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6. Corpi nel vuoto

 

6.1 Primi passi, da Gaia ad Andromeda

 
Giustamente Lovelock ha scritto che le cose più belle ottenute dalle imprese spaziali sono state le immagini della Terra come quella di Figura 1, dove si vede il corpo di Gaia, splendente, variegato e percorso da intense dinamiche. In altre immagini Gaia appare più fragile, con un corpo di indaco, nuvole e vortici. Osservando Gaia in Figura 14 si potrebbe pensare che abbia un corpo delicato, ma - come si dice - l'apparenza inganna.

  Terra crescente

  Figura 14

Terra crescente  

Anche se un vento di follia facesse sì che l'umanità si creasse delle condizioni di inabitabilità del pianeta per la propria specie, i processi che sottendono gli equilibri del sistema Terra sarebbero in grado di riaggiustare la loro dinamica. Gaia cambierebbe in parte il proprio volto, molte altre specie viventi sarebbero cancellate dai mutamenti climatici, ma la vita continuerebbe a perpetuarsi, mantenendo il fitto intreccio con i flussi di materia inorganica. La fragilità che traspare (ai nostri occhi) dalla Figura 14 è quella delle condizioni climatiche che hanno reso possibile l'evoluzione come la conosciamo. Una volta mutate quelle condizioni l'evoluzione 'ripartirebbe' con altre specie e nuovi intrecci con il mondo inorganico.

  Laghi alpini

Figura 15 Un mio amico abita a Verbania  

Nell'insegnamento buddhista l'uomo/donna occupa un posto intermedio nella scala degli esseri senzienti, avendo 'sotto' di sé animali e altre entità ancora più tormentati da desideri, paure e dolori, e avendo 'sopra' di sé tutta una gerarchia di esseri sempre più potenti, longevi e soddisfatti. Ma né quelli 'sotto' di noi, né quelli 'sopra' di noi sono agevolati nella ricerca di una via di liberazione verso il risveglio, in quando i primi sono troppo tormentati e i secondi troppo beati. Anche nell'assegnare un 'tempo' finito anche agli 'iddii' dei cieli il Buddhismo non è privo di una certa originalità (nei testi canonici si ritrovano molte pagine ironiche sulle divinità più venerate ai tempi del Buddha). Il Buddhismo invece condivide con altre tradizioni spirituali l'idea che l'umanità occupi una specie di punto di equilibrio nella scala delle dimensioni, complessità e (forse) perfezioni del Cosmo. In questa ultima parte della mia relazione mi avventurerò in un tentativo di descrizione/contemplazione delle strutture di materia ed energia che risplendono nel Grande Vuoto che circonda Gaia.

Il primo passo per allontanarsi da Gaia potrebbe essere fatto di persona, come ha fatto quel certo miliardario americano, che si è pagato un biglietto di andata e ritorno per la nuova stazione orbitale internazionale. Per altro i numerosi satelliti che orbitano intorno alla Terra hanno fotografato la sua superficie in ogni dettaglio, e una parte notevole delle immagini è recuperabile in Rete. La Figura 15 mostra una zona dei laghi alpini, con i laghi Maggiore, di Lugano e di Como in evidenza. Sul lago Maggiore si affaccia Verbania, e a Verbania, laggiù, abita un mio amico, ottimo insegnante, uomo integro e appassionato. Al paesaggio mirabile di nevi, montagne e laghi il mio amico Tiziano non sembra essere essenziale, e così pure le altre migliaia di donne e uomini integri e appassionati che vivono sulle rive di quei laghi. Per i nostri occhi la presenza dell'umanità diventa irrilevante a poche decine di chilometri dalla superficie terrestre, eccetto che di notte, quando le luci di città e paesi disegnano una nuova, bellissima mappa, ben visibile dai satelliti. Ma ciò che la cosmologia contemporanea ha svelato è una non-rilevanza su scala cosmica di qualsiasi oggetto si incontri nelle profondità dello spazio.

Lo spazio extra-solare è un grande vuoto. Sappiamo che la luce emessa dal Sole impiega otto minuti per raggiungere la terra, sappiamo anche che gli astronomi usano l'anno luce come particolare unità per misurare le distanze su scala stellare. Si tratta di una distanza dell'ordine di 1013 km mentre la distanza media della terra dal Sole è di 1,5 x 108 km. Cinque ordini di grandezza di differenza sono molti, tuttavia già per raggiungere la stella più vicina la Terra, Alpha Centauri, la luce emessa dal Sole impiega cinque anni. Se estendiamo le distanze dal Sole a 10 anni luce incontriamo solo sette nuove stelle, e in una sfera del raggio di 15 anni luce non si arriva a 50 incontri. Sottraiamoci ora a questo punto di vista - veramente locale - della 'distanza da noi' e consideriamo il primo grande oggetto cosmico di cui il Sole fa parte, e cioè la Via Lattea. In Figura 16 è riprodotto uno scorcio della Via Lattea, osservato dall'emisfero sud. Le galassie simili alla 'nostra' hanno una struttura a spirale, un diametro di 100.000 anni luce e uno 'spessore' di 1000 anni luce. Le galassie come la Via Lattea contengono 100 miliardi di stelle, una cifra impressionante, che però è lontana dai 100.000 miliardi di cellule che compongono il corpo umano. Da diversi punti di vista il corpo di una galassia a spirale è meno complesso del corpo di un uomo o di una donna.

  La Via Lattea

  Figura 16 La parte centrale della Via Lattea

 
Il Sole è collocato in uno dei bracci della Via Lattea, più o meno metà della distanza dal centro della nostra galassia e l'estrema 'periferia'. Il nostro astro è quindi una qualsiasi fra i 100 miliardi di stelle che popolano la Via Lattea, ma anche quell'immenso gioiello che vediamo in Figura 16 non è un'eccezione cosmica. La galassia di Andromeda è ritenuta essere l'oggetto più lontano da noi visibile ad occhio nudo. Essa dista da noi 2,2 milioni di anni luce, una distanza pari ad una ventina di volte il diametro della Via Lattea (si provi a mettere due aspirine alla distanza di un paio di metri). Si noti che stiamo parlando di milioni di anni luce, mentre per le distanze fra le stelle si usavano unità o decine di anni luce: per incontrare il primo oggetto simile alla nostra galassia abbiamo progredito nello spazio cosmico con profondità di sei ordini di grandezza maggiori di quella che abbiamo sondato nella separazione fra il Sole e Proxima Centauri. La galassia di Andromeda è comunque più grande della nostra, contiene circa il doppio di stelle della Via Lattea e ha un diametro di 125.000 anni luce. Andromeda è la galassia più grande del Gruppo Locale, un gruppo di corpi che include una trentina di membri, compresa la Via Lattea.

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