Vita del Buddha


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Devadatta era un cugino malvagio di Siddharta. Da innumerevoli vite le esistenze del cugino, accecato dall'invidia, e del futuro Buddha si erano intrecciate, ma ora che Siddharta aveva conquistato il completo Risveglio l'invidia si era trasformata in vero odio. Dopo molti tentativi di scalzare l'autorità del Buddha, Devadatta decise di ucciderlo, facendogli rotolare addosso un macigno dall'alto di una montagna. Nessuno può uccidere un Buddha, e il Risvegliato fu colpito leggermente ad un piede da una scheggia. Ma la Terra stessa non poté sopportare un simile gesto. Il suolo si aprì sotto i piedi di Devadatta che scomparve inghiottito in un turbine di fuoco.

La zia di Siddharta, Prajapati , lo aveva allevato amorevolmente dopo la morte prematura della madre. Un giorno andò dal Buddha e gli offrì un paio di vesti, fatte con le sue stesse mani. Il Buddha la ringraziò, ma le disse di donare le vesti all'ordine dei monaci, il Sangha, perché così avrebbe acquistato maggior merito, dato che non vi sarebbe stato un legame di affetto personale.

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Fonte: S. Dhumphakdi & Sons Publisher, Bangkok, Thailand