dustria

 chimica, la riforma dell’università sarebbe del tutto vanificata . Tra le esigenze emerse dall’analisi, va menzionata la difficoltà dei neolaureati a identificare i sog - getti ai quali offrire la propria collaborazione . Le grandi imprese chimiche, che nel passato davano conto della maggior parte delle assun - zioni, sono scomparse, si sono ridimensionate o sono state sostituite da imprese emergenti non ancora ben conosciute al pubblico . Ne risulta, banalmente, la difficoltà di procurarsi nominativi e indirizzi per diffondere il proprio curriculum . Inoltre, ammettendo di superare tale difficoltà, l’estrema frammentazione dell’industria chimica rende necessario un gran numero di contatti, cia - scuno dei quali con probabilità bassissima di avere esito positivo . Il canale delle segnalazioni perso - nali alle imprese da parte dei professori funziona tuttora, ma evidentemente non è più sufficiente dacché gli stessi accademici lamentano questa situazione . Difficoltà speculari le sperimentano le piccole e medie aziende, cui sono venute a mancare le cosid - dette “Navi Scuola”, le grandi aziende con le quali si avevano rapporti d’affari e nelle quali era facile individuare, al momento dell’esigenza, candida - ture di una certa affidabilità . La situazione è tale da porre all’attenzione di Federchimica il pro - blema di come facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta di laureati nel settore chimico . Analoga difficoltà si riscontra nel determinare l’incontro tra domanda e offerta di stage . Da un lato, la domanda è vastissima perché per legge tutti coloro che frequentano i corsi di laurea trien - nale devono fare uno stage in azienda . Dall’altro, questo enorme numero di richieste è stato finora soddisfatto solo in minima parte per indisponibi - lità delle imprese . I motivi di tale indisponibilità sono sicuramente vari . È emerso dal Gruppo di Lavoro che le aziende, specialmente le più piccole, trovano difficoltà sia organizzative, per definire i compiti dello stagi - sta, sia burocratiche, per espletare le pratiche, anche assicurative, che lo stage richiede . È da rite - nere che tali difficoltà possano essere superate con una certa dose d’informazione . Anche in que - sto caso, Federchimica potrebbe fare da snodo e da punto di raccolta delle informazioni, tenendo presente che non necessariamente si tratta di met - tere in piedi nuove strutture quanto piuttosto di diffondere la conoscenza e l’uso di strutture esi - stenti . Trovare soluzioni adeguate per risolvere queste difficoltà non è sicuramente semplice e richiede impegno da parte delle aziende e, dal mondo acca - demico, una parziale rinuncia alla determinazione totalmente autonoma degli indirizzi di ricerca . Non lavorare in questa direzione significa rinun - ciare all’occasione di accumulare conoscenza pro - prio laddove serve un aumento del livello cultu - rale delle aziende, indispensabile per consoli - dare un processo di innovazione . Come mobilitare risorse finanziarie private per lo sviluppo tecnologico del Paese Se il nostro Paese volesse raggiungere la media dell’Ue in termini di incidenza di spese in R & S sul PIL dovrebbe passare dall’attuale 1 . 2% al 2 . 7% . In termini assoluti, questo comporterebbe il pas - saggio dagli attuali 12 miliardi di euro, spesi fra pubblico e privato a 35 miliardi di euro all’anno . Tale obiettivo è al di fuori di ogni ragionevolezza come testimonia il fatto che nelle varie leggi finan - ziarie si consideri già un grande successo se si rie - sce a inserire un capitolo di ulteriore spesa pub - blica di 1 - 2 miliardi di euro . Per contro, nei Paesi industriali avanzati, l’acce - lerazione tecnologica è avvenuta grazie al sup - porto finanziario alla valorizzazione delle cono - scenze scientifiche del Venture Capital, inteso come la gestione professionale di risorse finan - ziarie private investite nel capitale di piccole imprese tecnologiche ai primi stadi di sviluppo nella prospettiva di una loro rivendita successiva . Alcuni dati evidenziano i risultati conseguiti dal Venture Capital: negli ultimi 15 anni, 5 mila business high tech si sono trasferiti dalla Costa Orientale del Nord America verso il Nord Europa, principalmente nelle aree attrezzate di Monaco di Baviera, Ber - lino, Edimburgo, Sofia Antipolis, Amsterdam; nei Parchi Scientifici e Tecnologici di Cam - bridge, sono attive oltre 1500 imprese high tech, 200 delle quali quotate al Mercato Ristretto di Londra e nei cui Consigli di Ammi - nistrazione siedono oltre 25 Premi Nobel; negli ultimi cinque anni, in seguito alla ristrut - turazione del Gruppo Pharmacia, intorno alla sola Università di Upsala sono nate circa 250 nuove iniziative . 50 Innovazione e necessità formativa Capitolo 6

              

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