando l’anda - mento del mercato a parità di condizioni rispetto al 2002 (vecchie confezioni e stesso numero di confezioni vendute), l’incremento di fatturato diventa pari al 3 . 7% circa . Se si considera il trend trimestrale nell’arco del - l’anno, si osserva come in realtà i risultati con - seguiti siano derivati dalle vendite dei primi nove mesi, mentre a partire dal secondo semestre, in particolare nell’ultimo trimestre, si sia assistito a una nuova inversione di tendenza . L’andamento delle vendite nel 2003 è infatti legato essenzial - mente alle patologie stagionali, come dimostra il fatto che i farmaci, che maggiormente hanno contribuito alla crescita nella prima parte del - l’anno, sono stati quelli stagionali contro le malat - tie da raffreddamento (il cui andamento risente delle patologie influenzali che hanno caratteriz - zato i primi mesi dell’anno) e dai vitaminici (per il caldo che ha contraddistinto la passata estate) . Nonostante il lieve recupero del 2003, il mer - cato italiano rimane fortemente penalizzato dalle politiche del settore e dalla scarsa disponibilità di principi attivi rispetto agli altri Paesi europei che non consente alle imprese di ampliare e innovare l’offerta terapeutica . Per sviluppare il settore sarebbe infatti indispensabile intervenire favo - rendo il passaggio dei farmaci dallo status di obbligo di prescrizione a quello di automedica - zione (il cosiddetto switch) per migliorare la qua - lità dell’offerta terapeutica a disposizione dei cit - 100 La chimica e i suoi settori Seconda Parte

              

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