CHIM
ICA &
ESPERA 2008
98
Gen./Feb. ‘09
L
o studio di bonifica descritto si riferisce ad un sito industria-
le dismesso inquinato in cui ha operato un’acciaieria ad arco
elettrico diretto (EAF). Questa tipologia di impianti comporta
la produzione di reflui gassosi e rifiuti solidi che, se non trat-
tati e smaltiti correttamente, possono determinare un impatto ambien-
tale particolarmente rilevante, come documentato dagli elevati livelli
d’inquinamento prodotti da acciaierie che hanno operato in diverse
parti del mondo.
L’importanza della caratterizzazione e della bonifica dei siti in cui ha
operato un’acciaieria EAF è giustificata dalla loro crescente diffu-
sione nel panorama industriale mondiale. Ciò è documentato dai
dati annuali di produzione di acciaio e dall’incidenza dell’applica-
zione di tale processo, pari rispettivamente a: 595 Mt e 14% nel
1970, 716 Mt e 23% nel 1980, 770 Mt e 28% nel 1990, [1], 850 Mt
e 50% nel 2001 [2].
Il quadro mondiale presenta il 45% della produzione concentrata in
Asia (Cina e India) e il 19% in Europa. In Italia - secondo Paese pro-
duttore europeo dopo la Germania - l’incidenza dell’acciaio provenien-
te dai forni EAF è pari al 60%, superiore alla media mondiale.
Gli scarti prodotti da un’acciaieria EAF sono costituiti principalmente
da rifiuti solidi (refrattari, scorie ecc.) ed effluenti gassosi. I refrattari
sono riconosciuti come materiali inerti, le scorie invece sono ricono-
sciute tali sotto certe condizioni. Infatti, riutilizzate un tempo anche per
usi geotecnici, sono oggi soggette al rispetto di una specifica norma-
tiva sulla loro capacità di cessione. Il vero problema invece è rappre-
sentato dagli effluenti gassosi in cui sono presenti particolato, che
tiene un’elevata concentrazione di metalli pesanti e leggeri e contami-
nanti gassosi (monossido di carbonio, ossidi d’azoto e composti orga-
nici volatili e semivolatili) che contengono anche diossine e furani.
Lo studio, avviato nel 2001, ha seguito l’impostazione metodologica
dell’allora vigente D.M. 471/99 [3].
Descrizione del sito
Il sito oggetto di studio si trova all’estremo sud della pianura del
Campidano, in Sardegna, a qualche centinaio di metri dal bordo orien-
tale dello stagno di Santa Gilla, e ricade nel territorio comunale di
Elmas (Cagliari). L’area (Fig. 1) che si estende per circa 40x10
4
m
2
,
confina con alcune strade ad elevato volume di traffico e con la princi-
pale linea ferroviaria della Sardegna; essa, inoltre, dista circa 500 m
dall'Aeroporto di Cagliari (Elmas). L’area ha morfologia pianeggiante
alla quota media di circa 15 m slm.
Le formazioni geologiche presenti nell’area sono rappresentate principal-
mente
da facies
alluvionali a ciottoli e frammenti litici inglobati dentro una
matrice marnoso-argilloso a bassa permeabilità e, subordinatamente, da
formazioni quaternarie deposte a più riprese a permeabilità medio-bassa.
Falde superficiali possono incontrarsi a diverse quote in corrispondenza
di lenti ciottoloso-sabbiose intercalate tra argille, siltiti e mar ne pratica-
mente impermeabili. Le carte idrogeologiche mostrano una profondità
della falda tra i 5 e 10 m dal piano di campagna. I venti predominanti
hanno direzioni provenienti dai quadranti di NW-NNW (con frequenza pari
Antonio Lallai
Dipartimento di Ingegneria Chimica e Materiali
Facoltà di Ingegneria
Università di Cagliari
Pier Paolo Manca
Dipartimento di Geoingegneria e Tecnologie Ambientali
Facoltà di Ingegneria
Università di Cagliari
lallai@dicm.unica.it, ppmanca@unica.it
BONIFICA
DEL SITO FAS
DI CAGLIARI
Questo articolo descrive la caratterizzazione di un sito contaminato, nonché il progetto proposto per la bonifica dell’area in cui ha
operato per più di trent’anni un’acciaieria con forno elettrico ad arco. Il progetto di bonifica è stato impostato sulla base dei risultati
positivi ottenuti in due differenti test di trattamento, condotti a livello di scala semindustriale, sui rifiuti più pericolosi (fumi di acciaieria)
e sui materiali inquinati presenti in maggiore quantità (scorie d’acciaieria).
Fig. 1 - Foto aerea del sito