Dizionario di Chimica e di Chimica Industriale

A

Abbattimento - Amianto

 

Un sistema periodico ...

 

 

ABBATTIMENTO

Operazione per depurare gli effluenti gassosi.

 

Usa il motore di ricerca!

 

Abbondanza cosmica

Frazione di atomi di ciascun elemento presenti nell'universo. Viene in generale espressa in percentuale rispetto all' Idrogeno, che è l'elemento più abbondante, o in percentuale di milioni di atomi di Silicio (cioè in una scala che ponga l'abbondanza del Silicio uguale a 10). L'abbondanza cosmica viene determinata con tecniche diverse a seconda dell'oggetto che si studia. Per la Terra o le meteoriti, si usano le normali tecniche di laboratorio per lo studio della composizione chimica di un campione. Per il Sole e le stelle si usa l'analisi spettroscopica deducendo l'abbondanza cosmica dalla larghezza e dall'intensità delle righe spettrali caratteristiche dei singoli elementi; per gli spazi intersiderali o intergalattici notevoli contributi sono venuti dalla radioastronomia. L' Idrogeno e l' Elio sono i due elementi più abbondanti: da soli costituiscono il 95% della materia nell'universo. Tale percentuale risulta molto ridotta nel caso della Terra perché i due gas sono leggeri e tendono a sfuggire alla gravità terrestre. L'abbondanza cosmica diminuisce con l'aumentare del numero atomico degli elementi.

 

Abbondanza cosmica: un approfondimento

 

 

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Indice di Chimica &Industria

Rubrica del Dizionario

abbondanza geochimica

Quantità percentuale di un elemento rispetto alla massa totale della crosta terrestre.

 

ABETE (Bianco o Rosso)

Principio attivo per fitocosmesi. Estratto dalle gemme e dai rami giovani delle piante, viene utilizzato per tonici stimolanti, per creme e maschere riattivanti e, talvolta, negli shampoo per capelli grassi e con forfora. Componenti principali: resina, acido salicilico, oli essenziali, sostanze minerali, trementina e catrame

 

ABIETINICO 

Si dice di un acido di formula C19H29CO2H costituente principale della colofonia dalla quale si ricava puro attraverso varie cristallizzazioni da alcool; il sale sodico grezzo viene usato nell'industria della carta e nella produzione di sapone.

 

ABIOTICO  

In biochimica per sintesi abiotica si intende la formazione di sostanze organiche, anche le più complesse, indispensabili alla vita, in assenza di qualsiasi forma vitale. Poiché tutti gli esseri viventi sono costituiti da un certo numero di identiche sostanze organiche semplici, sorge il problema di come queste possano essersi formate. Nel 1920 Oparin propose che la primitiva atmosfera terrestre fosse costituita in prevalenza da metano, ammoniaca e acqua e che l'irraggiamento solare potesse essere sufficiente ad attivare tutta una serie di reazioni dalle quali potevano prendere origine le molecole necessarie alla vita. L'ipotesi non fu immediatamente accettata, però ricerche recenti provano che circa tre miliardi di anni or sono l'atmosfera terrestre era costituita soprattutto da azoto, idrogeno, monossido e biossido di carbonio, poca ammoniaca e poco metano, mentre era assente l'ossigeno; la temperatura doveva essere alquanto inferiore ai 100 °C e la superficie terrestre quasi tutta coperta da acqua. Simulando queste condizioni, ma tenendo molto elevate le concentrazioni di ammoniaca e metano, S. L. Miller poté provare nel 1953 che in presenza di scariche originate da un arco elettrico si osserva la formazione di alcuni acidi e amminoacidi presenti negli organismi viventi. In più recenti esperimenti compiuti in condizioni assai più simili a quelle primordiali, si sono ottenuti risultati più probanti e si è potuto dimostrare che basta la formazione di acido cianidrico perché da esso prendano poi origine tutti gli altri composti. È probabile che sia stato seguito il principio della continuità evoluzionistica, cioè che in realtà le prime cellule siano state il risultato di una lunga serie di singoli eventi, ognuno dei quali pochissimo diverso dal precedente e dotato di una elevata probabilità di verificarsi in base alle leggi della chimica e della fisica. Ne viene di conseguenza che le singole molecole a tutt'oggi necessarie alla vita devono essersi formate molto presto nella storia della Terra e non devono aver subito cambiamenti nella loro struttura.

 

ABRASIVO  

Sostanza molto dura, capace di asportare per attrito piccole quantità di materia; usata per la fabbricazione delle mole.

Gli abrasivi possono essere naturali o artificiali; i primi si classificano in silicei (quarzo, sabbia, arenaria, tripoli, detriti di infusori, pomice) e in alluminosi (smeriglio, corindone); i secondi comprendono il vetro in polvere, il rosso inglese (ossido ferrico), l'idrato ferrico, l'alundum, il carborundum. L'alundum, che è il nome commerciale del corindone artificiale, e il carborundum, cioè il carburo di silicio, ottenuti al forno elettrico e agglomerati con legante, servono alla fabbricazione delle mole artificiali. Il carborundum è, dopo il diamante, il più duro abrasivo conosciuto, ma i suoi cristalli sono più fragili di quelli del corindone. Secondo la scala di Mohs, la durezza di queste sostanze ha i seguenti valori: diamante, 10; carborundum, 9,6; corindone, 9,4; smeriglio, da 7 a 9; quarzo, da 6,8 a 7. Talvolta, come abrasivo, viene impiegata polvere di diamante, indicata per lavori di finitura e per l'affilatura di utensili di grande durezza che vengono trattati con carburo di tungsteno.

 

ABS (Acrilonitrile-Butadiene-Stirene)
Sigla che indica resine sintetiche di elevata resistenza impiegate in varie industrie (per imballaggi, carcasse dei televisori e dei telefoni, vernici, giocattoli). L’ABS si ottiene polimerizzando lo stirene in presenza di acrilonitrile e butadiene.

 

ABS (Alchil-Benzen-Solfonato)

Gli  alchil-benzen-solfonati di sodio costituiscono la base della maggior parte dei detersivi sintetici; si ottengono trattando il benzene con il tetramero del propilene in presenza di cloruro di alluminio, solfonando successivamente con acido solforico e neutralizzando con soda. A differenza dei saponi, gli ABS non sono rapidamente distrutti dalle flore batteriche presenti nelle acque superficiali e costituiscono perciò uno dei fattori di inquinamento delle acque stesse. La produzione mondiale è dell'ordine delle milioni di tonnellate.

 

ACACIA
Gomma tratta da un tipo di acacia. In cosmetica: Serve da stabilizzatore degli Hydro Beads (microcapsule). Funzione: additivo reologico

 

accettore di protoni 

Base secondo la teoria di Brønsted-Lowry.

 

ACCIAIO

Lega di ferro e carbonio, con un tenore di carbonio inferiore all'1,8%, che può acquisire, per trattamenti termici e lavorazioni meccaniche, caratteristiche molto varie. Fino agli inizi del  XIX sec. la produzione dell'acciaio fu limitata: essenzialmente si trattava il minerale di ferro con carbone di legna, in forni dislocati nei boschi, vicino a piccoli giacimenti. In quegli anni il carbon fossile e quindi il coke entrarono a far parte del processo di fabbricazione dell'acciaio. I primi altiforni erano però di limitata capacità e lo sviluppo della produzione nei principali paesi produttori, Inghilterra, Germania, Francia, fu perciò molto lento per tutta la prima metà del secolo scorso. Nel 1855 l'invenzione del processo Bessemer facilitò l'utilizzazione dei minerali di più difficile fusibilità. Nel 1865 il processo Martin permise l'impiego dei rottami; nel 1878 i metallurgisti Thomas e Gilchrist misero a punto il convertitore basico (che prese il nome di convertitore Thomas), col quale fu possibile anche lo sfruttamento dei giacimenti di minerale di ferro fosforosi, primo fra tutti quello importantissimo della Lorena. La produzione delle ferroleghe e degli acciai speciali ebbe praticamente inizio negli anni successivi alla prima guerra  mondiale, quando cominciarono a essere usati i forni elettrici. 

 

ACCUMULATORE AL PIOMBO 

Cella elettrochimica secondaria i cui elettrodi sono di piombo, mentre l'elettrolita è costituito da acido solforico diluito.

Accumulatore al piombo: un approfondimento 

 

ACESULFAME

Dolcificante artificiale scoperto nel 1967 in Germania nei laboratori della Höchst; usato come sale di potassio, acesulfame K, possiede un potere dolcificante circa 130 volte maggiore rispetto a quello dello zucchero da tavola.

 

ACETALE 

Nome generico designante i composti ottenuti per condensazione delle aldeidi con gli alcooli in presenza di tracce di acido minerale. Un  acetale derivato dall'aldeide R-CHO, e dall'alcool R´OH, ha formula generale R-CH(OR´)2. Gli acetali sono generalmente liquidi volatili, di odore etereo, molto stabili in ambiente neutro o alcalino ma si idrolizzano facilmente in un mezzo acido con rigenerazione dell'aldeide e dell'alcool. L'acetale CH3CH(OC2H5)2 è utilizzato in farmacia come ipnotico nonché in profumeria come solvente.  

 

ACETATO DI ALFA-TOCOFERILE
Derivato della vitamina E, antiossidante. Agisce contro i radicali liberi. In cosmetica: Funzione: antiossidante.

 

ACETICO, ACIDO

L'acido acetico CH3CO2H è il prodotto di ossidazione dell'alcool etilico. L'acido  acetico si può ottenere per ossidazione dell'alcool etilico con vari ossidanti; per ossidazione batterica di liquidi alcoolici diluiti (vino) da cui si ottengono soluzioni diluite; inoltre l'acido acetico è presente fra i prodotti della distillazione secca di sostanze organiche, come il legno. L'eliminazione dell'acqua da queste soluzioni è una operazione molto complessa, per cui oggi l'acido acetico puro, o glaciale, si ottiene quasi esclusivamente ossidando l'aldeide acetica con aria in presenza di acetato di manganese. L'acido acetico è usato nell'industria come solvente e come intermedio in molte sintesi organiche, per es. nella produzione di diversi acetati che hanno numerosissime applicazioni.

 

ACETILAZIONE  

Reazione chimica consistente nella sostituzione di un atomo di idrogeno, di un ossidrile o di un gruppo amminico delle molecole organiche, con un radicale acetile (CH3CO—) per ottenere esteri o ammidi sostituite. L'acetilazione  si verifica negli organismi viventi nei quali rappresenta una fase importante del metabolismo glucidico e lipidico e può essere ridotta in alcuni stati patologici. L'acetilazione può essere realizzata mediante anidride acetica, cloruro di acetile, chetene e acido acetico glaciale. L'acetilazione è inoltre impiegata nell'industria farmaceutica, tessile (raion all'acetato), delle materie plastiche, coloranti, ecc.

  

ACETILCELLULOSA (acetato di cellulosa)

Prodotto dell'azione dell'anidride acetica sulla cellulosa (cotone) quando si è in presenza di catalizzatori (acido solforico) e dopo eventuale parziale saponificazione. Il  derivato triacetilato (tre gruppi acetili per residuo di glucosio) è poco solubile nei solventi ordinari (acetone, acetato di etile, di metile, ecc.); per renderlo solubile viene saponificato in parte con quantità calcolate di acqua, subito dopo l'acetilazione e nello stesso apparecchio. Mediante precipitazione con acqua si ottiene una acetilcellulosa le cui caratteristiche fisiche dipendono dal contenuto in gruppi acetili: col crescere della loro percentuale aumenta la stabilità, mentre diminuiscono la solubilità e l'igroscopicità. L'industria cerca di ottenere un prodotto facilmente solubile, poco igroscopico e stabile. L'acetilcellulosa è una materia plastica molto usata, con cui si fanno pellicole (in particolare quelle cinematografiche, molto meno infiammabili di quelle alla nitrocellulosa), vernici e anche filati (raion all'acetato).

acetilcolina

acetilcolina
Sostanza derivata dall’unione (esterificazione) della colina con l’acido acetico, in seguito all’azione di un enzima detto esterasi. L’acetilcolina interviene, come mediatore chimico della trasmissione degli impulsi nervosi (detta in tal caso trasmissione colinergica), in molteplici punti del sistema nervoso centrale e periferico.

 

Struttura della acetilcolina


La trasmissione colinergica
L’acetilcolina viene immagazzinata in vescicole nella terminazione presinaptica; quando arriva l’impulso elettrico le vescicole si abboccano alla membrana presinaptica e l’acetilcolina viene liberata in uno spazio detto sinaptico. A questo punto l’acetilcolina può andare a occupare i recettori situati sulla membrana postsinaptica, depolarizzandola e dando il via alla formazione di un potenziale d’azione nella fibra nervosa o nella fibra muscolare che ha stimolato. In corrispondenza delle terminazioni colinergiche agisce un enzima altamente specializzato, noto come acetilcolinesterasi, in grado di scindere il legame di estere tra l’acetilcolina e l’acido acetico e di interrompere la trasmissione dell’impulso nervoso. L’acetilcolinesterasi in questo modo rende liberi e nuovamente disponibili a captare acetilcolina i recettori postsinaptici. In condizioni di riposo esiste una liberazione detta basale di acetilcolina, insufficiente però a provocare l’effetto appena descritto. La trasmissione colinergica interessa: la giunzione neuromuscolare (placca motrice) della muscolatura volontaria; le fibre postgangliari parasimpatiche destinate a cellule effettrici del sistema nervoso vegetativo (dirette alla muscolatura liscia dei visceri, al sistema di conduzione cardiaco); le fibre autonome pregangliari destinate a cellule simpatiche e parasimpatiche e a cellule della midollare del surrene; le giunzioni delle fibre nervose di porzioni di sistema nervoso centrale (putamen, amigdala, ippocampo). Pare accertato che la condizione di invecchiamento cerebrale sia accompagnata da riduzione del sistema colinergico presinaptico, senza che quest’ultimo costituisca causa certa della prima. Difficile impiegare l’acetilcolina in terapia, in quanto ha effetti diversi, a seconda del distretto in cui agisce, e comunque fugaci. Effetti simili possono invece essere prodotti da sostanze capaci di stimolare i recettori colinergici (parasimpaticomimetici) o di bloccare l’azione della acetilcolinesterasi (anticolinesterasici). Parallelamente gli effetti dell’acetilcolina possono essere bloccati da sostanze in grado di legarsi ai recettori colinergici rendendoli indisponibili a captare il segnale trasmesso dall’acetilcolina (anticolinergici); è il caso dei curarici nella placca neuromotrice, o dell’atropina nelle fibre effettrici del sistema nervoso autonomo.

 

ACETILENE
I
drocarburo fortemente insaturo (con triplo legame tra i due atomi di carbonio) prodotto per pirolisi di idrocarburi o da idrolisi del carburo di calcio, usato principalmente come combustibile per generare alte temperature ad es. per saldature. A partire dagli anni 1920-1930 sono state studiate, soprattutto a opera di W. Reppe, altre reazioni di addizione dell'acetilene, i cui prodotti sono tra i più importanti dell'industria chimica organica: trovano infatti impiego come monomeri per l'ottenimento di polimeri o come prodotti base. Queste reazioni avvengono tutte attraverso l'azione di opportuni catalizzatori: l'acetilene somma acqua per dare aldeide acetica, acido cloridrico per dare cloruro di vinile, acido cianidrico per dare acrilonitrile, ossido di carbonio e alcooli, mediante i quali si ottengono gli esteri acrilici.

 

ACETILENE (petrolchimica)

L'acetilene  C2H2, uno dei prodotti maggiormente pregiati della petrolchimica, è ottenuto industrialmente mediante cracking all'arco elettrico di idrocarburi a basso numero di atomi di carbonio oppure mediante cracking termico ad alta temperatura del gas naturale, per parziale combustione del metano. Dall'acetilene si ottiene l'ossido di etilene, il butadiene, l'acetaldeide e, per reazione con l'acido cianidrico, l'acrilonitrile. È inoltre la materia prima per la produzione di resine e gomme sintetiche e di tutta una serie di prodotti di primaria importanza. Per reazione diretta col cloro si ottiene il tricloroetano che, per successiva reazione con ossido di calcio, dà il tricloroetilene, ClCH = CCl2, o trielina, uno tra i più energici sgrassanti. Dalla reazione dell'acetilene con acido cloridrico si ottiene il cloruro di vinile, CH2 = CHCl, che polimerizzando dà il cloruro di polivinile, la più usata e conosciuta tra le materie plastiche. Per dimerizzazione dell'acetilene si ottiene il vinilacetilene, materia prima per la produzione di gomma sintetica. Reagendo con acido acetico, l'acetilene dà acetato di vinile che polimerizzando dà l'acetato di polivinile, altra materia termoplastica di importanza pari a quella del cloruro di polivinile.

  

ACETO

Prodotto della fermentazione di bevande alcooliche di bassa gradazione (vino, birra, sidro, ecc.) a opera di microrganismi del gruppo Mycoderma aceti. Lavoisier dimostrò che l'acetificazione consiste in un'ossidazione dell'alcool etilico; Chaptal s'interessò in modo particolare a tale problema: per primo descrisse in modo completo il metodo orleanese (1807); nel 1822 l'olandese Christian Persoon scoprì che l'acetificazione è opera di un microrganismo, da lui chiamato Mycoderma aceti; più tardi la sua teoria fu combattuta da Liebig, ma fu definitivamente confermata dagli studi di Pasteur sulla fermentazione acetica (1862).

ACETONE
E’ il composto più importante della famiglia dei chetoni alifatici. E’ un liquido basso-bollente (55°C), con notevoli attitudini solventi. Per la sua produzione sono stati suggeriti numerosi processi. Il più praticato consiste nella coproduzione di acetone e fenolo da cumene. Nei paesi in via di sviluppo si ottiene anche da fermentazione di amidi e melasse. L’applicazione principale è come solvente industriale e come diluente (es. per vernici), viene anche utilizzato come reagente nella sintesi di composti come metil metacrilato e il bisfenolo-A.

ACHILLEA

(Achillea Millefolium) Principio attivo per fitocosmesi. Estratto dai fiori e dalle foglie, viene utilizzato per tonici, emulsioni, shampoos, saponi per pelli delicate e secche. Componenti principali: olio essenziale, acidi vari, azulene.

Una bellissima immagine di Achillea Millefolium

 

ACIDITÀ  

Attitudine a cedere protoni; talora anche misura di tale attitudine.

ACIDO
Gli acidi sono composti chimici di reattività spesso elevata, caratterizzati, a seconda delle definizioni, dalla capacità di cedere protoni o di interagire con doppietti elettronici disponibili. Le basi sono sostanze con proprietà opposte, possono acquisire protoni o rendere disponibili doppietti elettronici. Entrambi possono essere tanto reattivi da essere corrosivi (es. acido solforico, acido nitrico, acido cloridrico, soda caustica, idrossido di calcio). L'acidità (o basicità) di soluzioni acquose si misura di solito mediante il cosiddetto pH, numero compreso tra 1 e 14 associato alla concentrazione logaritmica di specie acide o basiche. Ad un pH 7 corrisponde una soluzione neutra, un pH < 7 denota acidità (es. la pelle, l'aceto), invece un pH > 7 denota basicità (es. soluzioni di detersivi, calce).

ACIDO CARBOSSILICO 

Composto organico contenente il gruppo carbossile, -COOH. Esempi: CH3COOH, acido acetico; C6H5COOH, acido benzoico.

 

ACIDO CONIUGATO 

Acido di Brønsted che si forma quando una base di Brønsted (vedi) ha accettato un protone. Esempio: NH4+ è acido coniugato di NH3.

 

ACIDO DEBOLE 

Acido che in soluzione acquosa, alle concentrazioni ordinarie, si ionizza solo parzialmente. Esempi: HF, CH3COOH. 

 

ACIDO DI ARRHENIUS 

Specie che cede protoni (ioni idrogeno, H+) in soluzione acquosa. Esempi: HCl; CH3COOH.

 

ACIDO DI BRØNSTED 

Donatore di protoni (ioni idrogeno, H+). Esempi: HCl; CH3COOH; HCO3-; NH4+.

 

ACIDO DI LEWIS 

Specie in grado di accettare una coppia elettronica. Esempi: H+; Fe3+; BF3.

 

ACIDO FORTE

Acido che in soluzione acquosa risulta completamente dissociato. Esempi: HCl, HNO3.

ACIDO NITRICO v. NITRICO, ACIDO

ACIDO SOLFORICO v. SOLFORICO, ACIDO

ACQUA
Considerata  dagli antichi come un elemento, l'acqua è una combinazione di idrogeno e ossigeno: Cavendish, nel 1781, scoprì infatti che si formava nella combustione dell'idrogeno. Gli studi iniziati nel 1783 da Lavoisier e completati da quelli di Carlisle e di Nicholson nel 1800 (analisi elettrolitica dell'acqua), di Gay- Lussac e di Humboldt nel 1805 (sintesi eudiometrica), e lo studio teorico di Avogadro nel 1811 ne stabilirono la reale composizione. L'acqua è formata da due atomi di idrogeno per ogni atomo di ossigeno: la sua formula è H2O. L'acqua è fondamentale per la vita sulla terra e per larga parte delle industrie, svolgendo molteplici funzioni: solvente, reattivo (idrolisi), mezzo per scambiare calore, etc.  L'industria  sfrutta tutte le acque naturali: di fiume, sotterranee, di lago e talvolta anche le acque marine (ad es. l'industria del freddo); recentemente è stato introdotto l'uso di acque di rifiuto opportunamente trattate. Le acque industriali richiedono comunque una depurazione più o meno accentuata secondo gli impieghi cui sono destinate: l'acqua per alimentazione delle caldaie deve essere completamente addolcita, cioè depurata dai sali, per evitare incrostazioni; analogamente deve essere addolcita l'acqua destinata all'industria tessile, alle lavanderie, alle tintorie, ecc. (ad es., l'acqua per concerie e cartiere deve essere totalmente priva di ferro).

 

ACQUA DEIONIZZATA 
Acqua da cui è stata rimossa la maggior parte delle sostanze ioniche disciolte.

ACQUA OSSIGENATA
Ha formula chimica H2O2, da cui il nome di acqua ossigenata, più scientificamente si chiama perossido d’idrogeno. E’ un liquido trasparente, con punto di ebollizione superiore rispetto all’acqua (150° C), con spiccata azione ossidante e forte attitudine all’ossidazione dei composti organici, ivi inclusa l’azione disinfettante per cui è maggiormente nota al pubblico. Storicamente è stata prima prodotta per via elettrolitica, quindi sono stati introdotti processi di sintesi da idrogeno e ossigeno in presenza di appropriati composti organici e di catalizzatori. L’utilizzo dell’H2O2 si è esteso a quasi tutte le industrie. Esempi di utilizzo sono nel trattamento delle fibre tessili, nell’industria della carta, nella produzione degli additivi per materie plastiche, di intermedi per farmaceutici e antiparassitari. Viene anche usata in processi di pulizia dell’industria elettronica e come agente disinfettante in processi di imballaggio asettico.

ACQUA PESANTE
Si distingue dall’acqua "normale"(1H2O) per la sostituzione di idrogeno con deuterio(2H2O o D2O). La sua utilità discende dal fatto che il deuterio è di gran lunga il miglior moderatore di neutroni. L’acqua pesante viene infatti utilizzata nei reattori nucleari per controllare il flusso di neutroni nel combustibile nucleare, in modo che la reazione a catena si autosostenga ma non diventi incontrollata. La produzione di acqua pesante su larga scala fu studiata durante il progetto Manhattan che condusse alla preparazione della bomba atomica.

ACQUARAGIA

Nome di miscele liquide di sostanze organiche, di varia origine, usate come solventi di sostanze organiche.

ACRILICHE (resine)
Le resine acriliche sono ottenute dalla polimerizzazione di monomeri acrilici, principalmente acido acrilico ed esteri acrilici o metacrilici. La miscela di comonomeri viene ottimizzata per ottenere copolimeri con caratteristiche particolari come, resistenza alla fiamma, elasticità, reticolabilità, comportamento antistatico etc. Le applicazioni principali comprendono pitture per edilizia, rivestimento di metalli, adesivi e sigillanti, rivestimento della carta, di tessuti e del cuoio.

Acriliche (resine): un approfondimento

ACRILICO
Termine usato nell'industria tessile per indicare le fibre sintetiche prodotte a partire da acrilonitrile, monomero che costituisce almeno l'85% delle unità ripetitive nella catena polimerica.

ACRILICO (acido)

Acido organico rappresentato dalla formula CH2-CH-COOH, costituisce il termine più semplice degli acidi con un doppio legame

ACRILONITRILE
Composto organico a base di carbonio e di azoto prodotto partendo da propilene, ammoniaca e ossigeno e usato nella produzione di fibre, polimeri e gomme.

ACROLEINA (ALDEIDE ACRILICA,   PROPENALE)

Aldeide etilenica con formula CH2=CHCHO ottenuta disidratando la glicerina per mezzo dell'idrogeno solfato di potassio. L'acroleina  è un liquido incolore, molto lacrimogeno, di odore sgradevole; è il punto di partenza di numerose sintesi e viene impiegata nella fabbricazione delle resine sintetiche. Per il suo odore caratteristico viene addizionata ai fluidi refrigeranti per svelarne le fughe.

  

ACTH  (Adreno-Cortico-Tropic- Hormone)

Ormone secreto dalle cellule dell'ipofisi anteriore: stimola la produzione degli ormoni corticosurrenali. L'ACTH  è molto importante nei fenomeni di adattamento, specialmente nella sindrome di allarme di Selye: secondo tale autore, infatti, la produzione e la secrezione di questo e altri ormoni preipofisari vengono influenzate dagli stimoli più vari; in particolare, in qualsiasi situazione di emergenza, come shock, emorragie, bruciature, ecc., aumenta la produzione di ACTH che, determinando una maggior produzione di corticosteroidi da parte della corteccia surrenale, permette all'organismo di reagire adeguatamente. L'iperproduzione di ACTH condiziona l'ipercorticismo surrenale di origine ipofisaria (malattia di Cushing). L'ACTH viene usato nella terapia di certe infezioni, nelle malattie reumatiche, in alcune forme di malattie mentali, ecc., ma in certi casi si preferisce ricorrere direttamente al cortisone e ai suoi derivati. 

Ulteriori informazioni sull'ACTH

ADDITIVO
Sostanza che viene aggiunta in piccole quantità per migliorare o mantenere nel tempo le prestazioni dei prodotti (in particolare prodotti a comportamento e formulazioni) e dei materiali (ad es. le materie plastiche e le gomme) ai quali viene addizionato
.

ADDITIVI REOLOGICI
Sostanze che aumentano o diminuiscono la viscosità di un prodotto.

ADDIZIONE (metallurgia)

L'addizione  di un elemento accessorio nel corso di un'operazione metallurgica (per es., l'addizione di ferro-manganese alla fine della fabbricazione dell'acciaio al forno Martin) ha per scopo sia di completare la purificazione in corso, sia di precisare la composizione di una lega; in quest'ultimo caso, l'addizione può conservare la sua individualità o formare un nuovo costituente con uno degli elementi principali della lega o entrare in soluzione nei costituenti normali; si possono così modificare le proprietà della lega in modo nuovo e interessante.

 

ADDOLCIMENTO  

In chimica l'addolcimento dell'acqua consiste nell'eliminazione dei sali che rendono un'acqua dura. Tecnicamente è un procedimento impiegato allo scopo di eliminare dall'acqua, destinata all'alimentazione delle caldaie o ad altri usi industriali, i sali di calcio e magnesio e gli altri fattori di durezza. Tali procedimenti possono essere sia chimici sia fisici: fra i primi si annoverano i trattamenti con resine scambiatrici di ioni e quelli con calce e soda, spurghi di caldaie, fosfato sodico, ecc.; fra i secondi i trattamenti termici.

 

ADENINA

6-amminopurina estratta dal pancreas e dal tè. I suoi derivati, più o meno complessi, sono tra i composti biologicamente più importanti, essendo il gruppo prostetico di alcuni enzimi, come il coenzima A e il difosfopiridinnucleotide [DPN], o un costituente degli acidi nucleici.

 

ADENOSINA

Nucleoside formato da D(-)ribosio e da adenina, costituente dei gruppi prostetici degli enzimi.

 

Struttura dell'adenosina

 

Adenosina: un approfondimento

 

ADESIVO
Sostanza in grado da una parte di mettere ad intimo contatto due corpi, dall'altra di aumentare il lavoro necessario per separarli. Alcuni  adesivi oggi in uso erano noti sin dall'antichità (es. colla da pelli), ma la maggior parte di essi è frutto di ricerche degli ultimi anni. Gli adesivi, naturali o artificiali, possono essere classificati a seconda del solvente o dello stato di aggregazione; quelli naturali si trovano in natura allo stato di sol o di gel. I più noti sono: la gomma arabica e la gomma adragante, prodotto di secrezione delle acacie la prima, di essudamento di leguminose esotiche la seconda; il carrageen e l'agar- agar, ricavati da alghe marine; le colle derivate da tessuti cartilaginei animali, come la colla di pesce. Gli adesivi artificiali come colle, gelatine, pasta d'amido, colle a freddo (dall'amido, dal glucosio, dalla destrina, dalla caseina, ecc.) sono quelli ottenuti con preparazioni chimiche varie.

 

ADRAGANTE (Gomma)

Additivo viscoso sospendente e legante usato in lozioni, emulsioni, dentifrici, prodotti coprenti. Viene estratto dalla gomma di alcune specie di Astragali asiatici. Componenti principali: l'adragantina è una miscela complessa di polisaccaridi; è inodore e insapore ed ha reazione acida.

 

ADSORBIMENTO 

Adesione o concentrazione di sostanze disciolte o disperse sulla superficie di un corpo. L'adsorbimento  è un fenomeno superficiale che si verifica nello strato che separa due mezzi di natura differente. Si sa che un solido immerso in una soluzione salina attira alla sua superficie una certa quantità del sale in soluzione; si osservano fatti analoghi quando il mezzo esterno è gassoso, come pure sulla superficie di contatto di due liquidi non miscibili, o di un liquido e di un gas. Un caso tipico di adsorbimento è quello del carbone di legna, che, agitato in una soluzione di fucsina, attira il colorante sulla superficie dei pori: basta quindi filtrare la miscela per trattenere sul filtro tutto il colorante e il carbone. È dimostrato che in un numero notevole di casi si ha reazione chimica fra l'adsorbente e la sostanza adsorbita: caso tipico l'adsorbimento delle tinture da parte della lana. A torto si è confuso l'adsorbimento con il rigonfiamento dei colloidi nei liquidi e nei vapori. Il fenomeno dell'adsorbimento è sfruttato nella tecnica farmaceutica, nella raffinazione del petrolio, per migliorare il colore degli oli ed estrarne i componenti asfaltici o resinosi indesiderabili (decolorazione per mezzo di terre adsorbenti).

 

AEROSOL   

Dispersione di particelle solide o liquide misuranti da 0,5 a 5 micron di diametro, nell'aria o in un gas. Gli  aerosol si formano generalmente per condensazione di piccole gocce di vapore attorno a nuclei per lo più solidi, presenti nel mezzo disperdente (es. lo smog, nebbia delle zone industriali) e si disperdono a causa del moto browniano che anima le particelle: la velocità di dispersione è inversamente proporzionale al diametro di queste. Le particelle inoltre tendono ad aderire sia tra loro sia alla superficie con cui vengono a contatto, cioè tendono a diminuire di numero aumentando di dimensioni: sfruttando questa proprietà, le particelle vengono facilmente separate dal mezzo disperdente mediante filtrazione.

Usi. Gli aerosol sono ampiamente utilizzati come insetticidi e anticrittogamici, fissatori di cosmetici, deodoranti e disinfettanti delle abitazioni, nonché per la produzione di cortine fumogene a uso militare. In medicina e in veterinaria servono da veicolo a preparati medicamentosi e possono impregnare profondamente l'apparato respiratorio. Gli aerosol, un tempo usati soltanto per via broncopolmonare, sono impiegati per il trattamento di lesioni a carico di altri organi, come sinusiti, fistole, affezioni vaginali o cutanee. I principali medicamenti somministrati in questo modo sono la penicillina, l'atropina, la caffeina, la teofillina.

 

AFFINITÀ  

Il  termine affinità fu introdotto da Boerhaave. Geoffroy l'Aîné precisò le idee di Boerhaave e pubblicò nel 1718 la prima tabella delle affinità, con il titolo: Table des rapports observés entre les diverses substances. Per Berthollet la temperatura, la pressione e anche le quantità ponderali presenti sono determinanti nello svolgimento dei fenomeni chimici. Non si aveva ancora però una definizione quantitativa dell'affinità; Berthelot propose che l'affinità fosse identificabile con la quantità di calore svolta in una reazione e teorizzò che questa avvenisse tanto più facilmente quanto più grande era il calore svolto. Si conoscono del resto molte reazioni chimiche e trasformazioni fisiche che si verificano con assorbimento di calore, inoltre molte reazioni sono dette di equilibrio, cioè avvengono solo fino a un certo punto (punto di equilibrio); in pratica si può, variando opportunamente le condizioni — per es. la concentrazione— fare avvenire l'una o l'altra delle due reazioni possibili e inverse. Da tutto questo deriva che una misura dell'affinità deve tenere conto della temperatura, della pressione, della concentrazione e della costante di equilibrio della reazione. Una reazione avverrà quindi tanto più facilmente quanto più si sarà lontani dall'equilibrio, cioè quanto maggiore sarà l'energia che il sistema potrà liberare durante il suo svolgersi. Per una misura quantitativa della grandezza e per non dovere ogni volta indicare la concentrazione di tutte le specie che si formano o che scompaiono, ci si riferisce a determinate concentrazioni. Si chiama affinità normale quella di una reazione nella quale i reagenti e i prodotti sono presenti in concentrazioni unitarie (per i liquidi e per i solidi) e a pressioni parziali unitarie (per i gas); si può allora dimostrare che l'affinità di una reazione è uguale alla differenza tra l'energia libera normale dei prodotti e quella dei reagenti. Per energia libera normale si intende una funzione di stato delle specie chimiche del sistema, ognuna presa a concentrazione o pressione unitaria. Poiché una reazione non è possibile se non corrisponde a un'effettiva diminuzione dell'energia libera del sistema, si può prevedere lo svolgersi di una reazione chimica almeno dal punto di vista energetico; non va infatti trascurato il fattore cinetico perché esistono reazioni possibili energeticamente, ma lente al punto da non essere riscontrabili.

 

AFFINITÀ ELETTRONICA  

Energia liberata quando un atomo o uno ione allo stato gassoso cattura un elettrone.

 

AFNIO  

L'afnio  è l'elemento chimico di simbolo Hf, di numero atomico 72 e peso atomico 178,49. Il nome deriva da Hafnia, nome latino di Copenaghen. Piuttosto raro, è stato scoperto da Urbain e isolato da Hevesy. È un metallo bianco, che fonde a circa 1970 °C, con proprietà del tutto analoghe a quelle dello zirconio.

 

Un sistema periodico per immagini

Immagini sull'afnio

Fatti e dati dell'afnio

AGENTI TAMPONE
Sostanze che stabilizzano e aggiustano il pH dei prodotti.

 

AGITAZIONE TERMICA 

Moto caotico e incessante delle particelle che costituiscono un sistema (atomi, molecole, ioni, particelle colloidali).

 

AGGRESSIVO  

Aggressivo chimico, sostanza chimica semplice o composta, capace di provocare la morte o l'invalidità dei combattenti, oppure di essere temporaneamente debilitante, o destinata a provocare gravi danni ai vegetali. Vere sostanze chimiche impiegate come arma da guerra comparvero sui campi di battaglia della prima guerra mondiale (1914-1918) sul fronte francese; designati gas asfissianti, ebbero lo scopo di colpire i combattenti al riparo nelle trincee e nei ricoveri. I Tedeschi furono i primi a impiegarli disperdendo nell'aria un gas (cloro) che il vento portò contro le trincee franco-inglesi (22 aprile 1915) e furono ancora i primi a impiegare (20 luglio 1917) un aggressivo persistente, con effetto vescicante letale, nel settore della città di Ypres (da cui il nome iprite). La guerra chimica ebbe grande sviluppo durante il conflitto, ma non consentì di conseguire risultati decisivi o risolutivi. Sul fronte italiano gli Austro-Ungarici impiegarono per primi il gas cloro sul Carso (29 giugno 1916). Gli aggressivi chimici dell'epoca si classificavano a seconda del danno o della reazione che provocavano nell'organismo umano in: soffocanti, che colpivano le vie respiratorie; vescicanti, che provocavano ustioni sulla pelle e sulle mucose e gravi danni agli organi interni; irritanti, che, passando attraverso i filtri delle maschere, provocavano lacrimazione e starnuti e inducevano i combattenti a togliersele, soccombendo agli agenti letali in essi contenuti. Dal punto di vista tattico erano così classificati: fugaci (cloro, fosgene), persistenti (iprite), semipersistenti (idrolizzabili dall'umidità dell'ambiente).

Negli anni seguenti alla prima guerra mondiale sembrò che l'arma chimica dovesse mutare l'aspetto della guerra, ma fu interdetta dalle convenzioni internazionali di Washington (2 febbraio 1922) e di Ginevra (11 giugno 1925). Aggressivi chimici furono utilizzati in grandi quantità durante l'aggressione italiana all'Etiopia, in particolare con l'uso dell'aviazione. Contrariamente alla preoccupazione generale l'arma chimica non fu mai impiegata durante la seconda guerra mondiale, poiché ogni belligerante temeva di trarne più danni che vantaggi. 

Profondamente diversa è la situazione attuale: oggi sono considerati validi gli aggressivi chimici basati su composti fosforganici detti aggressivi nervini o agenti neurotossici, prodotti chimicamente affini a taluni pesticidi, ma di più spiccata tossicità. Gli aggressivi nervini sono conservati allo stato liquido; per l'impiego sono diffusi sotto forma di vapore o di goccioline (spray). Sull'organismo agiscono per inalazione o attraverso la pelle, rendendo inattivo l'enzima acetilcolinesterasi, e provocano la morte entro pochi minuti, dopo una sintomatologia molto complessa (sudorazione profusa, offuscamento della vista, vomito e defecazione incontrollati, convulsioni, paralisi, collasso respiratorio). Antidoto ai nervini è l'atropina. Dei vecchi aggressivi è conservata validità all'iprite, presente nelle scorte, mentre due agenti debilitanti realizzati nel 1918 per far uscire all'aperto i combattenti, il DM (difenilamminocloroarsina) e il CN (-cloroaceto fenone), furono impiegati dagli Americani nel Vietnam, ma presto abbandonati perché facilmente producevano effetti letali anziché debilitanti. In loro vece fu allora impiegato il CS (O- clorobenzalmalonitrile) che in piccole dosi e con minor tossicità dei precedenti otteneva lo stesso effetto. Oggi gli Americani conservano scorte di CS, che classificano come antitumulto. Per scopi di ordine pubblico sono impiegati candelotti che emettono fumo misto a pulviscolo irritante abbinato o no a sostanze lacrimogene. Tra gli aggressivi chimici si devono includere i prodotti chimici usati dalle truppe statunitensi nel Vietnam per defogliare su vasta scala la giungla e distruggere le messi.

 

ALBICOCCO (Olio di)

Eccipiente grasso estratto dai noccioli di albicocco. Inodore e insapore, è irrascindibile, ma si ossida facilmente. Si trova in commercio miscelato con l'olio di pesca e di prugna; viene usato in emulsioni e saponi. Componenti principali: acido oleico, acido linoleico.

 

ALBUMINA 

Tipo di proteina caratterizzata dalla solubilità in acqua e dall'alto contenuto in zolfo. Le  albumine, che di solito non contengono glicocolla, sono molto diffuse in natura, specialmente nel regno animale (es. sangue e uovo). Hanno struttura globulare e sono molto difficili da isolare allo stato puro dato l'alto peso molecolare e le proprietà simili fra loro. Si conoscono albumine tossiche provenienti dal regno vegetale (es. ricina). Alcune hanno impiego industriale, perché, precipitando per aggiunta di acidi, inglobano sostanze difficilmente eliminabili in altro modo. Dall'albumina si prepara una colla sciogliendo tale sostanza in acqua in presenza di alcali quali l'ammoniaca o la calce.

Albumina: un approfondimento

Tre immagini della struttura dell'albumina

 

ALCALI   

Soluzione acquosa di una base; ad es.  NaOH(aq).

 

ALCALIMETRIA

Determinazione della quantità di base contenuta in una soluzione. Per  determinare la concentrazione di una soluzione alcalina si aggiunge a un volume noto di questa un indicatore colorato, poi, a poco a poco, una soluzione acida (es. acido solforico) a titolo noto, fino al viraggio dell'indicatore; dal volume della soluzione acida utilizzata si deduce la quantità di base che è stata neutralizzata.

 

ALCALOIDE

Nome generico di sostanze azotate di origine vegetale, che non siano amminoacidi o peptidi o coline, la cui molecola contiene almeno un atomo di azoto trivalente; in genere sono otticamente attive e dotate di attività fisiologica. Gli  alcaloidi, difficilmente presenti allo stato libero nelle piante, sono spesso salificati da acidi organici. L'estrazione ne sfrutta le proprietà basiche; in genere vengono estratti dai tessuti vegetali mediante acido minerale diluito. Eliminate le sostanze estranee per filtrazione o estrazione, la soluzione si alcalinizza ponendo in libertà gli alcaloidi. Questi possono venire o filtrati o estratti con un solvente non miscibile con acqua o, se sono volatili, distillati in corrente di vapore. In genere una pianta contiene più di un alcaloide e la miscela viene frazionata sfruttando la differenza delle proprietà chimiche o fisiche dei vari costituenti. La costituzione chimica è assai varia; nondimeno gli alcaloidi sono stati classificati in base all'origine, all'azione fisiologica o alla struttura chimica. Sono presenti soprattutto nelle dicotiledoni, che contengono atropina, caffeina, chinina, coniina, papaverina, morfina, codeina, stricnina, reserpina, ecc. Si pensa che siano prodotti finali del metabolismo vegetale, derivanti dagli amminoacidi in seguito a reazioni catalizzate dagli enzimi comunemente presenti nelle piante (decarbossilazioni, ossidazioni, riduzioni, ecc.).

ALCANI
Composti chimici caratterizzati dalla sola presenza di legami carbonio-idrogeno, individuati quindi dalla formula generale CnH2n+2. Esempi tipici sono il metano (n=1), l’etano (n=2), il propano (n=3), il butano (n=4), etc. I combustibili liquidi più diffusi (benzine, gasoli, oli combustibili, etc.) contengono quantità significative di miscele di alcani.

ALCHEMILLA

Principio attivo per fitocosmesi. Estratto dalle foglie di Alchemilla Vulgaris, viene utilizzato per cosmetici aventi proprietà astringente ed elasticizzante. Componenti principali: acidi salicilico palmitico e stearico, resine, sostanze tanniche.

Un'immagine bellissima dell'Alchemilla vulgaris

ALCHIL BENZENE SOLFONATO
La classe più importante di tensioattivi del tipo alchil aril solfonato normalmente in forma di sale sodico. Tensioattivo anionico con elevato potere schiumogeno. Prima della metà degli anni ‘60 il tipo più largamente usato aveva una catena alchilica ramificata e quindi resistente alla biodegradazione. Nel 1965 i produttori di detersivi impiegarono nei loro formulati per detergenza domestica un tipo più facilmente biodegradabile chiamato Linear Alchilbenzene Solfonato (LAS).

ALCHIMIA
Insieme di dottrine e pratiche -diffuse nel Medioevo e Rinascimento- che miravano alla trasformazione di metalli vili in metalli preziosi. Decadde nel secolo XVIII con il nascere della chimica. Si proponeva di ricercare un farmaco capace di guarire tutte le malattie e di trasformare i metalli per mezzo della pietra filosofale. Il termine alchimia comprende l'insieme dei tentativi e delle speculazioni che, attraverso lo studio delle trasformazioni permanenti delle sostanze, basandosi sull'assunto aristotelico dell'unica materia, miravano a trasformare i metalli mediante la pietra filosofale e a perfezionare, rendendola incorruttibile, la materia umana, mediante l'elisir di lunga vita.

Straordinaria congerie di tecniche spesso raffinate, circondata di mistero, coltivata da sapienti e da ciarlatani, sempre in sospetto di eresia, propagata con testi spesso apocrifi, zeppi di simboli astrusi e scritti in linguaggio esoterico, l'alchimia esprime la grande aspirazione umana di conoscere i segreti della materia per dominarla. Nonostante l'erroneità delle sue premesse, si devono all'alchimia importanti scoperte scientifiche, infatti alcuni alchimisti furono ottimi sperimentatori e a loro si deve la scoperta di alcuni composti chimici. Fra i nomi più illustri si ricordano Raimondo Lullo, Basilio Valentino, Geber, Avicenna, Ruggero Bacone, Van Helmont e Paracelso, anche se la loro fama d'alchimisti è in parte leggendaria.

ALCOL ETOSSI SOLFATO (AES)
Tensioattivo anionico con alto potere schiumogeno che funziona bene anche in presenza di acqua ad elevata durezza. Gli AES vengono usati in diversi detersivi domestici, dove il prodotto deve funzionare con un minimo di agenti per l’"addolcimento" dell’acqua. Gli AES sotto forma di sali di ammonio, potassio e sodio vengono anche usati in detersivi per il lavaggio manuale di stoviglie, in shampoo e bagno/doccia schiuma.

ALCOL ETOSSILATO (AE)
Tensioattivo nonionico preparato addizionando gruppi di ossido di etilene (-OCH2CH2-) ad una lunga catena di un alcool ad alto peso molecolare con numero di atomi di carbonio nell’intervallo C10÷C18. Gli AE sono tensioattivi a schiuma relativamente bassa. Essi hanno una maggiore resistenza all’acqua dura rispetto ad altri tensioattivi, cioè sono meno sensibili al calcio, e sono efficaci nel rimuovere lo sporco oleoso da fibre tessili e superfici dure.

ALCOLI
Composti chimici organici individuati dalla presenza di un gruppo C-OH, sono ottenibili sia per via chimica (ossidazione di idrocarburi), sia per via biologica (fermentazione di zuccheri). Gli alcoli si distinguono in primari, secondari e terziari a seconda del numero di atomi di carbonio legati a quello recante il gruppo -OH. Esempi: CH3CH2OH (etanolo), primario; (CH3)2CHOH, secondario; (CH3)3COH, terziario. Sia l'utilizzo pratico, sia l'interazione col ciclo biologico, dipendono criticamente dalla lunghezza della catena. Ad esempio il metanolo (CH3OH) è un solvente fortemente tossico, l'alcool etilico o etanolo (CH3CH2OH) è il componente caratterizzante delle bevande alcoliche, l'alcool butilico (CH3CH2CH2CH2OH) è nuovamente poco tollerato dall'organismo umano.

ALCOL SOLFATO (AS)
Tensioattivo anionico, in genere sotto forma di sale sodico, ottenuto da alcoli grassi. Gli AS sono tensioattivi con alto potere schiumogeno. Da diversi anni essi trovano impiego in alcuni detersivi domestici. Si ritrovano anche in prodotti cosmetici come per esempio gli shampoo. A causa della loro sensibilità alla durezza dell’acqua, essi agiscono meglio in quei detersivi formulati in modo da ridurre la durezza dell’acqua.

ALDEIDI
Composti chimici organici caratterizzati dall'essere terminati con un gruppo -CHO. I loro prodotti di riduzione sono alcoli, quelli di ossidazione acidi organici, esempio tipico è l'acetaldeide, che per riduzione dà alcol etilico e per ossidazione acido acetico.

ALDOSTERONE 

Ormone corticosurrenale secreto in debole quantità dalla zona glomerulare della corteccia surrenale, ma dotato di spiccata attività sull'equilibrio elettrolitico del plasma. Provoca la ritenzione del sodio, dei cloruri e dell'acqua, e l'eliminazione del potassio; è uno steroide con formula: D4-prenien 11b, 21-diol-18-al-3,20- dione.

 

 

 

 

ALGINATO 

Sale dell'acido alginico. L'alginato  di sodio è usato per fabbricare fili e fibre artificiali la cui proprietà di sciogliersi facilmente in acqua calda è sfruttata per preparare filati misti (lana e fibre di alginato). L'eliminazione dell'alginato dopo la filatura permette di ottenere fili di lana molto sottili che sarebbe impossibile ottenere direttamente. Inoltre, ricamando con fili di lana decorazioni su un tessuto di alginato, si ottengono imitazioni di pizzi. Gli alginati sono anche usati come antiincrostanti per caldaie, come addensanti ed emulsionanti per colori, oltre che per la produzione di inchiostri da stampa, di appretti, cosmetici, vernici, creme, marmellate, ecc.; in medicina sono impiegati come lassativi.

 

ALGINICO, ACIDO

Acido con peso molecolare elevato, strutturalmente simile alle sostanze pectiche, presente allo stato di sale in alcune alghe marine (Laminaria, Fucus, ecc.).

 

ALLANTOINA

Principio attivo per cosmesi, prodotto di ossidazione dell'acido urico. Diffusa nei vegetali (leguminose), può essere anche di origine animale ed è ottenibile per sintesi. Ha proprietà riepitelizzanti, cheratoplastiche, cheratodirigenti. Usata in creme, lozioni, geline, maschere. È il prodotto finale dell'ossidazione dell'acido urico che viene in vivo catalizzata dagli enzimi urato ossidasi e 5-idrossiurato idrolasi. Viene prodotta tramite la via metabolica denominata catabolismo delle purine e, in alcune piante (legumi di origine tropicale, come la soia) nella via metabolica che prende il nome di sintesi delle ureidi. In queste ultime piante l'allantoina, insieme ad altre ureidi, rappresenta la via primaria di trasporto dell'azoto nell'organismo.

 

Struttura dell'allantoina

 

ALLOTROPIA 

Fenomeno per il quale una medesima sostanza può presentare diverse forme, dotate di proprietà differenti. Il termine allotropia è stato introdotto da Berzelius. Molti elementi, come lo zolfo, il fosforo, il carbonio, l'elio, l'ossigeno, ecc. possono presentarsi in forme diverse; così si conoscono, allo stato cristallino, lo zolfo a e lo zolfo b, il fosforo bianco e il fosforo rosso, il diamante e la grafite; allo stato liquido l'elio  I e l'elio II; in tre stati diversi, l'ossigeno e l'ozono, ecc. Si dice che queste varietà sono forme allotropiche di uno stesso elemento. Ad es. la differenza tra zolfo a e b consiste nella diversa disposizione degli atomi nel reticolo cristallino: nella forma a si hanno cristalli rombici, nella b cristalli monoclini, così il diamante è monometrico mentre la grafite è esagonale. Allo stato di vapore le forme allotropiche sono costituite da molecole formate da un numero diverso di atomi. Infatti la molecola di ossigeno O2 è diatomica, quella di ozono O3 triatomica. L'allotropia è perciò un fenomeno che riguarda la struttura delle molecole.

 

ALLUME (Potassico e sodico)

Principio attivo per cosmesi. Sale inorganico costituito da un solfato doppio di alluminio e potassio (o sodio), avente forte potere astringente. Usato in lozioni dopo-barba e nelle matite emostatiche.

 

ALLUMINA  

Ossido d'alluminio Al2O3. L'allumina attivata è ossido d'alluminio amorfo, molto puro, di porosità elevata e, per conseguenza, con grande superficie.Scoperta  da Marggraf nel 1754, l'allumina Al2O3 è una polvere bianca, che fonde a 2050 °C, insolubile nell'acqua. Non si decompone con il calore, è ridotta dal carbone al forno elettrico, con produzione di carburo di alluminio: viene attaccata dal cloro mescolato con carbone ad alta temperatura; fusa dà, per elettrolisi, l'alluminio.. L'idrossido d'alluminio viene usato come mordente in tintoria poiché forma con alcuni coloranti lacche colorate molto stabili.

L'allumina  riveste grande importanza nell'economia mondiale in quanto minerale base nella preparazione dell'alluminio; viene estratta principalmente dalla bauxite rossa, che contiene circa il 55% di allumina anidra. Col processo Bayer, il più diffuso, la bauxite viene frammentata, essiccata, macinata; viene poi attaccata in autoclave, a 230 °C e, sotto pressione, dà una soluzione di soda caustica a 40 °Bé ottenendo alluminato di soda solubile e residui insolubili (comunemente detti fanghi rossi) che vengono separati per decantazione. La soluzione di soda, dopo essere stata filtrata, viene diluita col risultato di far precipitare, per idrolisi, allumina idrata cristallina Al2O3·3H2O, che viene separata per filtrazione, lavata e infine calcinata. I residui di soda, filtrati, vengono evaporati, e, dopo concentrazione, sono reimmessi in ciclo per attaccare la bauxite. L'allumina può essere anche ottenuta dalla leucite (silicato di alluminio e potassio), minerale che abbonda in Italia, mediante attacco di acido solforico o di calce.

L'allumina  esiste in natura allo stato anidro o allo stato di idrati diversi. Anidra, cristallizza nel sistema trigonale ed è chiamata corindone. Ha una densità vicina a 4 e una durezza uguale a 9, inferiore solo a quella del diamante. Quando è trasparente e variamente colorata è considerata una pietra preziosa (si trova soprattutto a Sri Lanka); quando è incolore è detta leucozaffiro o zaffiro bianco; quando è colorata variamente da ossidi metallici prende altri nomi: rubino(rosso), topazio orientale (giallo), zaffiro (azzurro), ametista orientale (violetto) Immagini sull'idrogeno. Impura o mescolata con altri minerali, tra cui la magnetite, costituisce lo smeriglio.

 

ALLUMINIO 

Elemento metallico isolato per la prima volta nel 1825 dal chimico danese Hans Christian Oersted. Le ricerche del chimico tedesco Friedrich Wöhler, permisero di misurarne la densità relativa, ponendo in evidenza la particolare leggerezza del metallo. Nel 1854 il francese Henri Sainte-Claire Deville, ottenne alluminio riducendo cloruro di alluminio con sodio. Nel 1886 lo statunitense Charles Martin Hall e il francese Paul L.T. Héroult scoprirono, indipendentemente l'uno dall'altro, che l'ossido di alluminio, o allumina, si scioglie facilmente nella criolite fusa (Na3AlF6) e può quindi essere decomposto per via elettrolitica nel metallo grezzo fuso. Il processo Hall-Héroult costituisce tuttora il metodo principale usato per la produzione di alluminio, sebbene nuovi metodi siano ancora oggetto di ricerca.

Il metallo a contatto con l'aria si ricopre rapidamente di un velo di ossido trasparente e molto resistente, che protegge la superficie dall'effetto di agenti corrosivi e da una ossidazione in profondità. Riduce vari composti metallici allo stato fondamentale, e questa proprietà è sfruttata in alcuni processi industriali tra i quali, ad esempio, un processo per la saldatura del ferro: una miscela di ossido di ferro e alluminio in polvere, detta termite,  viene posta sulle parti in ferro o in acciaio che devono essere saldate; la miscela è fatta reagire, l'alluminio rimuove rapidamente l'ossigeno dal ferro e per effetto del calore sviluppato dalla reazione le parti separate vengono saldate.

Un sistema periodico per immagini

Una scheda sulle leghe di alluminio

Immagini sull'alluminio

Fatti e dati dell'alluminio

 

 

ALLUMINIO CLORIDRATO

Principio attivo per cosmesi. Sale inorganico avente azione astringente, antitraspirante, dermopurificante. Viene usato in lozioni, sticks e spray antisudoriferi.

 

ALOE

Principio attivo per fitocosmesi. Estratto dal succo delle foglie di varie specie di aloe, ha azione filtrante U.V., lenitiva, emolliente, tonificante e idratante. Usata in lozioni toniche, emulsioni dopo-sole, prodotti dopo-bagno, creme per bambini e per pelli delicate ed irritate.  Componenti principali: oli essenziali, mucillagini, aloina.

 

ALTEA

Principio attivo per fìtocosmesi. Estratto da radici, foglie, fiori, rizoma di Althaea Officinalis. Ha proprietà emollienti. Usata in prodotti per pelli delicate e in prodotti per l'igiene orale. Componenti principali: mucillagini, pectine, amidi, zuccheri.

Un'immagine bellissima dell'

Un'immagine bellissima dell'Althaea officinalis

 

 

AMALGAMA

Lega formata da mercurio e da un altro metallo.Il  mercurio forma direttamente amalgami con molti metalli: sodio, potassio, stagno, zinco, piombo, argento, oro. Si possono ottenere gli amalgami degli altri metalli per azione dell'amalgama di sodio sui loro sali o per elettrolisi di questi sali in una cella con catodo di mercurio. I più usati sono l'amalgama di rame, come mastice metallico per la riparazione di oggetti di porcellana; gli amalgami di stagno, di bismuto e d'argento, che servivano un tempo per la stagnatura e l'argentatura del vetro; infine l'amalgama di argento-stagno, usato dal 1855 in odontoiatria per otturazioni e per modelli di impronte nei lavori di protesi, a causa della grande plasticità durante la preparazione e dell'indurimento abbastanza rapido.

AMBIENTE (naturale)
Dal latino "ambiens" ciò che sta attorno. Indica l'insieme delle condizioni fisiche (temperatura, pressione, ecc.), chimiche (concentrazioni di sali, ecc.) e biologiche in cui si svolge la vita. L’ambiente è un sistema aperto, capace di autoregolarsi e di mantenere un equilibrio dinamico, all’interno del quale si verificano scambi di energia e di informazioni. Esso include elementi non viventi (acqua, aria, minerali, energia) o "abiotici" ed elementi viventi o "biotici" tra i quali si distinguono organismi produttori (vegetali), consumatori (animali) e decompositori (funghi e batteri).

AMIANTO

Materiale siliceo con struttura fibrosa caratterizzato da flessibilità dei filamenti e resistenza al fuoco utilizzato nel passato per le proprietà isolanti, sia nelle coibentazioni, sia in materiali compositi (Eternit per le coperture dei tetti).
Le fibre e la polvere di amianto sono però cancerogene, con esiti mortali a distanza di anni dall'inalazione. Tale materiale viene pertanto oggi rimosso e smaltito con particolari precauzioni.

 


Consigli di lettura

Dizionario di Chimica e Chimica Industriale

Storia della chimica

Chimica, multinazionali alimentazione

Premi Nobel per la Chimica

Chimica e Immagini Sistema Periodico

Chimica, Epistemologia, Etica La chimica di Primo Levi

Chimica e Humor