85 - La Chimica e l’Industria - 65   Seguente L a chimica è praticamente l’unica del- le  grandi  discipline  storiche  che  ha un’industria  che  porta  il  suo  nome,  e questo fa sì, che quando si parla di chi- mica,  sopratutto  quando  si  parla  della sua immagine, non si può fare a meno di  fare  riferimento  all’industria  ad  essa collegata.  In  questa  trilogia,  raccolta  in questo numero de  La  Chimica  e  l’Indu- stria  (vedi le note di Villani e di Cerruti), dedicata  al  rapporto  della  chimica  con altre discipline, il mio contributo è quello di  evidenziare  quali  siano  stati  i  fattori che  hanno  condizionato  lo  sviluppo dell’industria chimica [1-3]. La nascita dell’industria chimica L’industria  chimica  è  nata  alla  fine  del Settecento  in  Inghilterra,  quando  iniziò la rivoluzione industriale. In quel periodo il benessere cominciò a distribuirsi  anche  ad  un  larga  fetta  di classi più povere, che erano state sem- pre  emarginate  e  il  cui  primo  bisogno era  quello  di  migliorare  la  qualità  della loro  vita:  così  contemporaneamente nacque la borghesia. Emerse l’esigenza di produrre in grandi quantità ed a prez- zi abbordabili (e sono ancora queste le caratteristiche  principali  della  cultura chimica  all’interno  dell’industria  chimica che  la  differenziano  da  quella  accade- mica)  i  seguenti  prodotti  chimici,  alcuni noti in laboratorio da secoli: -   NaOH per produrre saponi per reazio- ne  con  i  grassi  (erano  aumentate  le esigenze igieniche); -   Na2CO3  per  produrre  vetri  (Na2SiO3) per reazione con silice (c’era l’esigen- za di avere case più protette dalle in- temperie e più soleggiate); -   cloro  per  produrre  ipoclorito  di  calcio (bleaching  powder)  necessari  per  la decolorazione del cotone e della cellu- losa (più persone cominciarono ad av- vicinarsi alla lettura e portare indumen- ti più decenti); -   acido solforico per la produzione di so- da  e  di  fertilizzanti,  per  reazione  con NH3  e  con  le  rocce  fosfatiche,  e  per produrre  HNO3  per  reazione  con  il  ni- trato  di  sodio  che  proveniva  dal  Cile (occorreva  aumentare  la  produzione agricola ed utilizzare una grande quan- tità di esplosivi per realizzare strade e gallerie per facilitare i commerci). Nel  1860  esistevano  praticamente  due impianti  chimici  importanti:  le  camere  di piombo per la produzione di acido solfori- co ed il processo Leblanc per la produzio- ne  contemporanea  di  NaOH,  carbonato di  sodio  e  HCl.  La  chimica  fin  dall’inizio mostrò  il  suo  duplice  volto.  Proprio  negli stabilimenti di produzione della soda Le- blanc  iniziarono  i  primi  scioperi  in  Inghil- terra,  per  le  condizioni  malsane  in  cui erano  costretti  a  lavorare  gli  operai,  a causa  delle  emissioni  fuggitive  e  non  di HCl,  che  si  coproduceva  in  eccesso  e non  si  sapeva  cosa  farne.  Proprio  allora fu emessa la prima legge contro l’inquina- mento “l’alkali act”, che spinse a migliora- re il processo e a cercare nuove soluzio- ni. Nel 1865 Solvay mise in marcia il pri- mo  impianto  di  produzione  di  carbonato di  sodio,  senza  coproduzione  di  HCl  e Mond nel 1874 mise a punto il processo di elettrolisi del cloruro di sodio per la pro- duzione  di  cloro.  Fin  dall’inizio  l’industria chimica ha trovato le soluzioni ai problemi che via via le sue produzioni presentava- no, mentre le diverse leggi che venivano emanate  per  limitare  i  danni  creati  sono state sempre un fattore importante per la sua  evoluzione  (per  esempio  le  più  re- centi,  il  protocollo  di  Montreal,  la  legge Seveso, ed adesso il libro bianco sui pro- dotti chimici o il protocollo di Kyoto). La chimica per il grande pubblico Fino al 1875, anche se la chimica servi- va a risolvere problemi fondamentali del- la  loro  vita,  pochi  venivano  realmente  a contatto con i prodotti chimici. Il  primo  prodotto  venuto  a  conoscenza del  grande  pubblico  è  stato  il  sapone, ma  adesso  pochi  si  rendono  conto  del- l’importanza  di  questo  vetusto  prodotto chimico  (mi  raccontava  un  medico  mis- sionario,  testimone  di  alcune  recenti guerre in Africa, che la mancanza di sa- pone, durante quei conflitti, aveva creato più problemi alla salute, che la mancan- za  di  medicine).  Proprio  con  i  saponi  la chimica comincia a presentare se stessa ai  consumatori,  formulando  prodotti  più adatti e migliori, attraverso anche la pub- blicità  e  confezioni  personalizzate.  Due furono le figure che intuirono l’importan- za  di  questo  mercato:  Fritz  Henkel  in Germania e William Lever in Inghilterra. Henkel  incominciò  ad  aggiungere  ai  sa- di Ferruccio Trifirò L’industria chimica è nata alla fine del 1700 per portare sul mercato in grandi quantità ed a basso prezzo prodotti chimici necessari per alzare il livello di vita delle popolazioni. Solo successivamente l’industria chimica si trasformò anche in un servizio per altre attività industriali. I fattori che hanno cambiato maggiormente l’industria chimica sono stati la disponibilità di materie prime a basso prezzo, scarti di altre attività industriali, ed alcune scoperte scientifiche che hanno portato i loro inventori al Nobel per la chimica. Inquadramento storico della nascita dell’industria chimica Camere di piombo per l’ossidazione di SO2  a SO3