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 Quando si pensa alla chimica, vengono in mente grandi impianti e grandi produzioni e, di conse - guenza, grandi imprese . Si tende quindi a iden - tificare l’intero settore con pochi grandi poli petrol - chimici concentrati in un numero limitato di siti . Invece, particolarmente in Italia, ma anche nel resto d’Europa, esiste e cresce un tessuto di pic - cole e medie imprese dotate di forte vitalità, capaci di innovare e, in alcuni casi, persino in grado di imporsi come leader di mercato . Queste imprese, pur se sconosciute al grande pubblico, rappre - sentano un patrimonio irrinunciabile per la chi - mica e, più in generale, per tutto il tessuto pro - duttivo italiano . Ciò nonostante, subiscono una scarsa attenzione, non solo dall’opinione pub - blica, ma soprattutto da parte di chi è chiamato a definire le politiche industriali e le normative ambientali . Federchimica già da tempo è impegnata nell’ap - profondire e nel dare visibilità a questa parte meno conosciuta della chimica italiana . A tal fine, è stato sviluppato un progetto di ricerca dal titolo “Il volto nuovo della chimica italiana” . Per chi fosse interessato, si segnala che la versione com - pleta dello studio nonché una sintesi delle prin - cipali conclusione sono disponibili sul sito inter - net di Federchimica (www . federchimica . it) . Quale premessa, è però opportuno precisare che concentrare l’attenzione sulle piccole e medie imprese non significa in alcun modo affermare che non ci sia un ruolo per la grande chimica in Italia o che le imprese estere siano di minore inte - resse . Infatti, la chimica italiana è costituita da tre componenti, tutte molto importanti, che rive - stono un peso pressappoco identico e pari a circa un terzo dell’intera produzione del settore: le imprese multinazionali, le imprese italiane medio - grandi e grandi e, infine, le imprese italiane pic - cole e medie . Presenza e diffusione delle PMI chimiche a livello europeo Una prima indicazione importante che emerge è che le PMI chimiche non costituiscono affatto un’anomalia italiana, ma al contrario hanno un ruolo di primo piano anche in Europa: escludendo le micro - imprese, si contano infatti 9300 imprese con meno di 250 addetti su un totale di 10600 imprese; le PMI chimiche occupano il 32% del totale degli addetti (questa quota sale al 46% se si alza la soglia dai 250 ai 500 addetti); in alcuni comparti, specialmente della chimica a valle, le PMI rappresentano una quota per - sino maggioritaria dell’occupazione . La presenza delle PMI non solo è quantitativa - mente rilevante, ma è anche diffusa sul territo - rio europeo: ben 50 regioni europee su 116 danno occu - pazione a più di 10 mila addetti ciascuna; in 75 regioni europee, ci sono più di 100 sta - bilimenti chimici; la Lombardia rappresenta addirittura la seconda regione chimica d’Europa per numero di addetti Il volto nuovo della chimica italiana: analisi sulle piccole e medie imprese Capitolo 3

              

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