Androgeni

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Gli steroidi appartenenti a questa classe sono presenti in quantità

apprezzabili sia nella donna che nell’uomo, anche se è in quest’ultimo

che esplicano la loro principale attività biologica.

Nell’organismo femminile i principali sono il Testosterone, l’Androstenedione

ed il Deidroepiandrosterone solfato (DHEAS) che ha

origine principalmente nella corteccia surrenale (Figura 16).

L’iperandrogenismo porta nella donna a disturbi nella fertilità ed

a mascolizzazione. Come tutti gli ormoni steroidei, agiscono attraverso

i recettori intracellulari specifici; a questo proposito occorre

sottolineare che il testosterone non è l’ormone attivo a livello

recettoriale, ma bensì lo è il diidrotestosterone (DHT), che si forma

nella cellula bersaglio in seguito alla riduzione enzimatica del doppio

legame tra il carbonio C4 ed il carbonio C5 ad opera della 5a

riduttasi. Nell’uomo i principali androgeni biologicamente attivi

sono il Testosterone ed il DHT.

Anche nell’organismo maschile, in alcuni tessuti (pelle, prostata e

vescicole seminali), il Testosterone agisce praticamente come preormone,

in quanto a livello cellulare l’azione viene svolta dal DHT in

seguito alla conversione enzimatica.

In altri organi il Testosterone esercita invece la sua azione androgena

direttamente.

L’attività biologica degli altri androgeni come l’Androstenedione,

il Deidroepiandrosterone solfato e l’Androsterone è, confrontata con

quella del Testosterone, molto ridotta (da 5 a 20 volte).

 

 

Nell’uomo il Testosterone, prodotto dalle cellule di Leydig nei

testicoli, stimola la spermatogenesi, la crescita e la funzione delle

ghiandole sessuali secondarie e la crescita dei peli; agisce inoltre da

anabolizzante sui muscoli e sulle ossa. Il Testosterone è veicolato nel

circolo sanguigno da una b globulina, designata con il nome di

Testosterone binding globulin (circa il 98 % è legato). La quota libera

è considerata la parte metabolicamente attiva dei livelli totali di

Testosterone.

Il DHEAS e l’Androstenedione vengono elaborati nella zona

reticolare del corticosurrene attraverso la via biosintetica che parte

dal Pregnenolone ed arriva al Testosterone.

 

 

LAndrostenedione da origine a quella piccola parte di Testosterone

secreta dal corticosurrene mentre a livello testicolare è un prodotto

di trasformazione del Testosterone stesso. E’ il più importante androgeno

secreto dall’ovaio e ciò avviene da parte delle cellule luteiniche

e della granulosa.

 

 

 

Figura 14. Schema riassuntivo delle tappe per la biosintesi degli androgeni a

partire dal colesterolo

 

 

Può essere eliminato sotto forma di estere dell’acido glucuronico

e/o solforico oppure, dopo varie trasformazioni, entra a fare parte

del gruppo dei 11 ossi 17 chetosteroidi. Durante il ciclo mestruale i

livelli aumentano in fase preovulatoria (quando il contributo ovarico

è preponderante); anche per l’androstenedione esiste un ritmo

circadiano analogo a quello del cortisolo.

 

 

Il Deidroepiandrosteronesolfato (DHEAS) è un ormone secreto

sotto forma di solfato (coniugazione in C3), in massima parte dalla

corteccia surrenale: i suoi precursori si possono considerare il

Colesterolosolfato, il Pregnenolonesolfato e il 17a-OHProgesteronesolfato.

Il DHEAS viene eliminato con le urine dove costituisce la

quota maggiore dei 17a chetosteroidi.

Il ruolo del DHEAS nell’ambito della ghiandola surrenale è

quello di “effettore enzimatico” in quanto, in equilibrio con il DHEA

(non coniugato), regola l’attività di due enzimi di fondamentale

importanza per la biosintesi steroidea surrenale: la 3b-deidrogenasi

e la 11-bidrossilasi. Un altro importante ruolo intrasurrenale è

quello di substrato (per l’Androstenedione e quindi per il Testosterone)

e di prodotto di detossicazione della ghiandola surrenale,

interpretabile come riserva e come scarico metabolico della corteccia

surrenale. Il DHEAS si può inoltre considerare un precursore degli

Estrogeni a livello placentare, dove viene concentrato sia il DHEAS

proveniente dalla corteccia surrenale fetale, sia quello che si forma

dalla steroidogenesi placentare. I livelli di concentrazione nell’adulto

rimangono pressoché costanti fino a 45-50 anni, dopodiché si ha un

progressivo decremento.

 

 

Il Diidrotestosterone (DHT) è l’androgeno più potente. Viene secreto

direttamente dal surrene e dall’ovaio, oltre che derivare in parte dalla

conversione periferica del Testosterone. Nei tessuti viene metabolizzato

a sua volta in Androstenediolo. Il DHT aumenta progressivamente

dalla nascita fino alla fine della pubertà. Non ci sono significative

modificazioni dei suoi livelli plasmatici durante il ciclo mestruale.

 

 

 

Figura 15. Schema del metabolismo degli androgeni.