Gli steroidi in farmacologia

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Numerose sono le applicazioni delle molecole steroidee come

farmaci: quasi tutte si rifanno alla loro azione biologica naturale

legata alla particolare struttura molecolare. La maggior parte degli

steroidi utilizzati sono comunque di sintesi in quanto questi hanno

spesso un’attività biologica di molto superiore a quella dei composti

naturali.

 

 

Cortisonici antiinfiammatori

 

 

Sono detti cortisonici il cortisone, i suoi analoghi fisiologici

(principalmente idrocortisone o cortisolo) ed i loro derivati semisintetici

ed analoghi strutturali a preminente attività glicocorticoide

e/o antiflogistica.

Il glicocorticoide fisiologico per eccellenza è il cortisolo; il suo

derivato di ossidazione (posizione 11) è il cortisone. Da questi due

glicocorticoidi naturali derivano due ulteriori antiflogistici steroidei:

il prednisolone ed il prednisone.

Questi quattro cortisonici si possono considerare i composti di

partenza per la produzione di un grande numero di cortisonici di

sintesi usati come antiinfiammatori. Numerose sono le loro applicazioni

cliniche; sono utilizzati soprattutto in reumatologia e sono

efficaci a dosi inferiori a una parte per milione di peso corporeo.

L’applicazione topica è preferita in certe malattie della pelle e degli

occhi. I cortisonici non sono però privi di effetti collaterali, il ché

rende la terapia corticosteroidea non senza problemi nel caso in cui

questa sia prolungata nel tempo.

 

 

Cardiotonici

 

 

Sono farmaci di origine naturale, e più precisamente vegetale;

comprendono numerosi derivati glicosidici di agliconi a struttura

steroidea ricavabili da alcune piante e famiglie vegetali, quali le

Scrofulariacee, le Liliacee, le Ranuncolacee e le Apocinacee.

Dalla digitalis lanata (scrofulariacee), mediante opportuni metodi

estrattivi si ottengono, tra gli altri, due glicosidi: il Lanatoside A ed

il Lanatoside C, dai quali derivano rispettivamente la Digitossina e la

Digossina. Quest’ultima è considerata il glicoside cardioattivo per

eccellenza. La somministrazione di queste sostanze produce, in vari.

gradi, una diminuita velocità ed una aumentata intensità del battito

cardiaco. E’ importante il monitoraggio di questi farmaci durante la

terapia, perchè una dose eccessiva può dare luogo a fenomeni di

tossicità anche gravi.

 

 

Estroprogestinici. Contraccettivi orali

 

 

Sono così definiti una grande quantità di farmaci di origine

naturale, semisintetica e sintetica a struttura steroidea: per il loro

meccanismo di azione e la loro larga accettabilità trovano applicazione

soprattutto come contraccettivi orali.

Questi non rappresentano in realtà una classe di ormoni a struttura

chimica unitaria, ma sono delle associazioni, a dosi opportune,

di un estrogeno con un progestinico. Gli estrogeni ed i progestinici

utilizzati sono di origine sintetica, avendo questi un’attività di gran

lunga superiore a quella degli steroidi naturali: le dosi utilizzate

devono infatti essere minime per ridurre gli eventuali effetti collaterali,

senza però ridurre l’efficacia anticoncezionale. La principale azione

dei composti estroprogestinici sintetici è di impedire l’ovulazione.

Questa inibizione è prodotta, almeno in parte, tramite un meccanismo

di regolazione a feedback sul sistema ipotalamoipofisario. Il

trattamento con contraccettivi orali costituiti da associazioni estroprogestiniche

può essere utilizzato anche nella terapia di diversi

disturbi ginecologici, quali: dismenorrea essenziale, amenorrea e

polimenorrea, menometrorragie. Grazie al cosiddetto “fenomeno di

rimbalzo”, il riposo ovarico indotto dal trattamento contraccettivo, è

seguito da una fase di esaltazione funzionale della fertilità.

 

 

Androgeni. Anabolizzanti

 

 

Gli Androgeni sintetici in uso nelle preparazioni farmaceutiche

vengono generalmente ottenuti sottoponendo a reazioni chimiche

opportune alcuni Androgeni naturali. Le indicazioni farmacologiche

degli Androgeni sono suggerite dai loro effetti biologici: indurre nel

maschio, nell’età prepubere, il completo sviluppo degli organi sessuali

secondari, permetterne il normale mantenimento nell’adulto e

stimolare la spermatogenesi.

Nella donna gli androgeni producono atrofia ovarica, blocco

dell’ovulazione e dei cicli estrali.

Anabolizzanti sono in genere definiti i composti di natura

steroidea, che causano ritenzione di azoto come segno di un metabolismo

proteico positivo. Si ottengono modificando le strutture molecolari

di alcuni steroidi androgeni, allo scopo di avere composti con

una buona attività sull’anabolismo proteico senza però, in teoria,

alcun effetto virilizzante. Sono generalmente derivati del Testosterone

e dell’Androstenedione.

In questa classe di steroidi, forse più che in ogni altra, la correlazione

strutturaazione riveste una importanza fondamentale. E’ infatti

determinante modificare opportunamente i gruppi che definiscono

la struttura degli steroidi Androgeni per favorire il rapporto tra

attività androgena ed attività anabolizzante a favore dell’una o

dell’altra a seconda della loro utilizzazione.

Gli anabolizzanti sono usati per stimolare la sintesi proteica

oppure per antagonizzare l’effetto catabolico o antianabolico dovuto

a trattamenti prolungati con cortisonici. Gli effetti secondari sono

diversi, secondo il tipo di prodotto: nell’uomo, in presenza di una

normale produzione androgena, sopprimono, per effetto di feedback,

l’increzione tropinica ed inibiscono la produzione del

testosterone endogeno. Sono pertanto necessarie dosi soprafisiologiche

di androgeni prima che possa evidenziarsi un effetto

anabolizzante pieno, nell’uomo adulto normale. Nella donna, invece,

gli ormoni androgeni, anche a piccole dosi, svolgono un netto

effetto anabolizzante e, anche se indesiderabile, virilizzante. La

dissociazione fra l’effetto virilizzante ed anabolizzante non si è

potuta ottenere che in modo molto incompleto, e tutti gli anabolizzanti,

fino ad oggi prodotti, inducono anche virilizzazione; solo a piccole

dosi è possibile mantenere una significativa dissociazione d’effetto.

Il miglioramento del trofismo muscolare è alla base dell’impiego

degli anabolizzanti come doping negli sportivi.