l’andamento

 climatico sfavorevole della prima - vera 2003, risente anche delle crescenti limita - zioni imposte in campo ambientale; lo testimo - nia l’impiego sempre più massiccio di azoto pro - veniente dai concimi organici che, secondo l’I - STAT, è aumentato del 19 . 3% nel triennio 2000 - 2002 . Il ricupero di biomasse ha dato anche un forte impulso al comparto degli ammendanti orga - nici (dati ISTAT 2000 - 2002: +39 . 7%) il cui con - tenuto di azoto, anche se basso, deve essere tenuto in conto quando si impostano piani di concima - zione all’interno di disciplinari di produzione ela - borate dalle Amministrazioni regionali . Nei prossimi anni, il consumo di fertilizzanti verrà condizionato anche dalle scelte colturali dovute alla Nuova Riforma della PAC che modi - ficherà profondamente gli scenari per l’agricol - tura italiana ed europea . L’impatto potenziale sarà legato a: disaccoppiamento degli aiuti che potrà com - portare modifiche negli investimenti colturali con conseguenti variazioni nei consumi di fer - tilizzanti per i principali settori e per aree geo - grafiche; applicazione obbligatoria del Principio di Con - dizionalità (Cross - compliance) e delle Buone Pratiche Agronomiche; evoluzione normativa per quanto riguarda, tra gli altri, l’utilizzo di reflui zootecnici e l’indi - viduazione delle zone vulnerabili da nitrati . La domanda di prodotti approvati per l’utilizzo in agricoltura biologica continua a essere costante nonostante l’utilizzo tradizionalmente ridotto di mezzi tecnici nel comparto e una diminuzione delle superfici destinate a tale sistema colturale . Questa minore domanda di fertilizzanti è però caratterizzata dalla richiesta di uno standard qua - litativamente più elevato . Le aziende che operano anche nel settore del biologico richiedono tipica - mente prodotti di nicchia, ma di elevatissima qua - lità . L’Associazione ha continuato a dare il proprio contributo al contenimento delle frodi sui titoli degli elementi nutritivi nei concimi partecipando alle attività di controllo dell’Istituto per il Con - trollo della Qualità dei Fertilizzanti (ICQF) nella primavera 2003 . La campagna ha rilevato che l’en - tità della frode tra i non aderenti all’Istituto può essere quantificata attorno al 3 . 75% del valore del concime . Per gli aderenti a ICQF, che invece si sot - topongono a controlli volontari dei contenuti dichiarati di nutrienti nei propri prodotti, l’en - tità della frode è nulla in quanto il titolo dichia - rato per i concimi corrisponde, e in alcuni casi è superiore, a quanto fornito al cliente . Fibre chimiche L’industria italiana delle fibre chimiche sta attra - versando una fase particolarmente critica e, per il terzo anno consecutivo, si deve registrare una riduzione della produzione . Nel 2003, i quantita - tivi prodotti sono scesi del 15%, dopo cali del 7% nel 2002 e del 4 . 2% nel 2001 . A fronte di un calo del 3 . 4% della produzione di fibre artificiali, sostenuta dalla ripresa dell’atti - vità nel sito di Rieti del nuovo Polo Cellulosico, le fibre sintetiche sono diminuite del 15 . 3% . Par - ticolarmente pesante la flessione dei fiocchi poliammidici, acrilici e poliestere . Male anche i fili di polipropilene e, seppur con perdite meno accentuate, anche quelli di poliammide . Conserva i livelli del 2002 la produzione di filo poliestere, mentre aumenta leggermente quella di fiocco poli - propilenico . Il 2003 è stato dunque caratterizzato da notevoli difficoltà per il settore, dal ricorso massiccio alla cassa integrazione, in particolare nel comparto del filo poliestere, dalla crisi delle fibre di nylon e acriliche, che hanno portato alla chiusura di una linea di produzione di Pisticci della Nylstar e del sito di Ottana della Montefibre . Quanto descritto è il risultato di una domanda decisamente stagnante . Non vi è stata la ripresa dell’industria tessile italiana ed europea, mercato base dei produttori di fibre, che continua a sof - frire a causa dell’euro forte e di una concorrenza asiatica sempre più agguerrita . Proseguono infatti le misure antidumping e anti - sussidi decise dalla Commissione europea, in particolare per proteg - gere il comparto della fibra poliestere . Diminui - scono i consumi di fibre chimiche, sia in Italia che in Europa . Nel corso del 2003, i consumi italiani sono scesi del 9 . 8%, quelli di fibre tessili in gene - rale, sono diminuiti dell’11 . 5% . La produzione tes - sile italiana chiude infatti il 2003 con una dimi - nuzione del 3 . 7% . A fronte di un calo del 4% delle vendite mondiali dei produttori europei nel corso del 2003, le ven - dite in Europa Occidentale sono scese dell’11% circa . 75

              

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