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6.1 Drammi

Mentre gli scontri fra stelle sono piuttosto rari, molto più frequenti sono quelli fra galassie. Rispetto alle loro dimensioni piuttosto ragguardevoli le galassie si trovano spesso vicine, 'pigiate' dalle forze gravitazionali che le vincolano all'ammasso locale. Se l'incontro avviene a bassa velocità il risultato è di una 'confluenza' delle due galassie in un unico corpo. L'intero processo richiede centinaia di milioni di anni, così che possiamo ricevere sulla Terra immagini precise di questi drammi cosmici (Figura 20-a). Le due galassie sono chiamate Antennae, e che siano partecipi di un dramma è evidente dalle forze gravitazionali in gioco. Gli astronomi parlano di forze di marea che hanno 'piegato' le galassie in forme asimmetriche, e nella fotografia a colori si distinguono aree blu che indicano zone ad altissima densità di energia dove è iniziata la formazione di nuove stelle.


   

Figura 20-a Drammi cosmici  

 

Figura 20-b Drammi cosmici

Gli scontri frontali sono più rari di quelli 'di striscio'. Se una 'piccola' galassia si precipita attraverso una grande galassia a spirale una 'onda di marea' di stelle e di gas si scatenerà verso il bordo del disco della galassia a spirale. Il risultato (osservativo) è una galassia ad anello, di cui la caratteristica più evidente è l'onda di marea di stelle a forma - appunto - di anello. Una galassia di questo tipo si vedein  Figura 20-b; essa è nota come 'Ruota di carro'. La stessa immagine mostra sulla destra due galassie molto più piccole, una delle quali ha causato lo 'sfracello' della galassia più grande, passandola da parte a parte. La devastazione della galassia che ha preceduto la 'Ruota di carro' è denunciata non solo dalla forma 'finale' dell'onda di marea, ma ancor più dall'intenso colore blu dell'intero anello, colore che indica una zona in cui è in corso la formazione di nuove stelle.

Va da sé che nessun astronomo parlerebbe a livello professionale di 'drammi' e 'devastazione' in riferimento agli scontri fra galassie. Sulla scala dei tempi umani i processi sono troppo lenti, gli urti fra stelle rimangono molto improbabili. Tuttavia si può essere convinti (come chi scrive queste note) che sui 100 miliardi di stelle di 'Ruota di carro', la galassia bersaglio, una frazione forse non minima sia stata costituita da sistemi planetari. Attualmente conosciamo una settantina di stelle circondate da uno o più pianeti, e parecchie ragioni (scientifiche) militano a favore della congettura (religiosa) che Gaia non sia l'unico pianeta nel Cosmo ad ospitare esseri senzienti. Le immagini della Figura 20 descrivono uno sconvolgimento totale delle galassie coinvolte negli scontri, ed è la totalità dei processi a non lasciare scampo; la lentezza del progredire dell'onda di marea materiale (di stelle!) fu preceduta in ogni istante dalla distorsione del campo gravitazionale galattico, con 'repentini' avvicinamenti e allontanamenti di stelle, formazione di nuovi sistemi planetari e instabilità di quelli esistenti ... Nessuna sorella di Gaia potrebbe sopravvivere:

Insondabili sono gli innumerevoli mondi

Nella totalità degli universi.

Molti mondi sono nuovi o sono cadenti,

Mentre molti altri presto cesseranno di essere

Come foglie in una foresta,

Alcuni fioriscono altri cadono ...

Molti secoli fa questi versi tratti dall'Avatamsaka Sutra narravano già gli eventi che gli astronomi ci hanno fatto conoscere con le loro straordinarie fotografie.

6.2 Scossoni

Siamo così giunti al termine del nostro viaggio ideale nelle profondità del Cosmo, dove per altro abbiamo ritrovato ciò che avevamo 'lasciato' nel giardino di casa, oggetti meravigliosi (una rosa fiorita) e lontananze incolmabili (un calabrone in cerca di nutrimento). Però la linea di ragionamento tendeva ad altro, e cioè a proporre al lettore una delle tante 'scoperte' che hanno formato negli anni la mia visione scientifica del mondo. In un testo di cosmologia, o di filosofia, letto (probabilmente) un paio di decenni fa venni a sapere che il fisico e filosofo austriaco Ernst Mach aveva proposto una particolare concezione dell'inerzia, che faceva risalire la sua misteriosa origine all'azione gravitazionale dell'interna materia del Cosmo, compresa quella delle galassie più lontane. La fisica teorica contemporanea è molto impegnata a risolvere la questione dell'origine dell'inerzia, con esiti dubbi ma talmente conclamati come soluzioni definitive, da aver suscitato l'ironia di qualche fisico scettico. Comunque sia, la congettura di Mach è largamente accettata come verosimile, malgrado il mancato supporto di un apparato fisico-matematico.

Per quanto sia difficile da comprendere a livello teorico l'inerzia delle masse rispetto alle accelerazioni è motivo d'esperienza continua. Essendo un pendolare ho ogni giorno diverse occasioni di verificare l'effetto dell'inerzia, ad ogni frenata brusca dell'autista potrei ricordarmi, e talvolta lo faccio, che responsabili degli scossoni sono tutte quelle galassie che popolano i più lontani angoli del Cosmo. Al di là delle ubbie personali è di grande significato che ogni movimento su Gaia sia condizionato da una proprietà della materia che dipende da tutta l'altra materia esistente al mondo.

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