CHIM
ICA &
ESPERA 2008
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Gen./Feb. ‘09
I
suolo è una risorsa scarsa, almeno in Europa, e in quanto tale da
preservare con attenzione. Le sue funzioni sono molteplici e tutte
fondamentali: dalla crescita delle biomasse all’accumulo di car-
bonio (si calcola che il suolo contenga circa due volte la quantità
di carbonio contenuto nell’atmosfera) all’interfaccia per l’accumulo di
acqua nelle falde; indirettamente, attraverso la biomassa, contribui-
sce alla modellazione del clima.
Si stima che in Italia vi sia una superficie complessiva di circa 10.000
km
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(un milione di ettari) affetti da inquinamento industriale.
Al Parlamento Europeo ci siamo occupati di questi problemi nell’am-
bito della Strategia Tematica sulla Protezione del Suolo, di cui sono
stato relatore.
La proposta per una direttiva sulla protezione del suolo, soggetta alla
procedura di co-decisione secondo l’articolo 251 del Trattato, è ora pur-
troppo bloccata al Consiglio Europeo perché alcuni Stati Membri consi-
derano il suolo come una risorsa statica e quindi di esclusiva competen-
za degli Stati Membri.
Con questo si dimentica il valore aggiunto che può essere realizzato
attraverso infrastrutture comuni, per esempio di prospezione satellitare
per un monitoraggio preciso e non troppo costoso.
Si dimentica anche che la funzione di accumulo del carbonio è di
interesse globale.
In realtà a me pare che la vera ragione di questa opposizione all’in-
troduzione della direttiva sia sostanzialmente il timore di essere obbli-
gati a operare bonifiche che sono obiettivamente onerose dal punto
di vista economico.
Tuttavia, se da un lato è vero che i costi della bonifica dovranno esse-
re sostenuti in parte dalla fiscalità generale, è altrettanto vero che in
parte possono essere coperti dall’attività di bonifica stessa.
In generale si può pensare che la bonifica sia attuata in una prima
fase di decontaminazione, con tecnologie ad esempio chimiche, bio-
logiche, in cui viene asportata la gran parte della contaminazione. A
queste dovrà seguire un affinamento attraverso colture che non
potranno essere immediatamente a fini alimentari, ma potranno esse-
re colture a fini energetici. In particolare le tecnologie di conversione
di biomassa in gas permettono un controllo ambientale molto stretto
e il gas, soprattutto idrogeno, potrebbe essere purificato e riversato
nella rete gas, con un introito economico non trascurabile.
Colture specificamente energetiche possono produrre biomassa
secca con una resa annua fino a 20 t/ha: che in una logistica di rac-
colta e trattamento possono raggiungere un apprezzamento di circa
250 euro/t, in linea con un prezzo del petrolio di circa 100 $/barile.
Sul milione di ettari di cui si parlava sopra l’introito potenziale sareb-
be di 5 miliardi di euro per anno.
Questo potrebbe incentivare i proprietari a intraprendere il lavoro di bonifi-
ca; per quelli che non volessero, si potrebbe pensare ad esempio a forme
STRATEGIE DI PROTEZIONE DEL SUOLO
IN UNA PROSPETTIVA SISTEMICA
Le bonifiche sono azioni necessarie per recuperare per quanto possibile i suoli compromessi alle funzioni proprie.
Vittorio Prodi
prodi@vittorioprodi.it