Sul

 fronte dell’interscambio commerciale italiano, diminuiscono le importazioni, sia in quantità ( - 6 . 3%) sia in valore ( 7 . 3%) . Risulta in controten - denza l’import da alcuni Paesi asiatici, quali innan - zitutto la Cina (+20 . 3%) e la Corea del Sud (+9 . 3%), mentre calano decisamente le importazioni dai Paesi europei e dagli Stati Uniti . Diminuiscono anche le esportazioni ( - 11% in quantità e - 9 . 2% in valore) determinando una quota esportata che si attesta sul 75% del fatturato 2003 . Aumenta il disavanzo in quantità, passando dalle 185 mila tonnellate del 2002 alle 195 mila del 2003 . Perdurano anche le difficoltà legate alla rivalutazione dell’euro, elemento che continua a frenare le esportazioni italiane e ad aggravare una già marcata dipendenza del nostro mercato dalle importazioni tessili . Nonostante l’aumento dei prezzi delle fibre chi - miche, il calo produttivo fa scendere il fatturato 2003 del settore a 1,7 miliardi di euro e la forza lavoro continua il suo trend discendente perdendo un ulteriore 10% per attestarsi su circa 5500 addetti . Ciò nonostante, non mancano alcuni importanti segnali di ottimismo: nel corso del 2003, è nato il Polo Cellulosico, un nuovo gruppo industriale focalizzato sulla produzione di fili artificiali (viscosa, acetato e cupro) che, rilevando aziende già esistenti, ha dato vita a una nuova realtà lea - der a livello europeo . Per quanto riguarda il 2004, si stima un assesta - mento della produzione italiana dei vari tipi di fibra sui volumi del 2003, a eccezione del fiocco poliestere . Per questa fibra infatti, non è ancora possibile fare previsioni alla luce degli eventi dei primi mesi del 2004, che hanno portato a fer - mare l’impianto di polimeri di poliestere di Acerra della società NGP, in attesa di un investimento di riconversione dal DMT al PTA . Ciò ha di fatto determinato l’arresto della produzione di fiocco poliestere da polimero vergine della Montefibre, che è ubicata nello stesso sito, per mancanza di materia prima . Anche a fronte di una ripresa del tessile italiano ed europeo, non tutte le fibre prodotte potranno approfittare dell’inversione del ciclo in quanto: il ridimensionamento della capacità produt - tiva di alcune tipologie di fibre avvenuto negli ultimi anni non consentirà crescite molto signi - ficative dei quantitativi prodotti; per alcune fibre, quali ad esempio il poliestere, i produttori italiani si dovranno comunque confrontare con una concorrenza asiatica molto difficile da contrastare a causa del perdurare della forza dell’euro; il probabile protrarsi di una situazione di euro forte avrà inoltre conseguenze negative su quei tipi di fibra con elevato tasso di esportazione, come ad esempio la fibra acrilica . La previsione globale per il 2004 è quindi di un ulteriore lieve ribasso dei livelli prodotti rispetto al 2003 . Tra le principali iniziative di Assofibre, si segna - lano le seguenti . È continuata l’azione di sensibilizzazione presso il Governo italiano sul grave problema delle crescenti importazioni in Italia e in Europa di fibre chimiche e prodotti tessili dai Paesi del Sud Est Asiatico a prezzi estremamente bassi e spesso in dumping . In collaborazione con il CIRFS (Associazione Europea dei produttori di Fibre Chimiche) di Bruxelles, sono state avviate azioni anti - dum - ping e anti - sussidi contro alcuni di questi Paesi, soprattutto per il fiocco poliestere . 76 La chimica e i suoi settori Seconda Parte Produzione italiana di fibre chimiche (Migliaia di tonnellate) 2000 2001 2002 2003 Poliammidiche 203,9 178,5 151,5 138,4 Poliestere+Acriliche 353,0 348,1 363,8 291,2 Polipropileniche 88,8 88,1 66,9 63,3 Totale Sintetiche 645,7 614,7 582,3 493,0 Totale Cellulosiche 26,1 28,9 16,0 15,4 Totale Chimiche 671,9 643,6 598,3 508,4 Fonte: Istat

              

< Precedente | Indice del Rapporto | Seguente >

Minerva    La Chimica e l'Industria  Motore di ricerca interno