
GLICEROLO E INDUSTRIA OLEOCHIMICA
di Paolo Bondioli
Stazione Sperimentale Oli e Grassi Milano. bondioli@ssog.it
La Chimica e l'Industria Marzo 2004 ANNO 86, pp. 46-49
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Impieghi del glicerolo
Gli utilizzi consolidati del glicerolo sono riportati in Tabella 3 (da
Claude et al., [1]).

Come si può notare gli utilizzi industriali del glicerolo sono estremamente polverizzati,
ed in passato sono stati identificati 1.583 possibili impieghi diversi. Nonostante ciò la quan
tità di glicerolo assorbita ogni anno dai diversi mercati rimane pressoché costan
te, così come costante rimane il prezzo negli ultimi 25 anni, valutato in termini
assoluti. Questo quadro tutt'altro che confortante, che si poteva intravedere
già dagli anni Novanta, ha fatto in modo che venissero promosse numerose iniziati
ve per individuare nuovi sbocchi di utilizzo di quello che possiamo a buon titolo defi
nire un sottoprodotto involontario. In particolare l'Unione Europea ha finanziato
alcuni progetti che andremo di seguito ad esaminare:
FAIR CT 961829 ``Polyglycerol: chemistry, ecology and application of
polyglycerol esters'';
AIR3CT942218 ``Reactivity of fatty acid esters and glycerol: new
methods'';
FAIR CT 973884 ``Chemical technical utilisation of vegetable oils
(CTVOnet), sector group byproducts''.
Di questa importante attività di ricerca svolta alla fine degli anni
Novanta in Europa è rimasta traccia nelle pubblicazioni del setto
re e nel database dedicato alla ricerca della CE, www.cordis.lu e
da questa sono scaturite nuove proposte per impieghi innovativi
del glicerolo, quali la produzione di fine chemicals (diidrossiaceto
ne, acido glicerico, idrossipiruvico, glicerol carbonato), la produ
zione di 1,3propandiolo per via fermentativa e l'impiego del gli
cerolo per la produzione di poliuretani idrofilici. Purtroppo ognuna
di queste proposte, seppur tecnicamente valida e sostenibile, si
rivolge a nicchie di mercato che non sono in grado di assorbire i
volumi attuali di glicerolo prodotto. A solo titolo di esempio delle
difficoltà che si propongono nel settore, nel citato articolo di S.
Claude [3] vengono riportate le prospettive di mercato per poli
gliceroli foodgrade da impiegare nell'industria alimentare.
Ebbene, da un utilizzo consolidato in Europa pari a 770 t/anno si
pensa di potere raggiungere nel 2005 la cifra di 925 t/anno.
Prospettive future
Recentemente Djakowitch et al. [6] hanno proposto un siste
ma catalitico eterogeneo per la trasformazione di glicerolo in
1,3propandiolo per la preparazione di polimeri lineari e
come sostituto del glicole etilenico e alcuni ricercatori ameri
cani hanno rispolverato un brevetto degli anni Novanta per
la preparazione del ditertbutil etere del glicerolo (DBG) a
partire da alcool tertbutilico o da isobutene [7], da utilizzare
come additivo per il combustibile diesel. I risultati ottenuti non
appaiono entusiasmanti, tuttavia i volumi in gioco in questo
mercato sono così elevati da giustificare il proseguimento
della ricerca. A ulteriore conferma dell'importanza strategica
che riveste la soluzione di questo problema nell'ambito del
settore oleochimico internazionale l'American Oil Chemist's
Society, all'interno della sua divisione Industrial Oil Products,
ha lanciato nel 2002 il Glycerin Innovation Award, dedicato
all'individuazione di nuovi utilizzi del glicerolo. Il premio è stato
recentemente assegnato proprio agli Autori del lavoro sul
DBG [8] e nuovamente bandito per il 2003. Ricercatori meno
ottimisti hanno invece valutato che, qualora il prezzo del gli
cerolo raffinato dovesse scendere al di sotto dei 300 USD/t, il
glicerolo stesso potrebbe divenire competitivo per l'utilizzo in
mangimistica o come fonte di carbonio per brodi di fermen
tazione, quale sostituto dei carboidrati attualmente utilizzati.
Chi poi eccede in pessimismo pensa addirittura di potere bru
ciare glicerolo per la produzione di energia, nonostante il
potere calorifico non certo elevato (circa 18.000 kJ/kg). Al
contrario questa molecola, ormai disponibile a prezzi che ne
incoraggiano utilizzi finora impensabili, meriterebbe di essere
valorizzata in preparazioni di chimica fine, come quelle sug
gerite da Pages et al. [9], che utilizzano glicerolo come reat
tivo per la condensazione con esteri metilici epossidati e per
la preparazione di derivati polifunzionali degli acidi grassi
epossidati. Un'altra affascinante sfida per la moderna oleo
chimica risiede nella possibilità di proporre il glicerolo ed i
poligliceroli da esso preparati quali sostituti sicuri e rinnovabi
li dell'ossido di etilene e dei derivati poliossietilenici. Come
l'ossido di etilene, il glicerolo può essere polimerizzato otte
nendo catene più o meno lunghe e polari che possono esse
re attaccate ad esempio ad alcoli grassi, per la preparazione
di tensioattivi non ionici prodotti da materie prime completa
mente rinnovabili. Inoltre il glicerolo, liquido, non volatile, con
elevato flash point, addirittura considerato ingrediente ali
mentare dotato di status GRAS (Generally Recognised As
Safe), se dovesse dimostrare la propria efficienza nella pre
parazione di tensioattivi non ionici, avrebbe vita facile nel
proporsi quale sostituto di un prodotto gassoso, velenoso,
facilmente esplosivo ed ora probabilmente più costoso come
l'ossido di etilene. Chi scrive ha condotto alcune prove per la
preparazione di tensioattivi realizzando la condensazione di
poligliceroli a diverso peso molecolare con esteri metilici
epossidati, arrivando alla preparazione di tensioattivi non
ionici oppure non ionici/anionici per saponificazione dell'e
stere metilico. A onore di verità questi ultimi prodotti non
hanno mai suscitato l'interesse del mercato o delle industrie
alle quali sono stati proposti.
Come si può vedere numerose idee sono state poste sul
tavolo in questi ultimi anni e altre sicuramente ne verranno
se efficacemente stimolate da risorse finanziarie che si pos
sano rendere disponibili. Si potrebbe arrivare addirittura ad
ipotizzare che la ricerca sui nuovi impieghi del glicerolo, per
il suo carattere strategico per l'intera industria oleochimica
e per i problemi che potrebbe creare sul mercato un'impor
tante e costante eccedenza di glicerolo dovrebbe essere
finanziata da un pool costituito da tutte le industrie interes
sate al problema, arrivando così a poter costituire la neces
saria massa critica per la soluzione di un problema che
potrebbe assumere dimensioni importanti. I ricercatori euro
pei ed italiani sono pronti.
Bibliografia
[1] S. Claude et al., Commercialisation of Glycerol, Atti della
conferenza finale CTVOnet, Bonn (DE), 2021 giugno 2000, 129.
[2] Anonimo, Oils and Fats International, 2002, 18, 22.
[3] S. Claude, Corp Gras et Lipides, 1997, 4, 250.
[4] C. Lea, Oils and Fats International, 2003, 19, 26.
[5] J. Legrand, Performing lubricants and solvents based on
oleochemicals, European Conference on Renewable Raw
Meterials, 68 ottobre 1998, Gmunden (AT).
[6] L. Djakovitch et al., From glycerol to 1,3propanediol via
hydrogenolysis on heterogeneous catalysts, submitted to
Chem. Comm.
[7] US Pat. 530836, 3 May 1994.
[8] Anonimo, Inform, 2003, 14, 454.
[9] X. PagesXatartPares et al, Synthesis of new derivatives
from vegetable oil methyl esters via epoxidation and oxirane
opening, in G. Knothe, J.T.P. Derksen (Eds.), Recent develop
ments in the synthesis of fatty derivatives, AOCS Press,
Champaign (IL, Usa), 1998, 141.
ABSTRACT
Glycerol and Oleochemistry
Almost all operations carried out in oleochemistry lead to the production of the coproduct glycerol. This polyalcohol, regarded as a valuable product in the past for the process economy, is now becoming a problem for oleochemistry, because of the exceeding amounts produced. The reason of this new great amount of glycerol on the market is a side effect of biofuels and biolubricants production. This paper is a review of the actual and future problems for glycerol production and use and provides an overlook of the known applications and of the future possibilities.
86 - La Chimica e lIndustria - Marzo 2004