Supplementi al Dizionario di Chimica e Chimica Industriale

Viagra (sildenafil)

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Indice del Dossier sul Viagra

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Intervista di Maria Cristina Valsecchi a Louis Ignarro, premio Nobel 1998 per la medicina o la fisiologia

Seconda parte

 Versione a stampa su Newton, 1 luglio 1999; versione elettronica tratta dal sito http://www.newton.rcs.it

 

Quali altre funzioni svolge nell'organismo la molecola di ossido di azoto?

 "Ricerche successive alla nostra scoperta hanno dimostrato che il gas agisce come molecola messaggera anche tra i neuroni, le cellule del sistema nervoso. Ancora non conosciamo in dettaglio il suo meccanismo d'azione nei tessuti del cervello, ma siamo in molti a pensare che sia responsabile dell'attivazione dei processi di apprendimento e della memoria. Io sono convinto che diverse malattie degenerative del sistema nervoso centrale, come il morbo di Alzheimer, siano dovute a una carenza di ossido nitrico. Il ruolo del gas nelle terminazioni nervose periferiche, poi, è alla base del funzionamento del Viagra: il cervello attiva l'erezione del pene inviando un messaggio attraverso i nervi periferici, che rilasciano molecole di ossido d'azoto in corrispondenza dei vasi sanguigni dell'area genitale. Il gas provoca la dilatazione dei vasi, un aumento del flusso sanguigno e l'erezione. Alcuni casi di impotenza nell'erezione sono provocati da una scarsa produzione di ossido nitrico da parte delle terminazioni nervose. Il Viagra agisce a livello molecolare amplificando gli effetti del gas, ma funziona solo in sua presenza. Ciò significa che il farmaco da solo non può provocare un'erezione, in assenza di stimoli da parte del cervello".

Il Viagra le ha procurato una fama maggiore di quella dovuta alle sue scoperte precedenti e ben più importanti. Che cosa ne pensa?

"Nel 1991 una rivista scientifica ha pubblicato per la prima volta i risultati delle mie ricerche sul ruolo dell'ossido di azoto nell'erezione. I miei colleghi mi avevano avvertito che l'articolo avrebbe fatto scalpore e che avrei ricevuto molte telefonate, ma io non ci credevo. Il giorno della pubblicazione, la prima telefonata è arrivata alle cinque del mattino. Era una giornalista televisiva che voleva intervistarmi. Sono stato costretto a rifiutare l'intervista, perché mia madre guarda sempre quel canale e si sarebbe certamente scandalizzata nel vedere suo figlio che parlava di impotenza. Qualche giorno dopo, invece, ho accettato un'intervista per un quotidiano e la notizia della mia scoperta si è diffusa. Un giornale ha pubblicato una vignetta che rappresentava un uomo e una donna a letto con una grossa bombola di ossido nitrico. Un nostro amico di famiglia ha fatto avere una copia del giornale a mia madre e lei, come avevo previsto, si è scandalizzata. Io, invece, ho trovato la cosa molto divertente".

Anche le cellule del sistema immunitario si servono dell'ossido di azoto?

 "Sì, ma in questo caso il gas non viene utilizzato come messaggero. I macrofagi, le grosse cellule che hanno il compito di neutralizzare eventuali microrganismi intrusi, producono molecole di ossido nitrico come arma chimica per uccidere batteri e parassiti. Quando un'infezione batterica è troppo estesa, l'azione dei macrofagi può ritorcersi contro l'organismo stesso, perché le cellule producono una quantità eccessiva di gas che si accumula nei tessuti, dilatando i vasi sanguigni e provocando un collasso: il cosiddetto shock settico. A volte, poi, i macrofagi attaccano direttamente le altre cellule del corpo, per motivi che sono ancora da chiarire, e le uccidono intossicandole con l'ossido di azoto.E' il caso delle cosiddette malattie autoimmuni e infiammatorie, dalle più gravi come l'artrite reumatoide, alle più lievi come l'asma e la colite. Misurando la quantità di molecole di gas prodotte nei polmoni o nell'intestino, già oggi si può diagnosticare una malattia infiammatoria prima che compaiano i sintomi e intervenire subito per curarla".

 Le sue ricerche più recenti riguardano la possibilità di impiegare l'ossido di azoto come arma contro le metastasi tumorali. Di che cosa si tratta?

 "Il sistema immunitario produce molecole di ossido nitrico non solo per combattere i microrganismi intrusi, ma anche per ostacolare lo sviluppo di eventuali cellule tumorali. Le ricerche che stiamo portando avanti a Los Angeles, proprio in questo periodo, sembrano dimostrare che il gas non ha il potere di uccidere le cellule tumorali, ma arresta in una certa misura la loro riproduzione. Noi speriamo che in futuro sia possibile sfruttare questa scoperta per creare un farmaco che rallenti la crescita delle metastasi. Un'altra possibile applicazione dello stesso principio riguarda le arterie dei pazienti affetti da arteriosclerosi, che vengono dilatate con un intervento chirurgico. Spesso la dilatazione meccanica del vaso sanguigno, fatta con un palloncino gonfiabile o con un catetere, provoca la perdita di una parte del tessuto endoteliale. Nei mesi successivi, la muscolatura liscia dell'arteria portata allo scoperto si espande all'interno del vaso formando escrescenze che ostacolano il flusso sanguigno. La somministrazione di ossido nitrico potrebbe impedire la crescita anomala della muscolatura".

Vai alla prima parte dell'intervista

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