ferta

 . Molte imprese spesso effettuano valutazioni di convenienza limitate alla sola modalità stra - dale, sia perché indotte dalle rigidità strutturali e operative delle altre modalità, sia perché sot - tovalutano le opportunità offerte dall’integrazione modale alla loro competitività sui mercati nazio - nali ed europei . D’altro canto sia l’autotrasporto, che storicamente ha accompagnato e reso possibile la crescita eco - nomica del nostro Paese, sia le modalità a minore impatto ambientale, come la ferrovia e il trasporto marittimo, sembrano in gran parte ancora legati a schemi operativi tradizionali, sostanzialmente esterni alla filiera produttiva . Al contrario, la chiave concettuale alla base del nuovo modello di approccio operativo alla gestione dei flussi di merci generati dalle imprese produttrici di beni e servizi, con la finalità di ridurre i costi e accre - scere la qualità per il cliente finale, è proprio quella delle “filiere logistiche”, cioè di sistemi organiz - zativi caratterizzati da standard tecnici e di effi - cienza spesso vincolati a normative specifiche (per esempio in materia di merci pericolose) secondo logiche di rete predeterminate e specializzate per famiglie di prodotti . Sul piano della competitività del sistema, l’Ita - lia potrà giocare la carta vincente della logi - stica soprattutto se saprà cogliere le opportu - nità della nuova centralità del Mediterraneo, ma è indispensabile che, insieme all’utilizzo di tutte le leve della governance, sappia modernizzare i suoi porti, velocizzare il trasporto ferroviario di merci, decongestionare la rete autostradale, otti - mizzare l’uso delle infrastrutture di valico, asse - condare la penetrazione commerciale verso i Paesi dell’Est europeo . Alla luce di queste considerazioni, Federchimica attribuisce una importanza fondamentale alla tra - sformazione logistica del Paese, che presuppone un impegno costante e elevato di investimenti unitamente a una politica liberista che intervenga su quelle modalità che beneficiano ancora di ingiustificati protezionismi . Il rilancio della logi - stica, che deve potersi svolgere senza le rigidità poste da illogiche e inefficienti regolamentazioni, passa attraverso un patto tra operatori e mondo industriale e una riforma del settore dell’autotra - sporto, appiattita da anni sulla sola movimenta - zione dei beni e che ancora oggi soffre dell’in - gessatura nella stipula dei contratti di servizio . Il Disegno di Legge Delega per la Liberalizzazione dell’Autotrasporto rappresenta un segnale impor - tante in questa direzione, anche se non mancano resistenze diffuse al cambiamento da parte di alcuni operatori logistici che limitano, di fatto, una più ampia integrazione modale e la collabo - razione fra utenti e vettori . Il processo di libera - lizzazione dell’autotrasporto non deve essere con - dizionato da meccanismi o da elementi capaci di distorcere la concorrenza perché esso è funzio - nale allo sviluppo delle altre modalità nella defi - nizione della politica del trasporto nel nostro Paese . Al fine di accelerare quanto più possibile il pro - cesso di apertura al mercato, il superamento delle tariffe obbligatorie a forcella dell’autotrasporto merci e la libera contrattazione dei prezzi per i relativi servizi sono traguardi irrinunciabili che il Disegno di Legge di liberalizzazione ha fatto pro - pri e sui quali Federchimica, in ambito confin - dustriale, è impegnata ad agire . In merito alla certificazione di qualità, che è l’al - tro elemento forte del Disegno di Legge Delega, rimane ancora da chiarire se essa riguarda il rispetto degli standard ISO 9000 oppure la confor - mità a disposizioni tecniche nazionali, a Direttive e Regolamenti comunitari, a prescrizioni di Con - venzioni internazionali (attestati di conformità) . La certificazione di qualità, nella sua forma pro - pria e corretta, è realizzata liberamente dalle imprese sulla base di regole volontarie e asseve - rate, attraverso l’auditing da parte di organismi certificatori liberamente scelti dalle imprese stesse . Le utenze strutturate dispongono già di un pro - prio sistema di qualità, costruito su peculiari esi - genze del prodotto e/o del processo produttivo, cui si adeguano i fornitori interessati . Questo pluralismo è funzionale allo sviluppo di sem - pre più avanzati standard di qualità della filiera del trasporto e non dovrebbe essere pertanto ricondotto a schemi di carattere rigido o a pre - scrizioni autoritative che finirebbero per pro - durre effetti distorsivi della concorrenza nei set - tori destinatari della norme in questione . Se l’ef - fetto desiderato è quello di indurre le imprese al rispetto della prescrizioni tecniche destinate alle tipologie di trasporto indicate nel Disegno di Legge Delega (merci pericolose, prodotti far - maceutici, prodotti deperibili e rifiuti industriali) è più producente il richiamo a comportamenti virtuosi, regolati da sistemi di gestione della qua - lità che rivestono una valenza importante nello 54 Logistica e competititività Capitolo 7

              

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