Minerva

Osservatorio sull'industria alimentare

  Barilla  Coca-Cola Ferrero Pepsi Danone Kraft  Masterfoods McDonald's Nestlé Procter & Gamble Unilever Heinz


Le imprese multinazionali che dominano il mercato alimentare mondiale sono più o meno una dozzina. Queste imprese hanno già singolarmente una potenza economica enorme, ma prese nel loro insieme costituiscono un sistema di potere veramente impressionante. Nelle più diverse aree del mondo esse operano in modo tale da riuscire a modificare profondamente le strutture socio-economiche dei Paesi in cui gettano le loro basi produttive, commerciali e pubblicitarie. La ri-strutturazione indotta dall'attività delle multinazionali alimentari avviene a livelli immediatamente visibili, e ad altri un po' più nascosti, ma eticamente molto rilevanti.

L'impatto più evidente delle multinazionali si realizza nella distruzione sistematica delle 'abitudini' alimentari della popolazione del Paese invaso, e nella contestuale eliminazione dal mercato dei produttori di alimenti non adeguatamente pubblicizzati e distribuiti. Sono quindi messi in gioco alcuni dei rapporti più consolidati dei cittadini con le strutture produttive del loro Paese. I cittadini sono estraniati dall'ethos del loro stesso Paese, e proiettati in un luogo inesistente nella geografia reale, e tuttavia reso 'concreto' dalla pubblicità e dal dilagare dei nuovi modelli di comportamento.

Se gli aspetti più visibili dell'attività delle multinazionali alimentari sono quelli commerciali e finanziari, più insidiosi nel medio e nel lungo periodo sono gli aspetti che coinvolgono la salute fisica e mentale, nonché l'integrità etica dei cittadini. 

Salute fisica e mentale, integrità etica: sono parole forti, che la redazione di Minerva intende giustificare con un'attenta ricognizione dei dati di fatto disponibili per quanto riguarda la salute fisica e mentale, e con argomentazioni di carattere storico, filosofico e religioso per ciò che concerne l'integrità etica.

In estrema sintesi: l'obesità è una delle più serie minacce alla salute fisica dei cittadini di molti Paesi del mondo, mentre il carattere epidemico dei disturbi dell'alimentazione non può non essere ricondotto in buona parte all'enorme pressione dei canoni pubblicitari di bellezza, benessere, successo. Sulla salute fisica agiscono sicuramente anche alcuni ingredienti contenuti in alimenti e bevande (ad esempio aspartame e acido fosforico).

L'attacco alla salute fisica e mentale rappresentato dalle sindromi gemelle dell'anoressia e della bulimia incide pesantemente sulla struttura affettiva, e la vita quotidiana, di molte famiglie, trasformando il cibo da dono in maledizione. Questa lurida metamorfosi non può non avere riflessi sull'integrità etica dei cittadini. 

La preparazione del cibo in famiglia, l'attenzione a non buttar via nulla che possa ancora essere utilizzato in cucina, l'accoglienza del cibo a tavola come dono della natura e frutto del lavoro, tutto questo non durerà ancora a lungo laddove si sia ottenuto un minimo livello di benessere e si giunga ad essere in rapporto più con l'immagine del cibo che con la sua realtà quotidiana. Il cibo è quasi sempre ridotto integralmente a merce, con tutte e solo le connotazioni delle merci. Anche se è molto raro che qualcosa acquistato al supermercato possa avere per l'acquirente un carattere sacrale, vi è una specie di compensazione affidata agli effetti della pubblicità e dell'imitazione: tutti i cibi pronti, le varie Coca-Cola, le pizze surgelate, gli innumerevoli yogurt, gli immensi scaffali sono comunque carichi di attese e di simboli - oltre che di additivi alimentari. 

Nella documentazione che Minerva metterà qui a disposizione dei suoi lettori saranno chiarite le strategie commerciali e nutrizionali delle multinazionali per trasformare, definitivamente, i cittadini in consumatori. 

Per quanto riguarda il carattere sacrale del cibo e dell'acqua si rimanda alla sezione di Minerva dedicata al rapporto fra epistemologia ed etica. In questa particolare sezione sono riprese e messe in discussione anche parole importanti come feticismo e boicottaggio.


Imprese di riferimento

Barilla   Coca-Cola  Ferrero  Pepsi  Danone  Kraft   Masterfoods  McDonald's 

Nestlé  Procter & Gamble  Unilever  Heinz/Plasmon


Ce la vogliono dare da bere: Un ampio dossier sulla Coca-Cola

Al confine con l'alienazione: Imprese multinazionali e patologia della vita quotidiana

Un accordo importante: Accordo fra WWF e Società Chimica Italiana

Un intruso nell'immaginario sociale: Babbo Natale e la Coca-Cola

Una alluvione iconografica: Oggetti Coca-Cola, vita quotidiana e collezionismo

Artisti, creativi e cittadini attivi: La grafica delle campagne di boicottaggio


Il rapporto etico con il cibo ha trovato nell'arte il modo migliore di esprimersi. In una piccola galleria sono presentate opere di Pieter Bruegel, Annibale Carracci, Caravaggio, Jan Davidsz de Heem, Luis Meléndez, Jean-Siméon Chardin, Pierre-Auguste Renoir, Vincent van Gogh, Paul Cézanne, Georges Braque, Pablo Picasso, David Olère, Francis Bacon, Frederick H. Hurd.


Home page

Dizionario di chimica Additivi alimentari

Parole difficili

Boicottaggio

Feticismo

Epistemologia & Etica