CHIM
ICA &
ESPERA 2008
114
Gen./Feb. ‘09
U
n sito contaminato è un’area nella quale attività umane nel
passato ed in corso hanno portato ad un’alterazione, a
causa della presenza di sostanze tossiche per l’uomo e per
l’ambiente, le cui concentrazioni superano quelle poste
dalle normative vigenti. Queste aree sono state inquinate dalle emis-
sioni di attività industriali diverse, dallo smaltimento non a norma od
abusivo di rifiuti di vario genere o dal lungo uso di prodotti utilizzati in
maniera dispersiva, rivelatisi poi nel corso degli anni tossici. Per carat-
terizzare un sito contaminato occorre individuare la presenza di
sostanze tossiche nell’aria, nel suolo, nelle acque e nei sedimenti, indi-
viduare i percorsi di migrazione degli inquinanti attraverso queste
matrici ambientali ed i bersagli o recettori (persone, animali o coltiva-
zioni) [1-3]. Le famiglie delle sostanze tossiche individuate nei diversi
siti contaminati sono: amianto, metalli, boro, cianuri, anioni (cloruri,
fluoruri, nitrati e solfati), alifatici alogenati, diossine e furani, idrocarburi
aromatici policiclici, pesticidi, policlorobifenili, clorobenzeni, idrocarbu-
ri aromatici, fenoli, ammine e nitrocomposti aromatici e idrocarburi.
Nella storia del nostro Paese ci sono stati diversi casi d’inquinamento
del territorio che hanno avuto grande impatto sulla società: l’inquina-
mento nella zona di Seveso, causata dalla formazione di un sottopro-
dotto, la diossina, durante un’esplosione in un impianto chimico di
produzione di cloro aromatici; l’inquinamento da fanghi rossi (a base di
FeSO
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) del Tirreno di fronte a Scarlino (LI), rifiuti coprodotti della pro-
duzione di TiO
2
, scaricati giornalmente con una bettolina in mare; l’in-
quinamento del polo chimico di Manfredonia (FG) a seguito di un inci-
dente ed emissione di As, i cui sali venivano utilizzati nell’adsorbimen-
to di CO
2
; l’inquinamento del mare prospiciente lo stabilimento chimi-
co di Priolo (SR) da mercurio presente nei rifiuti della produzione del
cloro-soda, scaricati non a norma.
In questa nota cercheremo di rispondere alla domanda su dove e per-
ché abbiamo ereditato siti contaminati. È necessario ricordare il pas-
sato, per non perseguire ancora nei vecchi errori.
DOVE E PERCHÉ ABBIAMO EREDITATO
SITI CONTAMINATI
Diverse sono le zone del nostro Paese che sono state contaminate da attività industriali ed umane. I siti contaminati sono suoli
ed acque in superficie ed in profondità, sedimenti di fiumi, di laghi e di zone costiere, aria e costruzioni civili ed industriali.
Nel passato le cause di questo deterioramento del territorio sono state l’ignoranza sulla tossicità delle sostanze chimiche
e sul loro destino una volta immesse nelle matrici ambientali; ora sono solo in gran parte comportamenti criminali. È il cambiamento
dei processi e dei prodotti l’unica garanzia per evitare ulteriori contaminazioni
Ferruccio Trifirò