Una

 nuova Politica industriale in un’Europa allargata La centralità dell’Industria nei processi di crescita dell’Europa e il ruolo fondamentale della compe - titività industriale all’interno delle politiche per lo sviluppo sostenibile sono i due concetti alla base degli interventi della Commissione europea che negli ultimi due anni hanno cercato di rispondere all’esigenza di rilancio della competitività europea . Per la sua sensibilità ai temi della competitività e dello sviluppo sostenibile questi interventi della Commissione, cui hanno fatto seguito analoghi atti del Parlamento Europeo e del Consiglio dei Ministri, sono di grande importanza per l’indu - stria chimica . La Commissione europea ha adottato recentemente una Comunicazione “Accompagnare le mutazioni strutturali: una politica industriale per un’Europa allargata” . Tale Comunicazione fa seguito alla pre - cedente Comunicazione, presentata dalla Com - missione europea, anche agli stakeholder in una Conferenza riguardante la politica industriale in vista dell’allargamento . La Commissione analizza e descrive il processo in atto in ambito industriale dagli anni ’50 che viene definito “processo di riallocazione delle risorse” piuttosto che “deindustrializzazione” . Uno dei motori principali di questo processo, secondo la Commissione, è stata la crescita superiore della produttività dell’industria rispetto a quella dei ser - vizi . Nel caso della chimica, afferma la Commis - sione, si sono, ad esempio, registrate perdite del numero degli addetti ma il valore aggiunto e la produttività del lavoro sono fortemente aumen - tati . La riallocazione delle risorse, secondo l’Ese - cutivo, va quindi incentivata e stimolata e non va di certo considerata come una minaccia per la competitività delle imprese europee . La Commissione cerca di analizzare quali sono le basi della supposta deindustrializzazione che, da più parti e a più riprese, viene ribadita . Nella Comunicazione, si afferma che sarà importante per l’Unione prestare attenzione alla “fragilizza - zione” della competitività internazionale soprat - tutto in settori quali la chimica e le costruzioni meccaniche, nonostante, da dati relativi a questi comparti, appare chiaro come la competitività in Europa continua ad essere ancora molto ele - vata in relazione agli USA, alla Cina e all’India . Viene poi preso in esame il fenomeno della delo - calizzazione in aree come quella cinese, ad esem - pio, anche dei settori ad alta tecnologia e della ricerca . Tuttavia, afferma la Commissione, tale delocalizzazione, difficile da quantificare, si inse - risce in un vasto movimento di investimenti all’e - stero di cui l’Unione, tuttavia, è la maggiore attrice e beneficiaria . In un capitolo a parte, la Commissione analizza le opportunità dell’allargamento, oramai avve - nuto, per le imprese comunitarie . Vengono presi in esame i minori costi del lavoro e la maggiore flessibilità nei Paesi aderenti che tuttavia, afferma la Commissione, si allineeranno presto ai livelli dei 15 . Tuttavia questi vantaggi, anche se temporanei, porteranno a mantenere in Europa produzioni che, secondo l’analisi riportata nella Comunicazione, sarebbero state altrimenti delocalizzate in Asia . Gli strumenti che secondo la Commissione euro - pea potranno essere utili per accompagnare i mutamenti strutturali in corso per l’industria, pos - sono riassumersi nei seguenti . Il consolidamento di un approccio regolamen - tare basato maggiormente sui principi della bet - ter regulation . Viene riportato l’esempio della Proposta di Regolamento REACH dove la Com - missione si è impegnata ad effettuare studi d’im - patto ulteriori e a consultare gli stakeholder 9 Chimica, competitività e sistema normativo Capitolo 1

              

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