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Dossier Cocaina

Breve storia della cocaina

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Indice del Dossier sulla cocaina

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Excursus storico sulla cocaina

Franco Aldegheri

Dipartimento delle Dipendenze ULSS 20 - Verona

 

Nascita della legislazione internazionale

 

Fin dal 1909 furono promosse a livello internazionale delle iniziative sul problema della droga, riguardanti però nei primi anni quasi esclusivamente la produzione e il commercio dell’oppio (in particolare la Cina, sconfitta dagli inglesi nel 1858 e costretta a dichiarare legale il commercio di questa sostanza, tornò a chiedere una regolamentazione concertata). Nel 1912 fu firmata all’Aja una convenzione internazionale sull’oppio (non entrata in vigore fino al 1919) ed un’altra a Ginevra nel 1925 entrambe tese a fissare la quantità di oppio producibile e commerciabile (solo ai fini medici e di ricerca) dai vari stati. Dopo la seconda guerra mondiale il lavoro fu ripreso dalla Commissione per gli stupefacenti dell’O.N.U. che si trovò ad affrontare il problema delle sostanze non considerate dalle prime convenzioni e dei nuovi narcotici sintetici. Il punto culminante di questi sforzi fu la convenzione del 1961 che previde controlli a livello nazionale sulla produzione, distribuzione e possesso di stupefacenti, dichiarandone illecito l’uso non medico; a livello internazionale la Convenzione previde controlli sull’importazione e il commercio, trasmissione delle stime del fabbisogno medico e delle statistiche ad un ufficio internazionale (INCB), reciproca assistenza. Si dispose infine che gli stati predisponessero provvedimenti interni contro il commercio illecito e per il trattamento dei tossicodipendenti. Non mancarono le proteste (ad esempio in Olanda) per l’inclusione della cannabis tra gli stupefacenti, mentre l’alcool (considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come sostanza atta a dare dipendenza) ne era escluso. Inoltre la Convenzione del 1961 non prendeva in considerazione gli allucinogeni e altre sostanze psicotrope (barbiturici, sedativi, tranquillanti), anche per le resistenze di alcuni paesi ad un più rigoroso controllo internazionale sui farmaci. Fu necessario attendere fino al 1971 perché una conferenza dell’O.N.U. tenutasi a Vienna adottasse una ‘Convenzione sulle sostanze psicotrope’ che previde la proibizione degli allucinogeni se non per la ricerca e, limitatamente, per usi medici con controlli su fabbricazione e commercio, mentre anfetamine, barbiturici, tranquillanti erano previsti esclusivamente per uso medico.

Anche in questo caso non mancarono dubbi sulla mancata inclusione nelle tabelle di alcuni farmaci. Ovviamente l’adesione degli stati alle Convenzioni internazionali è volontaria; nel 1972 ottantacinque paesi avevano aderito alla Convenzione del 1961, con l’esclusione significativa di alcuni stati particolarmente attivi nella produzione e fabbricazione delle sostanze in questione. Attualmente le legislazioni di molti paesi sono basate sui principi stabiliti dalle convenzioni, sia pure con molte variazioni sui singoli punti. Quasi ovunque sono puniti il traffico e la detenzione di sostanze stupefacenti. In altri stati è punito anche l’uso. In alcuni paesi la pena per il consumatore è alternativa ad un trattamento medico disintossicante. In altri stati vige di fatto una depenalizzazione per il consumo di droghe leggere, mentre in Svizzera ogni decisione è affidata al giudice. Particolarmente significativa l’esperienza inglese. I medici inglesi infatti hanno sempre avuto la facoltà di prescrivere l’eroina ai tossicomani, anche se questa possibilità dal 1968 è stata ristretta ai sanitari dei Centri terapeutici, per impedire abusi nelle prescrizioni e il crescere di un mercato grigio della sostanza. La legge del 1971 ha regolato l’intera materia dividendo le sostanze stupefacenti in 3 tabelle a seconda del grado di pericolosità, prevedendo sanzioni adeguate e istituendo un Consiglio consultivo per lo studio e la ricerca. Nel 1979 si è così giunti ad un nuovo provvedimento che ha declassato la cannabis tra le sostanze minori soggette a controllo. Mentre restano assai duri i controlli sulla fabbricazione, il commercio e la prescrizione delle droghe, il rapporto con i tossicomani è gestito prevalentemente attraverso l’istituzione sanitaria e non quella giudiziaria. Vi sono ovviamente pareri molto diversi sull’efficacia di questo sistema per il contenimento del mercato nero della droga, tuttavia l’espansione dell’uso di eroina sembra essere stato più limitato che in altri paesi. In questi ultimi anni, la cocaina ha conosciuto una diffusione senza precedenti, la produzione della droga nei paesi del Sud America, dove la pianta di coca viene da sempre coltivata, fu infatti ulteriormente incrementata dall’aumento della richiesta di mercato.

Il crack è la versione più diffusamente usata della cocaina oggi. L’uso di fumare i cristalli di cocaina è cominciato nei tardi anni ’70. Trasformare in cristalli la polvere di cocaina e fumarla era in origine il metodo sviluppato dagli spacciatori per testare la purezza della cocaina prima di acquistarla dai produttori. Il crack ha distrutto milioni di vite da quando è stato introdotto nelle strade d’America. Esso è una droga relativamente nuova sulla scena, in confronto a droghe come l’oppio o l’eroina; nondimeno, fa parte della nostra storia e cultura da quasi 150 anni. Questo fenomeno è dovuto, sia all’intreccio d’interessi dei narcotrafficanti e parte delle gerarchie militari dei paesi produttori, sia alle disperate condizioni sociali della popolazione dell’area andina, per la quale la coltivazione di coca rappresenta una fonte di sopravvivenza. Pertanto, una politica di contenimento del traffico di cocaina, anche secondo l’ONU, non può aver successo se non è basata su interventi concreti per lo sviluppo economico dei paesi implicati e per la crescita demografica dei paesi stessi.

 

Bibliografia

1. Aldrich M.R., Barker R.W.; Historical aspects of cocaine use and abuse - CRC Press 1986

2. Arnao G.; Cocaina - Feltrinelli 1980

3. Bertol E., Lodi F., Mari F., Marozzi E.; Trattato di tossicologia forense - Cedam 1994

4. Conan Doyle A.; Il segno dei quattro - Mondatori 1957

5. De Cataldo Neuburger L. (a cura di); Il sistema droga. La costruzione sociale della tossicodipendenza- Cedam 1993

6. Gold M.S.; Cocaina (e crack) - Unicri 1991

7. Mannaioni P.F., Il rischio da cocaina: tossicità, dipendenza e trattamento - Unicri 1991

8. Merzagora Betsos I.; Cocaina: la sostanza, i consumatori, gli effetti - FrancoAngeli 1997

9. Stevenson R.L.; Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde - Rizzoli 2003

Riferimenti Internet

“Coca and cocaine” (www.cocaine.org)

“Fuoriluogo” (www.fuoriluogo.it)

Network Nazionale sulle Dipendenze (www.dronet.org) (con tutti i “link” in esso contenuti).

“Oltre il muro” (www.oltreilmuro.it)


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