stemi  supramolecolari  basati  su  interazioni  deboli  sono  fragili perché possono essere facilmente disassemblati da perturba- zioni esterne (per esempio, variazioni di pH); quantunque an- che questa proprietà possa essere sfruttata per ottenere fun- zioni particolari [27], nella maggior parte dei casi il congegno o la  macchina  deve  essere  sufficientemente  stabile.  Quindi,  i congegni e le macchine artificiali sono spesso e più proficua- mente costruiti seguendo una progettazione che si basa su in- terconnessioni covalenti, usando le potenti tecniche e le strate- gie della moderna chimica organica sintetica [28]. Chimica supramolecolare, arte e nanotecnologia Come  abbiamo  visto  sopra,  l’approccio  dal  basso  “molecola per  molecola”  apre  possibilità  virtualmente  illimitate  all’idea- zione  e  alla  costruzione  di  specie  supramolecolari  di  dimen- sione nanometrica. Leonardo da Vinci non conosceva la chi- mica,  ma  il  suo  commento  [29]  “…dove  la  Natura  finisce  di produrre le sue spezie, l’uomo quivi comincia con le cose na- turali, con l’aiutorio di essa Natura, a creare infinite spezie…” è  del  tutto  appropriato  all’eccezionale  sviluppo  della  chimica supramolecolare artificiale [2]. In molti casi le specie supramolecolari hanno forme affascinan- ti [30] che ricordano quelle di oggetti macroscopici e di struttu- re  che  si  incontrano  nella  vita  di  tutti  i  giorni,  come  mostrato nelle Figure 5 e 6 [31]. Non si può far altro che condividere pie- namente quanto notato da Primo Levi [32]: “ Infatti accade an- che  in  chimica,  come  in  architettura,  che  gli  edifici  «belli»,  e cioè simmetrici e semplici, siano anche i più saldi: avviene in- somma  per  le  molecole  come  per  le  cupole  delle  cattedrali  o per le arcate dei ponti”. È anche interessante sottolineare che se da una parte i chimici costruiscono sistemi supramolecolari che imitano opere d’arte macroscopiche (Figura 7) [33], dall’al- tra gli artisti cominciano ad essere affascinati dai  composti  supramolecolari  tanto  da  pren- derli come modelli per creare magnifiche scul- ture  (V.  foto  di  apertura)  [34].  I  concetti  della chimica supramolecolare (intesa nella sua ac- cezione allargata di chimica dei sistemi a molti componenti) possono essere usati con profitto per  ideare  e  costruire  una  grande  varietà  di composti capaci di svolgere funzioni utili: 1) composti per il trasferimento, il trasporto e la raccolta di elettroni o di energia elettronica; 2) sistemi  che  possono  esistere  in  più  stati  e che possono svolgere più funzioni; 3) composti  capaci  di  compiere  movimenti meccanici (macchine). Sviluppare  la  chimica  supramolecolare  dal punto di vista delle funzioni prendendo come riferimento i congegni e le macchine del mon- do  macroscopico  è  senza  dubbio  un’opera- zione intellettualmente interessante che intro- duce nei campi della chimica e della nanotec- nologia nuovi concetti, idee avanzate e molti stimoli per la creatività. Bibliografia [1] V.  Balzani,  A.  Credi,  M.  Venturi,  Chimica  e  Industria, 2003, 85(4), 55. [2] J.-M.  Lehn,  Supramolecular  Chemistry:  Concepts  and Perspectives, VCH, Weinheim, 1995. [3] V. Balzani, F. Scandola, Supramolecular Photochemistry, Horwood, Chichester, 1991. [4] F.  Vögtle,  Supramolecular  Chemistry.  An  Introduction, Wiley, Chichester, 1991. [5] a)  J.S.  Lindsey,  New  J.  Chem.,  1991,  15,  153;  b)  G.M. Whitesides et al.,  Science, 1991, 254, 1312. [6] a)  Frontiers  in  Supramolecular  Organic  Chemistry  and Photochemistry,  H.-J.  Schneider,  H.  Dürr  (Eds.),  VCH, Weinheim, 1991; b) Supramolecular Chemistry, V. Balzani, L. De Cola (Eds.), Kluwer, Dordrecht, 1992; c) Transition Metals in  Supramolecular  Chemistry  L.  Fabbrizzi,  A.  Poggi  (Eds.), Kluwer,  Dordrecht,  1994;  d)  Comprehensive  Supramolecular Chemistry, J.L. Atwood, et al. (Eds.), Pergamon Press, Oxford, 1996,  Vol.  1-10;  e)  Physical  Supramolecular  Chemistry,  L. Echegoyen,  A.E.  Kaifer  (Eds.),  Kluwer,  Dordrecht,  1996;  f) Modular Chemistry, J. Michl (Ed.), Kluwer, Dordrecht, 1997; g) Transition Metals in Supramolecular Chemistry, J.-P. Sauvage (Ed.),  Wiley,  New  York,  1999;  h)  Supramolecular  Science: Where  It  is  and  Where  It  is  Going,  R.  Ungaro,  E.  Dalcanale (Eds.), Kluwer, Dordrecht, 1999; i) H.-J. Schneider, A. Yatsimir- sky, Principles and Methods in Supramolecular Chemistry, Wi- ley, Chichester, 2000; j) J.W. Steed, J.L. Atwood, Supramole- cular Chemistry, Wiley, Chichester, 2000; k) G.R. Newkome  et al.,  Dendrimers and Dendrons, Wiley-VCH, Weinheim, 2001; l) S.J. Rowan et al.,  Angew. Chem. Int. Ed., 2002, 41, 898; m) J.- M. Lehn, Proc. Natl. Acad. Sci. USA, 2002, 99, 4763. [7] J.-M.  Lehn,  in  Perspectives  in  Coordination  Chemistry, A.F. Williams et al. (Eds.), VCH, Basel, 1992, p. 447. [8] J.-M. Lehn, Angew. Chem. Int. Ed. Engl., 1988, 27, 89. [9] a) R.J. Watts, J. Chem. Educ., 1983, 60, 814; b) V. Balza- ni,  A.  Juris,  Coord.  Chem.  Rev.,  2001,  211,  97  e  riferimenti contenuti nel lavoro. Chimica e… Materiali  Precedente - Seguente 64 - La Chimica e l’Industria - 85 Ringraziamenti:  Gli autori ringraziano la Commissione Europea (Pro- getto Molecular-level Devices and Machines, HPRN-CT-2000-00029) e il MIUR (Progetto Supramolecular Devices) per il supporto finanziario. Figura 7 - Un sistema supramolecolare costituito da un fullerene covalentemente legato ad un calixarene [33]: a) rappresentazione classica; b) modello molecolare tridimensionale da cui è evidente la corrispondenza di forma fra questa struttura supramolecolare e la Coppa del Mondo di calcio. Riprodotto su autorizzazione della Royal Society of Chemistry (RCS) e del Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) a b c