soffre più della grande impresa non disponendo della dimensione adeguata per fronteggiare i costi crescenti, gli organici e i sistemi mana - geriali di gestione integrata richiesti dalle dispo - sizioni; a differenza delle PMI di altri settori, deve districarsi nel numero ben superiore di nor - mative e regolamenti che caratterizza il com - parto chimico . L’onere e le difficoltà di adempimento richiesti dalle singole normative sono assolutamente iden - tici per una grande e per una piccola impresa chi - mica . In altre parole, il costo di adeguamento pre - senta una elevata componente di costo fisso, indi - pendente dalle dimensioni aziendali e quindi avente un impatto sproporzionatamente maggiore su una piccola impresa . In particolare, una delle voci di costo più rilevanti e fortemente trasver - sale rispetto alla moltitudine di leggi in tema di sicurezza, salute e tutela dell’ambiente è legata all’organizzazione e alla formazione del perso - nale: vi è tutta l’attività organizzativa a monte della formazione individuale, che comprende l’in - dividuazione delle posizioni chiave a ogni livello dell’organizzazione, la definizione delle interfacce tra tali posizioni e tra queste e la direzione stessa, la precisazione dei requisiti di formazione, informazione, addestramento e le attività necessarie al raggiungimento e al mantenimento dei requisiti; se la grande impresa può facilmente formare o assumere figure professionali altamente spe - cializzate in materia di ambiente e sicurezza all’interno del proprio organico, la PMI soffre l’assenza di personale specializzato ed esclu - sivamente dedicato a certe funzioni; in una struttura ridotta, la semplice assenza (perché coinvolta in altre attività) di una figura professionale critica può avere un impatto con - siderevole sul buon funzionamento dell’azienda . Il permanere tra le Istituzioni di una visione ana - cronistica dell’industria chimica italiana (ma anche europea), ancorata alla concezione di un settore composto quasi esclusivamente da grandi imprese, compromette ulteriormente la già fragile posi - zione di una PMI: ha effetti deleteri sull’orientamento legislativo, portando alla produzione di leggi complicate e difficili da gestire perché concepite senza tenere conto dell’effettiva realtà industriale, fatta in prevalenza di PMI; crea problemi di comunicazione e di rapporto tra PMI e Pubblica Amministrazione, anche a causa dell’elevato numero degli interlocutori e delle differenti procedure di cui ogni Auto - rità locale e nazionale richiede il rispetto; disconosce l’esigenza di un sistema di assi - stenza, consulenza e supporto alle PMI . Tutto ciò finisce per rappresentare un onere inso - stenibile per le PMI chimiche: non solo in termini di costi diretti, ossia legati alle spese per il personale e al ricorso a con - sulenti esterni; ma soprattutto sotto forma di costi indiretti, molto più difficili da quantificare, che si mani - festano come un freno alle possibilità di espan - dersi, di creare nuovi prodotti e di mantenere flessibile l’organizzazione produttiva . Tali considerazioni portano a concludere che, lad - dove una normativa mal concepita comporta costi inutili e quindi un danno per tutte le imprese, può compromettere la crescita e la sopravvivenza stessa di una piccola impresa . Questo rende ancora più urgente la necessità di un deciso ripensamento da parte delle Istituzioni, italiane ed europee, che conduca a una “better regulation”, concepita tenendo presente l’effettiva realtà industriale e cercando di preservare, se non di promuovere, la competitività dell’industria chimica . 39

              

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