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Additivi alimentari: Aspartame

Schede E951 Aspartame. Scheda 4 di 8

Indice del Dossier sugli additivi alimentari

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Aspartame, dolcificante E951: scoperta e aspetti politici dell'uso alimentare dell'aspartame

 

Il potere dolcificante del composto che sarà poi chiamato 'aspartame' fu scoperto casualmente nel 1965 da Jim Schlatter nel corso di una ricerca che mirava ad ottenere mezzi terapeutici per il trattamento delle ulcere gastriche. Schlatter preparò un intermedio, l'estere metilico del dipeptide aspartil-fenilalanina. Senza che se ne accorgesse Schlatter ebbe le dita 'contaminate' dalla soluzione del dipeptide, e (incauto!) si umettò l'indice per voltare una pagina. Si accorse del sapore dolce, e la sua sconsideratezza operativa divenne la fortuna economica della G.D. Searle, la ditta farmaceutica in cui lavorava. Infatti, lui ed un amico provarono le caratteristiche organolettiche del dipeptide nel caffè, e ne confermarono il potere dolcificante. L'aspartame fu prima commercializzato sotto il marchio Equal; successivamente e con ancora maggior successo di aggiunse il marchio Nutrasweet, che si impose con una campagna di pubblicità molto aggressiva.

La strada verso la commercializzazione dell'aspartame si dimostrò subito non facile. L'aspartame è stato definito 'dolcificante naturale' perché tutti i suoi componenti (dopo l'idrolisi) fanno parte, a vario titolo, della nostra dieta; tuttavia la presenza nei metaboliti della dichetopiperazina, della fenilalanina e - in particolare - dell'alcool metilico poneva non pochi problemi alla Food and Drug Administration (FDA), l'ente statunitense che doveva approvare l'uso alimentare della nuova sostanza. In ogni caso la FDA approvò l'uso alimentare dell'aspartame nel 1974. La storia successiva non è priva di eventi scientifici e di allarmi sanitari, ma qui possiamo giungere alla decisione della FDA di bloccare la vendita di prodotti contenenti aspartame fino a quando non fosse risolta la questione della possibile attività cancerogena dell'aspartame. Era l'ottobre del 1980.

Nel novembre 1980 Ronald Reagan fu eletto Presidente degli Stati Uniti, e Donald Rumsfeld (l'attuale Segretario alla Difesa) entrò a far parte del gruppo di politici che doveva governare la 'transizione' fra i due Presidenti. Rumsfeld  era dal 1977 Presidente della Searle, e non esitò a promuovere il ritorno dell'aspartame, favorendo i propri interessi a scapito di quelli dei cittadini statunitensi. Il 25 gennaio 1981 Reagan assunse la sua carica di Presidente e, nello stesso momento, decadde il Commissario che reggeva la FDA. Il suo successore fu il Dr. Arthur Hull Hayes, docente e ricercatore a contratto del Dipartimento della Difesa. Nel luglio del 1981 Hayes, contro il parere dei consulenti del FDA, approvò l'uso dell'aspartame nei cibi secchi. Nel novembre del 1983 la FDA approvò l'uso dell'aspartame nelle bevande. Fu l'ultima decisione importante di Hayes. Sotto accusa per aver accettato 'doni' da imprese, Hayes si dimise ed entrò come consulente nell'agenzia di relazioni pubbliche della Searle. Quando la Monsanto acquistò la Searle Rumsfeld ebbe un bonus di 12 milioni di dollari. (Fonte: le notizie riportate negli ultimi due paragrafi sono tratte da un articolo di James S. Turner).

 

 

In questa composizione il logo a spirale del Nutrasweet è richiamato due volte: fornisce una particolare 'ottica' a Ronald Rumsfeld, ed è re-interpretato secondo il marchio riportato qui accanto, con la scritta CancroAlCervello, Appovato dalla FDA. Lo slogan in caratteri dorati afferma che "Anche solo un cucchiaino di Nutrasweet aiuta ad abbattere il terrore, nel più delizioso dei modi".

 


Ulteriori materiali riferiti all'aspartame:

Scheda chimica dell'aspartame ed effetti a breve termine

Metabolismo dell'aspartame

La commercializzazione dell'aspartame

Scoperta e aspetti politici dell'uso alimentare dell'aspartame

L'aspartame nella sensibilità degli artisti

Comunicato stampa dell'Istituto Ramazzini

Aspartame e coca-cola

Un sostituto naturale dell'aspartame: la Stevia Rebaudiana

 

Si possono consultare le schede sulla Coca-Cola come multinazionale


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