CHIM
ICA &
ESPERA 2008
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Gen./Feb. ‘09
U
na prima criticità della legislazione riguardante i siti con-
taminati è rappresentata dalla pluralità di regimi giuridi-
ci che nell’ordinamento interno disciplinano le respon-
sabilità e gli interventi che devono essere adottati in
presenza di una contaminazione delle matrici ambientali.
Il legislatore comunitario con la direttiva 2004/35 ha dettato una
disciplina unitaria per la riparazione delle risorse ambientali suolo,
sottosuolo, acque superficiali e sotterranee, habitat e specie natu-
rali protette danneggiate da sostanze contaminanti.
Il legislatore nazionale, al contrario, ha scelto di mantenere distinti siste-
mi normativi per la bonifica dei siti contaminati e per il risarcimento del
danno ambientale, determinando non pochi problemi di coordinamento.
A livello nazionale la bonifica dei siti contaminati è disciplinata dal
Titolo V del D.Lgs. 152/2006 ed ha per oggetto le procedure e le
misure necessarie per eliminare i rischi sanitari e ambientali conse-
guenti alle immissioni di sostanze inquinanti nelle matrici ambien-
tali suolo, sottosuolo e acque sotterranee. L’inquinamento è rile-
vante ai fini della bonifica solo se le concentrazioni di contamina-
zione espongono a rischio la salute e gli interventi di messa in sicu-
rezza e di bonifica intervengono sulla contaminazione ai fini dell’e-
liminazione di tale rischio. Infatti, le concentrazioni soglia di rischio
(CSR), cioè i livelli massimi di concentrazione di inquinanti accetta-
bili nelle matrici ambientali terreno e acque sotterranee, sono indi-
viduate sulla base di apposita analisi di rischio sito specifico che
valuta gli “effetti sulla salute umana derivanti dall’esposizione pro-
lungata all’azione delle sostanze presenti nelle matrici ambientali
ALCUNE BREVI RIFLESSIONI
SULLA DISCIPLINA DELLA BONIFICA
DEI SITI CONTAMINATI
L’efficacia di un regime giuridico, cioè la capacità di una legge di conseguire le finalità e gli obiettivi per i quali è stata elaborata ed
adottata, risulta condizionata dalla chiarezza delle singole disposizioni che ne costituiscono il contenuto nonché dalla sistematicità
dell’intero impianto normativo e, più in generale, dalla sua coerenza con le altre disposizioni dell’ordinamento settoriale nel quale si
inserisce. È, pertanto, sulla base di tali elementi che si ritiene debbano essere individuati i nodi critici della disciplina di settore vigente
in materia di contaminazione, eliminazione dei rischi sanitari e riparazione delle risorse naturali.
Maurizio Pernice
Ministero dell’Ambiente.
pernicemaurizio@virgilio.it