quanto

 sulle spese di ricerca dell’industria nel suo complesso . Ma anche da alcuni casi specifici, per - ché accade già che alcuni centri di ricerca ven - gano delocalizzati verso i Paesi emergenti insieme con le unità produttive e cresce il rischio che la forza del processo di globalizzazione finisca per accelerare questa tendenza . È importantissimo invece che l’Europa riguada - gni una leadership nell’attività di ricerca, perché è solo attraverso le leve della qualità e dell’in - novazione che l’Europa può sperare di mantenere la propria base produttiva . Se invece la chimica lascia che prosegua la spinta verso le commodities, che sta già coinvolgendo un numero di prodotti crescente anche nella chi - mica fine e delle specialità, il declino sarà inar - restabile . Le aziende europee devono essere consapevoli invece che non esistono prodotti maturi, ma c’è sempre un modo per aggiungervi valore aggiunto, nelle applicazioni, nelle formule di marketing o nei servizi al cliente, per contrastare una concor - renza basata solo sul prezzo dalla quale non pos - sono che uscire perdenti . Dal canto loro, le Autorità Pubbliche devono creare un contesto favorevole alla ricerca e renderla una priorità nazionale ed europea, come è negli obiet - tivi dell’agenda di Lisbona . Lo scenario Cefic elenca alcune raccomandazioni in proposito: creare un sistema di incentivi all’innovazione e un ambiente favorevole per la proprietà intel - lettuale; promuovere l’accettazione dell’innovazione nell’opinione pubblica; stabilire priorità nella ricerca per la crescita, la salute e l’ambiente; favorire il trasferimento delle conoscenze e dell’innovazione; promuovere la cultura scientifica e adoperarsi per colmare il gap formativo; sviluppare sinergie tra la ricerca pubblica e quella privata, in particolar modo supportando le PMI . 32 Chimica e scenario economico Capitolo 2 Incidenza delle spese in R & S dell’industria chimica sul valore aggiunto sulle spese per R & S dell’industria chimica del totale dell’industria in % indice 1990=100 in % diff 1990 - 2000 USA 6 . 6 77,6 4 . 2 - 2 . 2 Giappone 15 . 2 107,0 8 . 5 - 1 . 2 Europa 8 . 8 90,9 8 . 5 - 3 . 0 - Germania 14 . 3 113,5 10 . 9 - 4 . 2 - Francia 7 . 2 69,9 6 . 1 - 3 . 2 - Regno Unito 6 . 6 77,6 5 . 9 - 2 . 8 - Italia 3 . 2 100,0 5 . 6 - 0 . 8 - Belgio 10 . 3 69,0 16 . 1 - 5 . 6 - Spagna 2 . 3 85,2 5 . 1 - 1 . 6 Note: Europa media dei 6 paesi considerati Fonte: Oecd, Federchimica

              

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