avevano

 caratterizzato le ultime rilevazioni con - giunturali . Il permanere di una fase di stasi in pre - senza dell’intensificarsi della competitività inter - nazionale, a opera soprattutto dell’area del Far East, ha allontanato le aspettative di ripresa del com - parto . L’inversione del ciclo congiunturale negli Usa, che a priori avrebbe dovuto tonificare l’economia europea, non è sembrato questa volta incidere più di tanto, almeno per quanto riguarda le prospettive del 2004 . Sono soprattutto i settori più tradizio - nali del made in Italy a risentire di questa situa - zione . La forza dell’euro rende difficile per i pro - duttori italiani competere con quei Paesi che hanno la valuta in linea con le oscillazioni del dollaro . La rapidità con la quale lo scenario competitivo inter - nazionale tende a modificarsi induce le aziende ad attuare misure di difesa orientate sia a prose - guire le iniziative di delocalizzazione delle attività produttive più tradizionali nei Paesi dell’Est Europa, sia ad attuare politiche di riorganizzazione che con - sentano la riduzioni dei costi . Principi attivi e intermedi di chimica fine e farmaceutica I produttori italiani di intermedi e principi attivi farmaceutici hanno chiuso il 2003 con un fattu - rato in flessione rispetto all’anno precedente . In molti casi, le imprese, pur di mantenere le loro quote di mercato in termini di quantità, hanno diminuito i prezzi . Conseguentemente, nel 2003 si è osservata una crescita in volume dell’1% rispetto all’anno precedente . Per il 2004, si pre - vede una crescita in volume del 3%, accompa - gnata però da prezzi ancora cedenti . Il risultato del 2003 va imputato sia alla debo - lezza del dollaro sia, soprattutto, all’intensificarsi della concorrenza proveniente dall’Estremo oriente, in particolare da India e Cina . Infatti, mentre le oscillazioni valutarie sono un fattore congiun - turale, che però incide significativamente su un settore che esporta in modo rilevante nell’area del dollaro, i fattori che avvantaggiano in maniera anomala la concorrenza asiatica stanno assu - mendo sempre più caratteristiche strutturali . Per evitare che ciò avvenga è necessario armonizzare a livello internazionale gli aspetti relativi alle norme regolatorie e alle legislazioni brevettuali . A risentire in modo evidente della concorrenza del Far East sono i principi attivi per farmaci gene - rici, la principale attività delle aziende del settore . Da un lato, i produttori italiani non possono aggiornare la loro offerta a causa degli anomali vincoli brevettuali sui prodotti in scadenza . Dal - l’altro, su quelli che è consentito loro produrre, devono confrontarsi con le drastiche riduzioni di prezzo dei prodotti indiani e cinesi . Sono i minori investimenti per la qualità, la protezione del - l’ambiente, il costo del lavoro e le anomale sov - venzioni statali che consentono ai produttori asia - tici di praticare prezzi di fatto insostenibili per i produttori italiani . Un’altra area di attività delle aziende del settore è la custom synthesis . Tale attività, nel corso del 2003, ha manifestato un deciso calo . Infatti, i pro - cessi riorganizzativi del settore farmaceutico, attra - verso fusioni e acquisizioni, hanno liberato capa - cità per le produzioni chimiche, non rendendo necessario, in molti casi, affidare incarichi di custom synthesis all’esterno . Un’altra motivazione per la flessione della custom synthesis risiede nel fatto che, negli ultimi anni, si è ridotto il numero di nuove molecole farmaceutiche scoperte dagli “originator” . Con riferimento agli APIs (Active Pharmaceutical Ingredients), l’andamento economico delle imprese continua a essere determinato dall’export, che rappresenta circa l’85% del fatturato, anche per - ché in Italia il farmaco generico ha livelli di pene - trazione ancora bassi . In proposito, Aschimfarma segue con particolare attenzione le norme attua - tive della costituenda Agenzia Nazionale del Far - maco con l’auspicio che, in futuro, sia possibile rivolgersi a un interlocutore unico per tutte le pro - blematiche attinenti le materie prime farmaceu - tiche . Aschimfarma, alla quale aderiscono oltre 50 imprese, rappresenta circa il 60% del mercato ita - liano del bulk farmaceutico in termini di fattu - rato e oltre il 55% dello stesso in termini di addetti . L’esportazione del settore, che si attesta intorno all’85%, è indirizzata principalmente verso i mer - cati più qualificati, quali Nord America, Europa e Giappone . L’impegno di Aschimfarma sullo scenario inter - nazionale è evidenziato dalla partecipazione attiva al “Progetto Internazionalizzazione”, avviato da Federchimica con l’Istituto per il Commercio Estero, che consente a molte imprese associate di partecipare con successo a fiere e mostre specia - 79

              

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