Dizionario di Chimica e di Chimica Industriale

B

Bachelite - Butano

 

Un sistema periodico

 

 

BACHELITE (bakelite)

Resina fenolica termoindurente ottenuta per reazione tra formaldeide e fenolo. Le bacheliti vengono utilizzate soprattutto come polveri da stampaggio e, a caldo, in miscela con riempitivi (farina di legno, cascame di cotone, farina fossile, ecc.), con agenti di indurimento, lubrificanti e coloranti. Pressando a caldo, si ottengono oggetti con le caratteristiche fisiche, meccaniche, elettriche più diverse che ne determinano l'uso. Sono ad es. ottenuti in tal modo gli apparecchi telefonici, le bocce sintetiche, i cruscotti delle automobili, molte parti protettive di apparecchi elettrici, ecc.

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BADISCHE  ANILIN UND SODA FABRIK (BASF) 

Società tedesca di prodotti chimici, fondata nel 1865 a Mannheim e trasferita nel 1919 a Ludwigshafen. Affermatasi come una tra le più importanti industrie chimiche europee, con 7.000 dipendenti nel 1900 e 24.000 nel 1920, nel 1925 la Badische Anilin assorbì la maggior parte delle società di un intero gruppo operante nel settore, formando l'Interessen Gemeinschaft, il primo cartello dell'industria dei coloranti destinato a essere uno dei cardini dell'economia bellica tedesca, nel periodo 1939-1945, con la denominazione di I.G. Farben Aktiengesellschaft. Sciolto per disposizione dei governi alleati quest'ultimo complesso, la società ebbe nel 1952 un nuovo statuto. La BASF, che possiede impianti in tutti i continenti, produce fertilizzanti, materie plastiche, fibre sintetiche, coloranti, inchiostri, prodotti cosmetici e farmaceutici, nastri magnetici, ecc. ed è tra i principali gruppi chimici internazionali.

 

BANDA DI CONDUZIONE 

Nella teoria dei solidi, banda di livelli energetici di un solido occupata dagli elettroni in modo incompleto.

 

BANDA DI VALENZA 

Nella teoria dei solidi, banda di livelli energetici totalmente occupata dagli elettroni.

 

BARBITURICI

Farmaci sintetici derivati dall'acido barbiturico, sono impiegati come sedativi, ipnotici e anestetici.

 

BARIO 

Elemento della tavola periodica di simbolo Ba e numero atomico 56, appartenente ai metalli alcalino-terrosi. Scheele distinse l'ossido di calcio dall'ossido di bario (che chiamò “terra pesante”) nel 1774, fu isolato per la prima volta nel 1808 dallo scienziato britannico Humphry Davy. Ha peso atomico 137,34; fonde a 714 °C, bolle a 1640 °C e ha densità relativa 3,75. Il bario non viene usato nell'industria, e si prepara solo in laboratorio riducendo sotto vuoto, ad alta temperatura, l'ossido di bario con magnesio, alluminio o ferrosilicio: il metallo si ottiene per distillazione.

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Immagini sul bario

Fatti e dati del bario

 

 

BARRIERA DI ATTIVAZIONE 

Barriera di energia che separa i reagenti dai prodotti in una reazione chimica; la sua altezza individua l'energia di attivazione della reazione.

BASE
(v. ACIDO/BASE)

BASE CONIUGATA 

Base di Brønsted che si forma da un acido di Brønsted dopo che ha ceduto un protone. Ad es.: CH3COO- è la base coniugata di CH3COOH.

 

BASE DEBOLE 

Specie basica che subisce solo parziale ionizzazione in soluzione acquosa. Ad es.: NH3, CH3NH2.

 

BASE DI ARRHENIUS 

Composto che, disciolto in acqua, aumenta la concentrazione di ioni idrossido (OH-). Ad es.: NaOH; NH3

 

BASE DI BRØNSTED 

Specie chimica in grado di accettare protoni (una specie a cui possono legarsi gli ioni idrogeno, H+). Ad es.: OH-; Cl-; CH3COO-; HCO3-, NH3.

 

BASE DI LEWIS 

Specie chimica in grado di cedere una coppia di elettroni. Ad es.: OH-; H2O; NH3.

 

BASE FORTE 

Specie basica che si ionizza completamente in soluzione acquosa. Ad es.: NaOH, Ca(OH)2.

BATTERI
Sono organismi viventi microscopici di forma variabile (sferica, a bacchetta, a spirale, etc.). Possono presentarsi come colonia ed essere anche mobili. Possono vivere in tutti gli ambienti (terreno, acqua, materia organica, corpi di vegetali ed animali).

BATTERIA  

Cella voltaica o gruppo di celle voltaiche collegate in serie dal polo positivo al polo negativo utilizzata per produrre elettricità mediante trasformazioni chimiche. Una batteria primaria produce energia elettrica tramite una reazione che non può essere invertita (la batteria non può essere ricaricata); una batteria secondaria energia elettrica tramite una reazione chimica reversibile (quando passa elettricità nella batteria in direzione opposta, la batteria viene ricaricata).

 

BATTERIA ALCALINA 

Batteria a secco il cui elettrolita contiene idrossido di sodio o di potassio.

 

BATTERIA AL NICHEL-CADMIO (nicad) 

Cella ricaricabile in cui la reazione coinvolta implica la riduzione del nichel (III) e la contemporanea ossidazione del cadmio.

 

BATTERIA A SECCO (pila)  

Cella elettrochimica contenente come elettrolita una pasta umida.

 

BENZENE
Molecola organica aromatica insatura ciclica, la prima della serie aromatica. Il  benzene fu scoperto nel 1825 da Faraday tra i prodotti della distillazione di un olio, sottoprodotto della fabbricazione del gas illuminante. Mitscherlich lo preparò nel 1833 riscaldando l'acido benzoico su calce. Mansfield e Hofmann lo isolarono dal catrame di carbon fossile nel 1848, mentre Berthelot ne realizzò la sintesi nel 1866 dall'acetilene. La formula di struttura ciclica fu proposta da Kekulé nel 1866.  Il benzene è presente nel petrolio ed è separato per distillazione. E’ anche prodotto da pirolisi di idrocarburi, utilizzato principalmente come prodotto intermedio e come solvente. Come intermedio è utilizzato per la preparazione del nailon, delle gomme, dei detergenti, dei coloranti, degli insetticidi, ecc. L'utilizzo come solvente è in costante diminuzione in conseguenza della sua sospetta cancerogenici.

 

Struttura del benzene

 

La struttura del benzene è diventata un'icona della chimica, e compare nei logo di molte società industriali e professionali.

BENZINA
Carburante impiegato in particolare per motori con ciclo Otto, ottenuto dalla raffinazione del petrolio. Le benzine sono miscele di numerosi composti, appartenenti alle famiglie delle paraffine, delle olefine e degli aromatici, in proporzioni variabili a seconda del ciclo produttivo e del tipo di utilizzo. Per le prestazioni delle benzine è importante l'additivazione con agenti antidetonanti, alcuni dei quali (MTBE), possono migliorarne anche la compatibilità con l'ambiente.

benzodiazepInici
gruppo di sostanze chimiche appartenente alla classe degli psicolettici (composti che inducono depressione del sistema nervoso centrale e sedazione). I benzodiazepìnici sono caratterizzati da diverse azioni farmacologiche: ansiolitica, ipnotica, miorilassante e anticonvulsivante. Nel trattamento degli stati di ansia e dei disturbi del sonno su base ansiosa sono preferiti ad altri farmaci (per esempio, i barbiturici) per la maggiore efficacia e la relativa sicurezza e tollerabilità. Sono invece meno efficaci nel trattamento dell’ansia psicotica e per questo sono classificati come tranquillanti minori, in contrapposizione ai tranquillanti maggiori (fenotiazine e butirrofenoni).
Azione dei benzodiazepinici
Numerosi dati indicano quale principale meccanismo di azione dei benzodiazepìnici un potenziamento o facilitazione della trasmissione neuronale mediata dal GABA (acido aminobutirrico). Tale neuromediatore inibisce la liberazione di altri neurotrasmettitori (noradrenalina, serotonina, dopamina ecc.). La via di somministrazione più impiegata è quella orale; la via endovenosa è riservata a trattamenti di emergenza, al trattamento dello stato epilettico o all’anestesiologia. Si possono distinguere composti a vita plasmatica medio-lunga (per esempio, clordiazepossido, clorazepato, flurazepam, diazepam) e breve (per esempio, bromazepam, lorazepam, oxazepam, triazolam). Malattie epatiche, età, fumo, assunzione di altri farmaci e fattori genetici possono interferire con il metabolismo e l’eliminazione. I benzodiazepìnici riducono i livelli di ansia in tutte le sue varie forme e manifestazioni, soprattutto dell’ansia neurotica. Alcuni composti (nitrazepam, flurazepam, flunitrazepam) facilitano il sonno e sono indicati nei casi in cui esso è interrotto più volte nella notte o quando è difficile l’addormentamento
.

 

BERILLIO

Elemento metallico, grigio, fragile, di simbolo Be e numero atomico 4. Il berillio, che appartiene ai metalli alcalino-terrosi, è piuttosto raro sulla superficie terrestre. Ha peso atomico 9,012, fonde a circa 1277 °C, bolle a 2970 °C, e ha densità relativa 1,85. Fu scoperto nel 1798 dal chimico francese Louis-Nicolas Vauquelin e isolato nel 1828 da Friedrich Wöhler, e indipendentemente da Antonine-Alexandre-Brutus Bussy. Inizialmente chiamato glucino, con allusione al suo sapore dolciastro, prese poi nome dal suo principale minerale, il berillo, un silicato di alluminio e berillio. Le leghe contenenti berillio sono estremamente leggere, hanno buone proprietà termiche, meccaniche e di resistenza alla corrosione: per questo motivo vengono impiegate nella tecnologia spaziale e nella fabbricazione di parti di aerei supersonici; per alcuni usi sono invece sfruttate le proprietà elettriche del materiale. Essendo trasparente ai raggi X, il berillio trova impiego nei tubi a raggi X; inoltre la naturale tendenza a rallentare e catturare neutroni lo rende eccellente come moderatore nei reattori nucleari per la produzione di energia nucleare. Il  berillio e i suoi composti sono fortemente tossici: un assorbimento di 50 millesimi di mg può provocare un'affezione acuta dei polmoni talvolta mortale; dosi più piccole provocano dermatosi e lesioni cutanee; è una sostanza cancerogena.

 

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Immagini sul berillio

Fatti e dati del berillio

 

BIOCHIMICA (

Scienza che studia i costituenti e le trasformazioni chimiche della materia vivente. Lavoisier e Laplace, verso la fine del   XVIIIsec., dimostrarono che la respirazione consiste nell'assorbimento di ossigeno e nell'emissione di biossido di carbonio e acqua da parte dell'organismo ed è quindi un processo molto simile, anche se molto più lento, alla combustione di una sostanza organica. Fu questa la prima prova che la materia vivente nelle sue trasformazioni segue le leggi della chimica; anche la sintesi dei suoi costituenti si effettua seguendo le leggi chimiche, come dimostrò nel 1828 Wöhler, ottenendo in laboratorio l'urea. Queste si possono considerare le prime ricerche di biochimica, la quale da allora ebbe un progressivo, notevole sviluppo. Essa studia: 1. la composizione chimica delle sostanze costituenti le cellule, i tessuti, gli organi, ecc.; 2. le reazioni che si producono negli organismi, dall'apporto esogeno (alimenti) all'eliminazione dei residui, cioè l'insieme dei processi di utilizzazione e trasformazione delle sostanze necessarie alla vita (metabolismo generale). In questi ultimi anni attraverso l'uso dei nuovi mezzi e delle moderne tecniche della chimica, della fisica e della fisiologia si sono potute chiarire la funzione biologica e la struttura di molte importanti sostanze naturali come l'emoglobina, la clorofilla, la maggior parte degli ormoni, le vitamine e alcuni enzimi. Si sono anche individuati i principali cicli di utilizzazione della materia: sono noti il metabolismo e la biosintesi dei carboidrati, dei lipidi e dei protidi, che hanno messo in evidenza l'estrema importanza del fosforo nei processi biologici. È stata riconosciuta la grande diffusione e l'essenziale funzione degli acidi nucleici a cui è legata l'ereditarietà. In alcuni casi lo studio biochimico ha permesso di provare l'origine di una malattia (per es. diabete pancreatico) o il meccanismo di difesa organica nei confronti di alcuni agenti esterni (processi di immunizzazione).

BIODEGRADABILITA
Attitudine di una sostanza organica a decomporsi per azione di processi biologici, con velocità e completezza variabili. Nel contesto della detergenza, con il termine biodegradazione si intende la decomposizione degli ingredienti organici presenti in un formulato mediante l’azione di batteri presenti nei sistemi di trattamento acque, nelle acque superficiali, oppure nel terreno. Poiché i tensioattivi rappresentano la parte preponderante di materiale organico nei detersivi, la loro biodegradazione diventa di massimo interesse. I tensioattivi usati oggigiorno nei detersivi di uso domestico presentano tutti una biodegradazione veloce, paragonabile a quella del sapone.

BIOGAS
Gas combustibile derivato da fermentazione anaerobica di materiale organico.

BIOLOGIA MOLECOLARE
La biologia molecolare è la disciplina che studia la struttura e le funzioni degli acidi nucleici (DNA e RNA) e di molecole di grande interesse fisiologico come le proteine. Le tecniche utilizzate nei laboratori di biologia molecolare sono in buona parte di natura biochimica, appartenendo alla 'biologia' in senso stretto solo quando viene fatto uso di esseri viventi.

Ulteriori informazioni sulle tecniche di laboratorio della biologia molecolare 

 

BIOLOGICAL OXYGEN DEMAND (BOD)
Indica il contenuto di sostanza organica biodegradabile, presente negli scarichi idrici, espresso in termini di quantità di ossigeno necessario alla degradazione da parte di microrganismi in un test della durata di cinque giorni. Il parametro rappresenta un indicatore del potenziale di riduzione dell’ossigeno disciolto nei corpi idrici ricettori degli scarichi con possibili effetti ambientali negativi. (mg/l di O2).

 

BIOMASSA 

Concetto introdotto dagli oceanografi per indicare la produttività dei fondi marini. (La biomassa è espressa dal peso degli organismi, sia animali sia piante, che si osservano in una data unità di superficie di fondo e viene calcolata dividendo il peso degli organismi per l'area da cui sono stati prelevati.) Per estensione si intende anche la massa totale degli organismi viventi presenti in un dato momento in un determinato biotopo. (Nei biotopi terrestri, viene rapportata alla superficie in ettari.)

Attraverso  la sintesi clorofilliana l'energia solare viene convertita in biomassa. La reazione è:

nCO2+nH2O + hv -> (CH2O)n +nO2

in cui hv rappresenta i quanti di energia luminosa. Il prodotto primario della fotosintesi è un carboidrato che può avere una funzione strutturale (cellulosa) oppure essere una sostanza ad alto contenuto di energia con immediata utilizzazione metabolica (saccarosio-glucosio) o ancora una riserva di energia. Esso può subire in seguito una combustione o una trasformazione metabolica (come alimento o substrato per una fermentazione) liberando energia. I convertitori più efficienti di energia fotosintetica, per quanto riguarda le piante non acquatiche, sono le graminacee che a seconda delle specie hanno un'efficienza fotosintetica annua di 1,6 ÷ 0,8%. Le foreste hanno un'efficienza di conversione massima dello 0,3%. La biomassa è, tra le fonti di energia solare immagazzinabile, quella che richiede il minor capitale. Il legno rappresenta la massima densità di accumulo e la fonte di energia termica più facilmente recuperabile. La conservazione dei rifiuti dell'agricoltura e la loro utilizzazione come fonte di energia hanno importanza, anche se una modesta efficacia a causa della dispersione del prodotto e del costo energetico per la loro raccolta, selezione, trasporto e immagazzinamento. A una biomassa corrisponde una certa produttività energetica, che è funzione del livello della catena alimentare in cui si trovano gli animali (carnivori, erbivori, produttori) che la occupano.

 

BIOMIMETICA, SINTESI

Sintesi chimica di un dato composto che, per la sequenza di trasformazioni utilizzate o per i meccanismi di reazione implicati, riproduce la sintesi di quel composto catalizzata da enzimi nei sistemi biologici.

BIOTECNOLOGIE
Utilizzo di materiali e processi biochimici o biologici. Partendo dalle fermentazioni per ottenere alimenti e bevande (vino, birra, aceto, formaggi, yogurt) o prodotti chimici semplici (alcol etilico, acetone), questo settore della tecnologia si è recentemente esteso all'ottenimento di prodotti farmaceutici (antibiotici, ormoni, etc.) e in generale alle applicazioni di enzimi, batteri e lieviti. Il progresso della biologia molecolare e dell'ingegneria genetica ha aperto nuovi orizzonti per l'ottenimento di farmaci e fitofarmaci sempre più efficaci e per la modifica permanente di organismi viventi, sia animali sia vegetali, ottenuta attraverso interventi di modifica del loro DNA.

Ulteriori informazioni sulle tecniche di laboratorio della biologia molecolare 

 

BIOTOPO

Ambiente fisico unitario, ovvero area geografica di superficie e volume variabili, in cui le condizioni ambientali risultano omogenee ed entro il quale risiede una popolazione o associazione di organismi viventi (Biocenosi).

 

BISMUTO 

Elemento di simbolo Bi e numero atomico 83; è un metallo non radioattivo di colore rosa, ha peso atomico 208,98, fonde a 271 °C , bolle a 1560 °C e ha densità relativa 9,8. Noto fin dall'antichità, fu spesso confuso con altri metalli, in particolare con piombo, stagno e zinco. fu scoperto nel 1753 da C. Geoffrey, ma i suoi sali erano già noti alla fine del medioevo. In natura è piuttosto raro ma si trova anche allo stato elementare; industrialmente è ottenuto come prodotto secondario di altri processi. Le leghe con altri metalli facilmente fusibili hanno punto di fusione inferiore a quello del metallo puro: così la lega di Rose, composta di bismuto, stagno e piombo, fonde a 94 °C. Il bismuto puro ha poche applicazioni tecniche (in strumenti per misure magnetiche), ma è largamente utilizzato sia sotto forma di sali (prodotti farmaceutici, cosmetici, smalti), sia in metallurgia insieme con altri metalli. Con piombo, stagno, cadmio, antimonio, il bismuto forma leghe il cui punto di fusione è generalmente inferiore a 100 °C: sono leghe ad alto peso specifico, molto fluide, che non subiscono praticamente contrazioni di solidificazione e hanno un basso coefficiente di dilatazione. Sono impiegate nelle saldature, per la preparazione di forme, per ricavare impronte, per fissare punzoni e matrici, per la costruzione di valvole di sicurezza, per la produzione di caratteri da stampa, come bagno di tempra. Oltre alla citata lega di Rose, vanno ricordate: la lega di Newton (bismuto, piombo, stagno), punto di fusione 94,5 °C; la lega di Wood (bismuto, piombo, stagno, cadmio), punto di fusione 65,5 °C; la lega di Lipowitz (come la precedente, ma con percentuali differenti), punto di fusione 60 °C. La lega composta da bismuto (50%), piombo (27%), stagno (13%), calcio (10%) è impiegata per la fabbricazione di matrici e punzoni per il taglio e lo stampaggio delle lamiere.

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Immagini sul bismuto

Fatti e dati del bismuto

 

BIURETO

Composto di formula NH2CONHCONH2, che si ottiene riscaldando l'urea a 160 °C. Il  biureto è l'ammide dell'acido allofanico; è solubile in acqua e in alcool, cristallizza dalle soluzioni acquose con una molecola d'acqua; si ottiene anidro dalle soluzioni alcooliche e fonde a 190 °C..

BIURETO, REAZIONE DEL
Trattando a freddo il biureto con una soluzione molto diluita di solfato di rame in presenza di alcali si ottiene una colorazione violetta. Questa reazione del biureto serve a caratterizzare l'urea, i peptoni e sostanze analoghe.

BLOTTING  

Tecnica che consiste nel trasferire acidi nucleici o proteine (o loro frammenti) da un supporto morbido (gel di poliacrilamide o gel di agaroso, su cui queste molecole sono state separate per elettroforesi) a un supporto più rigido (foglio di nitrocellulosa). Questo  procedimento è necessario per consentire l'individuazione di specifiche macromolecole attraverso l'utilizzo di anticorpi monoclonali, l'ibridazione con catene complementari di acidi nucleici o la formazione di complessi biotina/avidina. Ideata inizialmente da E.M. Southern per l'individuazione di specifici frammenti di DNA (Southern blotting), è stata successivamente estesa all'identificazione di molecole di RNA e di proteine (rispettivamente chiamate, con un gioco di parole, Northern e Western blotting).

BOD/COD
BOD
: domanda di ossigeno biologico. Indica il contenuto di sostanza organica biodegradabile in un effluente e misura la quantità di ossigeno, in g/lt di effluente, consumata da adatti microorganismi, per demolire in 5 giorni gli inquinanti organici. Il test dura 7 giorni in caso di sostanze particolarmente resistenti all’azione dei microorganismi. Tale misura non tiene conto delle sostanze non biodegradabili, misurate dal COD, o domanda di ossigeno chimico. Il COD esprime il consumo di ossigeno, in g/lt di effluente, necessari ad ossidare completamente la sostanza organica del refluo, inclusa quella non biodegradabile. Il test viene eseguito utilizzando un ossidante chimico molto potente (bicromato di potassio). COD e BOD, in particolare il loro rapporto, sono misure fondamentali per la caratterizzazione di un effluente liquido e per progettare il sistema depurante. V. anche Biological Oxygen Demand

BOMBA CALORIMETRICA 

Apparato in cui viene condotta una reazione di combustione di cui si desidera misurare l’energia termica prodotta. La quantità misurata corrisponde al calore di reazione a volume costante.

 

BORACE  Immagini sull'idrogeno

Sale di sodio derivante dall'acido tetraborico di formula Na2B4O7 · 10H2O. In metallurgia  si intende per borace la polvere di borato di sodio che viene fatta aderire, prima della saldatura, dai carpentieri, dai lattonieri, dai fabbri, alle superfici dei due pezzi di ferro da saldare. Il  borace è un solido cristallino incolore, solubile in acqua. Per azione del calore si disidrata, poi fonde; può allora sciogliere gli ossidi metallici, e il solido vetroso ottenuto per raffreddamento presenta una colorazione caratteristica dell'ossido disciolto; su questo si basa un metodo di analisi per via secca. Tale proprietà spiega anche l'impiego del borace per il decapaggio dei metalli e la decorazione della porcellana; viene usata anche per rendere ininfiammabili i tessuti (per es., gli arredi dei teatri). Trattato con acqua ossigenata concentrata, il borace dà un perborato, usato, data la bassa alcalinità, per la sbiancatura di tessuti pregiati. Il borace si trova in natura; quello proveniente dal Tibet è chiamato tinkal; si prepara industrialmente dall'acido borico o usando un borato di calcio, minerale abbondante in Asia Minore.

 

BORO

Elemento con simbolo B, di numero atomico 5 e di massa atomica 10,811.  Benché i composti del boro, in modo particolare il borace, siano noti fin dall’antichità, l’elemento puro venne isolato solo nel 1808 dai chimici francesi Joseph Gay-Lussac e Louis Thénard e, indipendentemente, dal chimico britannico Humphry Davy. Il boro è essenziale per la vita delle piante ed è un importante costituente delle ossa umane e, in generale, dei vertebrati; tuttavia, se assunto in alte concentrazioni può divenire tossico. In natura il boro è presente come borosilicato e come borato, di solito di calcio e di sodio. Nei soffioni boraciferi di Larderello si trova acido borico (0,5 g per kg di vapore) ed è questa la principale fonte italiana di boro. Il boro è un solido nero e può essere cristallino o amorfo. La densità della forma cristallina è 2,3, il punto di fusione è 2.300 °C. Il  boro elementare non trova impiego se non come disossidante nella metallurgia. I metalli contenenti boro (acciaio al boro) sono usati nei reattori nucleari perché assorbono i neutroni. I boruri, data la loro durezza e l'alto punto di fusione, sono usati come refrattari per altissime temperature. Il carburo e il nitruro, estremamente duri e inerti anche a temperature molto elevate, sono usati come abrasivi, come assorbitori di neutroni e come refrattari.

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Fatti e dati del boro

 

BROMO

Elemento liquido a temperatura ambiente, velenoso di colore rosso scuro; di simbolo Br e numero atomico 35; è uno degli alogeni. Il bromo solidifica a -7,25 °C, bolle a 58,78 °C, ha densità relativa 3,10 e peso atomico 79,909. Presenta proprietà chimiche molto simili a quelle del cloro, e per questo motivo non venne riconosciuto come elemento fino al 1826, quando fu scoperto e isolato per merito del chimico francese Antoine-Jérôme Balard nelle acque madri delle saline. A temperatura ambiente, è un liquido estremamente volatile, che produce un vapore rossastro velenoso e soffocante composto da molecole biatomiche; se entra in contatto con la pelle, provoca ferite che guariscono molto lentamente. Preparazione. Le acque madri calde, concentrate in bromuro, sono introdotte dall'alto di una colonna mentre dal basso si manda cloro: il bromo, che si libera come vapore contenente un po' di cloro, viene condensato sotto acqua, poi purificato per distillazione frazionata. Il bromo è usato nella fabbricazione dei bromuri metallici, come il bromuro d'argento, impiegato in fotografia, e il bromuro di potassio, sedativo del sistema nervoso. Serve inoltre a ottenere alcuni derivati organici bromurati utilizzati come prodotti terapeutici, sostanze lacrimogene, materie coloranti. È sfruttato per la preparazione del piombo tetraetile, antidetonante dei carburanti.

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Fatti e dati del bromo

 

 

BUCHNER, IMBUTO DI 

Imbuto cilindrico di porcellana, a base piatta e circolare bucherellata, che viene usato per filtrare a pressione ridotta.

BUILDER
Componente complementare di un detersivo, generalmente inorganico. Esso esercita diverse funzioni, la principale delle quali è quella di neutralizzare la durezza dell’acqua.

BURETTA 

Nome dato a tubi di vetro di forma variabile, graduati in parti di uguale capacità, muniti di adatta chiusura e usati come misuratori di volume per gas e liquidi. 

BUTADIENE
E’ il primo componente della serie dei dieni, idrocarburi con due doppi legami. L’isomero 1,3 ha formula chimica CH2=CH-CH= CH2 e si ricava dal cracking del petrolio. Viene utilizzato come monomero per produrre il polibutadiene e come comonomero per la produzione di diversi altri elastomeri come ad esempio le gomme Stirene Butadiene o copolimeri, come l’ABS (Acrilonitrile-Butadiene-Stirene).

BUTANO

Idrocarburo saturo di formula C4H10.Esistono  due butani isomeri: il butano normale CH3CH2CH2CH3 gassoso, che liquefa a ­0,5 °C e l'isobutano (CH3)2CHCH3 gassoso, che liquefa a ­12 °C. Il suo punto di ebollizione lo rende facilmente liquefacibile: da qui derivano i numerosi usi industriali e domestici.

Il butano commerciale è una miscela complessa di idrocarburi ottenuta dalla distillazione di petroli: butano e isobutano, contenuti nel grezzo, butene e isobutene che provengono dal cracking. Questa miscela è usata come combustibile domestico ed è venduta in bombole dette “di gas liquido”; si aggiungono sostanze che le conferiscono odore sgradevole in modo da rivelare eventuali fughe molto pericolose data la facile esplosività delle miscele butano- aria. Il butano commerciale è anche utilizzato come carburante per motori a scoppio, avendo un numero di ottano molto elevato. Per le utilizzazioni nel campo chimico l'n-butano è sovente sottoposto a cracking per produrre acetilene, etilene e propilene, o a deidrogenazione per ottenere butene, fonte del butadiene. Inoltre dall'ossidazione dell'n-butano in fase gas si ottengono metanolo, acido acetico, acetone, mentre in fase liquida si ricavano acido acetico, acetato di butile, ecc. L'isobutano per alchilazione fornisce una benzina ad alto numero di ottano, usata come carburante avio.

 


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